L'inflazione italiana è risalita al 4,2% annuo a settembre 2026, il livello più alto da tre anni, spinta dai beni energetici passati dal +17,1% di agosto al +22,3%. Per chi vive di stipendio o pensione il conto arriva a casa: secondo Arera le bollette dell'elettricità nel mercato tutelato aumenteranno del 37,3% nell'ultimo trimestre dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Le bollette invernali: gas ed elettricità
La spesa per elettricità e gas degli utenti privati salirà del 23% nel 2026, secondo le previsioni di Nomisma Energia. La stima Arera (+37,3%) riguarda però solo il mercato tutelato, circa 3 milioni di utenze in Italia: over 75, redditi bassi, persone con gravi condizioni di salute o disabilità in famiglia. Tutti gli altri, dal 2024, sono nel mercato libero, dove non esistono tetti ufficiali — anche se le tariffe tendono a seguire lo stesso andamento.
Il motore del rincaro è il gas, quotato a circa 70 euro/MWh, il 123% in più rispetto a febbraio 2026. In Italia il 90% delle abitazioni private si riscalda ancora a gas naturale, e il gas copre il 45,8% della produzione elettrica nazionale: un solo rialzo si trasmette a due voci di spesa. Il prezzo all'ingrosso dell'elettricità (PUN) è passato dai 114 euro/MWh di febbraio ai 204 euro/MWh medi di settembre, quasi il doppio.
Quanto costa davvero l'inflazione al 4,2%
Il conto per le famiglie cambia a seconda di chi lo calcola. Il Codacons stima un aggravio di 1.389 euro l'anno per un nucleo familiare tipo, che sale a 1.918 euro con due figli a carico. L'Unione Nazionale Consumatori indica invece 1.108 euro per la famiglia media, 1.414 per una coppia con un figlio e 1.516 con due. Le due stime divergono di circa 280 euro sul nucleo tipo (1.389 meno 1.108): la differenza dipende dai panieri e dai volumi di consumo considerati, non da un errore di calcolo.

I capitoli di spesa, però, sono gli stessi. Secondo l'UNC, 445 euro dei 1.108 totali vengono dalla voce "Abitazione, elettricità e gas" (+11,1% tendenziale) e 307 euro dai trasporti (+8,6%). Assoutenti aggiunge il carrello: gli alimentari non lavorati segnano +5,5% su base annua, e una famiglia con due figli spende 185 euro in più all'anno solo per mangiare e bere.
Perché il riscaldamento a gas resta il punto debole
Un dato di Acer, l'agenzia dei regolatori energetici Ue, aiuta a capire il margine di manovra: appena il 7% delle famiglie europee ha un contratto a prezzo dinamico, mentre in nove Stati membri oltre l'80% degli utenti è vincolato a tariffe fisse. Acer stima che la flessibilità contrattuale potrebbe tagliare la spesa fino al 20% — ma solo per chi ha un contatore smart e sa spostare i consumi. Nel 2025 le famiglie Ue hanno speso in media 840 euro per l'elettricità e 1.170 euro per il gas, con un'incidenza sul reddito mediano che varia tra l'1,2% e il 3,9% a seconda del Paese.
Il nodo fiscale: la Grecia e l'Italia chiedono spazio
Sul fronte politico, il premier greco Kyriakos Mitsotakis ha scritto a Bruxelles il 30 settembre per chiedere di escludere dal tetto di spesa Ue le misure temporanee contro il caro energia, sostenendo che "non è politicamente accettabile" che l'unica risposta della Commissione sia ridurre la domanda. Una richiesta analoga è arrivata dall'Italia. Il premier belga Bart De Wever ha però già risposto che "non ci sono soldi".
Con la BCE che tiene il tasso sui depositi al 2,5% — e Deutsche Bank che ipotizza un rialzo al 2,75% a dicembre — mutui e prestiti restano cari mentre le bollette salgono. Chi ha un contratto a tasso variabile o sta per rinegoziare un finanziamento farà bene a controllare le prossime due bollette prima di qualsiasi altra decisione: è lì che il 4,2% si trasforma in euro.
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