Stabilità 2016, Ferrera: “Cancellare Imu e Tasi anche ai ricchi è insensato” – 7 settembre 2015 [Redattoresociale.it]

MILANO – Cancellare Imu e Tasi? Un controsenso, che non risolve i problemi delle famiglie italiane. La prossima legge di stabilità dovrebbe invece prevedere il reddito di inclusione sociale, misure per l’invecchiamento attivo e per la creazione di asili nido.

Maurizio Ferrera, uno dei massimi esperti di politiche sociali in Italia, docente di Scienza politica all’università degli studi di Milano e fondatore del laboratorio di ricerca “Secondo welfare”, non è per nulla entusiasta del governo Renzi e delle misure adottate per rilanciare il Paese e combattere la povertà. “In Italia la ricchezza è sperequata e quindi è un controsenso eliminare le tasse sulla casa a tutti, anche ai ricchi, – spiega. – Si dovrebbe limitare il provvedimento solo alle famiglie in difficoltà”.

Ma, soprattutto, si dovrebbero adottare misure a lungo termine. “La prima cosa da fare è introdurre il reddito di inclusione sociale. È in agenda da tanto tempo, si sono fatte diverse sperimentazioni e c’è la proposta molto seria dell’Alleanza contro la povertà – aggiunge -. Riterrei singolare che questo governo non decidesse di agire su questo fronte. È tutto pronto! Non c’è mai stata una coalizione così ampia di associazioni che chiedono tale misura. Ce lo chiede anche l’Unione Europea. Certo ci vuole un’adeguata dotazione finanziaria: circa 1,5 miliardi per il primo anno. Ed è una misura permanente, come le pensioni, non più soggetta ai capricci del governo di turno”.

Secondo Ferrera la lotta alla povertà può avere successo solo se si supera “l’attuale frammentazione e precarietà dell’assistenza sociale. Ormai ogni cosa è sperimentale e appesa a finanziamenti ad hoc o alla legge di stabilità, senza la minima certezza che l’anno dopo le risorse ci siano ancora”.

Il Governo Renzi dovrebbe poi adottare politiche per l’invecchiamento attivo. “Più che pensare al pensionamento anticipato che costa e non crea ricchezza, dobbiamo far lavorare le persone fino a 67 anni, come avviene nel resto d’Europa, e allo stesso tempo dare spazio ai giovani. Non è vero che tenere al lavoro i sessantenni impedisce ai giovani di trovare lavoro. Negli altri Paesi ciò non accade. Occorrono però politiche sul lavoro innovative, bisogna investire soldi su questo, facilitare i part-time, creare nuovi sistemi di voucher”.

L’Unione Europea chiede all’Italia di ridurre il costo del lavoro. “E ha ragione – sottolinea Ferrera -. Il cuneo fiscale in questi anni è aumentato. Renzi spera di aumentare la domanda interna lasciando più soldi in tasca alle famiglie e per questo toglie la tassa sulla casa o inventa bonus, forse sarebbe meglio creare più lavoro prima e poi la crescita della domanda viene di conseguenza”.

Inutile lamentarsi che in Italia ci sono poche nascite. “Facciamo più asili nido, creiamo le condizioni per conciliare meglio lavoro e famiglia – spiega il docente – e vedrete che le nascite torneranno a crescere”. (dp)