Oggi, 16 settembre 2026, alle ore 19:00 scatta il Click Day del Bonus Casa CNCE: 500 euro una tantum per gli operai edili che pagano un affitto o un mutuo sulla prima casa. In parallelo, il Governo studia il ritorno dell'Ecobonus al 65% per gli interventi energetici sulle abitazioni principali. Per una famiglia sono due canali distinti: un contributo immediato per chi ha una busta paga edile, e una detrazione più alta — ancora in forse — per chi deve rifare infissi o impianti.
Bonus Casa 2026 requisiti: chi può chiedere i 500 euro della Cassa Edile
Il contributo si rivolge agli operai edili in forza e regolarmente denunciati presso una Cassa Edile o Edilcassa al momento della richiesta, con almeno una mensilità denunciata e versata nei 12 mesi precedenti. Serve essere titolari o contitolari di un contratto di locazione abitativa oppure di un mutuo per la prima casa, registrato in Italia. La misura copre il periodo 1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2027.
Le domande vengono ordinate per ordine cronologico e solo le prime 15.000 entrano inizialmente in graduatoria. La marcatura temporale assegnata dal sistema determina la posizione: per questo l'orario di invio conta più della velocità di compilazione.
Click Day 16 settembre: documenti entro cinque giorni lavorativi
La procedura è interamente online. Dopo la registrazione con numero di cellulare italiano e codice OTP via SMS, il lavoratore inserisce i propri dati e seleziona Regione, Provincia e Cassa competente. Il protocollo assegnato non equivale ad accettazione: la domanda deve superare i controlli della Cassa.
A quel punto arriva un SMS di validazione e scatta il termine più insidioso: la documentazione — contratto di affitto o di mutuo — va presentata entro 5 giorni lavorativi. Chi salta la scadenza perde la posizione in graduatoria, che scorre a favore di chi era rimasto fuori dalle prime 15.000 richieste.

Ecobonus al 65%: bonus casa 2026 cosa comprende per la prima casa
L'ipotesi allo studio del Governo riguarda un Ecobonus potenziato al 65% per le prime case, con le seconde e terze case ferme al 36%. Gli interventi interessati sono quelli legati al risparmio energetico: infissi, cappotti termici, pompe di calore e condizionatori, solare termico, schermature solari e sistemi ibridi.
| Tipo di abitazione | Detrazione attuale | Ipotesi su interventi energetici |
|---|---|---|
| Prima casa | 50% | 65% |
| Seconde e terze case | 36% | 36% |
Le statistiche ENEA citate dalle fonti aiutano a capire dove si concentrano i lavori: l'Ecobonus movimenta circa 3,6 miliardi di euro l'anno, di cui 2 miliardi per la sostituzione degli infissi — pari al 55,6% del totale (2 su 3,6) — 600 milioni per cappotti e coibentazione, 371 milioni per pompe di calore e 300 milioni per schermature solari.
Perché il passaggio al 65% pesa mezzo miliardo in più
La differenza tra il 65% ipotizzato e il 50% attuale è di 15 punti percentuali. Considerando lo stesso numero di lavori, l'impegno finanziario aggiuntivo è stimato in circa 500 milioni di euro sulle rateizzazioni decennali: un importo che, rapportato ai 3,6 miliardi movimentati ogni anno, vale circa il 13,9% in più (500 milioni su 3,6 miliardi).
Per il lettore questo significa due cose concrete. Primo: la misura non è ancora legge — il Governo ha tempo fino a fine settembre 2026 per comunicare a Bruxelles il primo elenco delle misure di sicurezza energetica, e solo dopo arriveranno le autorizzazioni. Secondo: chi non rientrerà nei parametri reddituali potrà valutare un prestito ristrutturazione, con importi fino a 20.000 euro in 84 mesi e TAEG rilevati il 16 settembre 2026 a partire dal 7,30%.
Il punto operativo è semplice: i 500 euro della Cassa Edile si giocano oggi pomeriggio alle 19:00 e sulle ore successive, mentre l'Ecobonus al 65% resta un'ipotesi legata al calendario della manovra. Chi ha già in mente di rifare gli infissi farebbe bene a tenere d'occhio le comunicazioni di fine settembre, perché è lì che si decide se il cantiere costerà un 15% in più o in meno di tasca propria.
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