Bonus Sanificazione 2020: Come Funziona e Come Ottenerlo

Il Bonus Sanificazione 2020 rientra in quelle iniziative del Governo italiano finalizzate a contrastare la diffusione del Covid-19 contribuendo con un sostegno diretto alle imprese. Grazie ad esso sarà possibile ammortizzare gli investimenti per i dispositivi di sicurezza obbligatori nella fase di riapertura e per tutto il periodo di emergenza sanitaria. Di seguito andremo a considerare quale sia il suo funzionamento, chi può richiederlo e come ottenerlo.

Cos’è il bonus sanificazione 2020

Il Decreto Rilancio 2020 all’art. 125 ripropone il Bonus Sanificazione abrogando e sostituendo le disposizioni del Decreto Cura Italia. Il presupposto è quello di fornire un sostegno economico direttamente ai datori di lavoro che si trovano costretti ad effettuare delle spese di beni e prodotti specifici necessari per la riapertura di un’attività d’impresa dopo il lockdown.

Infatti, come indicato anche dalle direttive INAIL, sarà necessario rispettare una serie di comportamenti, utilizzando particolari strumenti di prevenzione per evitare la diffusione del Covid-19 in ambienti ristretti come quello dei posti di lavoro in cui data la tipologia di attività non è possibile mantenere il distanziamento sociale. Per questo il Bonus Sanificazione si focalizzata sulla sanificazione degli ambienti, la realizzazione di sistemi per il distanziamento sociale, e al contempo per la fornitura dei DPI necessari per svolgere un lavoro.

Come funziona e cosa prevede

Il fine del Bonus Sanificazione è quello di agevolare l’apertura delle attività di impresa e contrastare la diffusione del Covid-19 sui posti di lavoro permettendo il pieno rispetto delle norme previste per l’emergenza della pandemia. Ma in cosa consiste? Si presenta sotto forma di agevolazione fiscale con un credito d’imposta del 15,64% con riferimento alle spese sostenute per la sicurezza anti Covid-19, con un tetto massimo di 60.000 €.

bonus sanificazione 2020
Bonus sanificazione 2020

Inoltre è stato posto un limite nazionale di spesa che ammonta a 200 milioni di euro per il 2020. Ciò significa che le richieste di agevolazione saranno accettate in ordine cronologico fino al raggiungimento della soglia massima prevista e che non prevedono uno sconto diretto sulle fatture, ma solo dal punto di vista fiscale.

La novità rispetto al precedente decreto del 2020 è stata quella di ridurre la quota di agevolazione dal 60% al 15,64%, e inoltre offrire la possibilità di usufruire della cessione del credito di imposta. In questo modo l’azienda potrà acquistare il materiale necessario e trasferire l’agevolazione ottenuta a un altro soggetto, che può essere la medesima azienda fornitrice, un’altra imprese o banca.

I requisiti per ottenerlo

Il bonus potrà essere richiesto da tutte le piccole, medie e grandi imprese, nonché dalle attività professionali e del mondo dell’arte che a causa dell’emergenza sanitaria e delle specifiche direttive di legge, necessitano di mettere in sicurezza i loro luoghi di attività. Sarà quindi possibile ottenere il bonus per:

  • Sanificazione: sono sostenute le spese relative agli interventi di pulizia e igienizzatine di ambienti e di strumenti di lavoro che devono avvenire in maniera frequente.
  • Dispositivi DPI: si prevede l’acquisto di dispositivi di sicurezza individuale come mascherine chirurgiche, FFP2 e FFP3, guanti e occhiali di protezione. Sono compresi anche altri prodotti necessari per la sicurezza del lavoratore durante l’attività come tute e calzari.
  • Divisori: verrà applicato il Bonus Sanificazione anche per l’acquisto di pannelli protettivi e di barriere necessarie al distanziamento sociale.
  • Igienizzanti: sono previste anche tutte le spese che riguardano la fornitura di prodotti specifici per l’igienizzazione delle mani e dei luoghi di lavoro.

Come richiedere il bonus Sanificazione 2020

Per ottenere il Bonus Sanificazione sarà necessario seguire una specifica procedura, dato che l’agevolazione non si attiva in maniera automatica, ma in base ad alcuni criteri identificati dall’Agenzia delle Entrate. Il primo passo è quello di compilare dal 20 luglio il modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate nel quale dovranno essere comunicate tutte le spese effettuate nel mese precedente, e un calcolo indicativo di quelle che saranno gli investimenti previsti per l’acquisizione dei DPI e del materiale per la sanificazione ammessi dal decreto legge fino al 31 dicembre 2020.

Si otterrà una ricevuta di presa in carico, da dover conservare. È importante considerare che, previa esclusione, l’importo non dovrà superare quello previsto dalla normativa pari a 60.000 €. La seconda fase per ottenere il Bonus prevede la richiesta vera e propria che potrà avvenire in due modi:

  • Compensazione del credito d’imposta: sarà possibile utilizzare l’agevolazione fiscale ottenuta con uno sconto delle imposte sull’attività d’impresa all’interno della dichiarazione dei redditi. Basterà compilare il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate, conservando le relative fatture e bonifici collegati all’acquisto dei prodotti.
  • Cessione del credito d’imposta: altra soluzione è quella di poter trasferire il credito d’imposta a un cessionario, ovvero un soggetto terzo che a sua volta potrà utilizzarlo per ottenere lo sconto sulle imposte o cederlo a un’altra impresa o banca. Sarà possibile trasferire l’intero ammontare oppure anche parte di esso entro e non oltre il 31 dicembre 2021. Al fine di rendere effettiva la richiesta, la comunicazione della cessione dovrà avvenire direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate e dovrà essere accettata dal cessionario.

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