Chi ha presentato il modello 730/2026 e sa che l'acconto calcolato non corrisponde a quanto dovrà davvero versare ha una finestra stretta: entro lunedì 12 ottobre 2026 deve dirlo per iscritto al datore di lavoro o all'ente pensionistico, altrimenti la trattenuta piena finisce sulla busta paga di novembre. È una delle poche leve che un lavoratore dipendente o un pensionato ha per non anticipare al Fisco più del necessario. Sullo sfondo, la prossima legge di bilancio discute un taglio dell'Irpef per chi dichiara tra 50.000 e 60.000 euro.
Il secondo acconto Irpef: 60% del totale, si versa a novembre
L'acconto Irpef si divide in due rate: il 40% si versa alla scadenza del saldo dell'anno precedente, il restante 60% a novembre. Se l'importo complessivo degli acconti non supera 103,00 euro, si paga tutto in un'unica soluzione a novembre. Per chi usa il 730 con conguaglio, è il sostituto d'imposta a trattenere la seconda rata dalla retribuzione di novembre; se lo stipendio non basta, il residuo viene prelevato a dicembre con gli interessi previsti per il differimento dei pagamenti delle imposte sui redditi. In caso di ulteriore incapienza, il sostituto comunica al contribuente il debito residuo da versare.
Su 1.000 euro di acconto complessivo, il meccanismo vale 400 euro alla prima scadenza e 600 euro trattenuti in autunno: la comunicazione di ottobre serve a ridurre quella seconda cifra.
La comunicazione entro il 12 ottobre: cosa può chiedere il contribuente
La richiesta si invia per iscritto al sostituto d'imposta indicando quanto si ritiene dovuto, e i pensionati la indirizzano all'INPS. Si può chiedere di non versare il secondo o unico acconto (Irpef o cedolare secca) oppure di versarlo in misura inferiore rispetto a quanto emerge dal prospetto di liquidazione del 730.
Le situazioni tipiche sono quattro: redditi inferiori all'anno precedente, ritenute subite più pesanti del previsto, spese detraibili sostenute in misura elevata o la cessazione di un contratto d'affitto assoggettato a cedolare secca. La scelta resta sotto la responsabilità del contribuente.
Chi presenta il 730 "senza sostituto" segue invece un'altra strada: calcola gli importi e li versa con modello F24. Se la riduzione si rivela infondata, l'acconto omesso è sanzionato al 25%, ridotto a un terzo — circa l'8,3%, calcolando un terzo della sanzione piena — se il pagamento arriva entro 60 giorni dalla comunicazione di irregolarità. Prima della notifica resta aperto il ravvedimento operoso.

Le altre date di ottobre per il contribuente privato
Il mese concentra gli appuntamenti della dichiarazione dei redditi. Il 16 ottobre scattano ritenute, contributi e la rata in corso delle imposte rateizzate; il 26 ottobre tocca al 730 integrativo; il modello Redditi arriva fino al 2 novembre, perché il 31 ottobre cade di sabato.
| Data | Scadenza | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 15 ottobre | Annullamento del Redditi precompilato inviato senza F24 | Chi ha trasmesso la precompilata per errore |
| 16 ottobre | Ritenute e contributi, IVA mensile, rata delle imposte rateizzate | Sostituti d'imposta e chi ha rate attive |
| 26 ottobre (dal 25) | 730 integrativo | Solo correzioni a favore del contribuente |
| 2 novembre (dal 31 ottobre) | Modello Redditi PF e 770 | Chi non ha inviato il 730 e i sostituti |
Per chi ha rateizzato, il 16 ottobre scade la rata in corso: la quinta con interessi dell'1,17% per chi ha versato il primo importo entro il 30 giugno, la quarta allo 0,84% per chi si è avvalso del differimento al 30 luglio. Il 730 integrativo, invece, serve solo quando la correzione produce un rimborso o un minor debito; se emerge un maggior debito si passa al Redditi correttivo.
L'Irpef che potrebbe cambiare: due calcoli su tasse e casa
Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha indicato la direzione: dopo il taglio già applicato sui redditi tra 28.000 e 50.000 euro (dal 35% al 33%), l'ipotesi sul tavolo è portare dal 43% al 33% l'aliquota tra 50.000 e 60.000 euro. "Un altro pezzo pensiamo di farlo adesso, con la legge di bilancio, per abbracciare i contribuenti che hanno reddito tra 50 e 60.000 euro", ha detto.
Sui 10.000 euro compresi in quella fascia, dieci punti di aliquota in meno valgono 1.000 euro di imposta in meno all'anno per chi arriva a 60.000 euro di reddito; per chi si ferma a 55.000, il risparmio scende a 500 euro, calcolando dieci punti sui 5.000 euro ricadenti nella fascia. Sono ipotesi, non norme: Leo ha parlato di una manovra "difficile" per inflazione, tenuta dei conti pubblici e debito, con lo spread che "per effetto dell'aumento di energia sta arrivando a 100".
Sul fronte casa, si lavora a un innalzamento della detrazione per la riqualificazione energetica dal 50% al 65%: su 10.000 euro di spesa, l'importo detraibile passerebbe da 5.000 a 6.500 euro, 1.500 euro in più.
Il punto operativo, però, scade prima di qualsiasi manovra: chi ritiene che l'acconto di novembre sia troppo alto deve muoversi entro il 12 ottobre, perché dopo quella data l'unico modo per recuperare le somme è attendere il saldo.
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