Bonus Pos 2021: Cosa Prevede la Novità Introdotta dal Governo Draghi

I bonus per il pagamento elettronico per professionisti esercenti continua e se prima si poteva raggiungere il 30% di credito d’imposta per tutte le commissioni POS, il Governo Draghi ha introdotto alcune interessanti novità per incentivare la diffusione dell’impiego dei sistemi digitali e per spingere chi ancora non l’ha fatto a passare progressivamente alla nuova tecnologia. La sua funzione è quella di promuovere l’impiego di moneta smaterializzata ed elettronica per contrastare l’evasione fiscale con un incremento del credito di imposta, che è passato dal 30 al 100%.

Quali sono le misure previste

Il Consiglio dei Ministri e con le proposte effettuate da parte del Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, del Presidente Mario Draghi e dello Ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti, in collaborazione con quello del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando, ha fatto in modo di fare approvare un Decreto Legge che interviene pesantemente in materia fiscale a tutela di consumatori e lavoro.

Il foglio è anche fortemente orientato a sostegno delle imprese che si sono spesso ritrovate messe in ginocchio a causa della contingenza degli ultimi anni e per gli strascichi di una crisi pregressa che tarda a riassorbirsi. Nel testo, per contrastare l’evasione fiscale e promuovere l’impiego di moneta digitalizzata, l’impiego del POS viene incentivato con l’azzeramento delle commissioni che devono essere pagate per le transazioni.

Il programma Cashback e Supercashback nel secondo semestre 2021 viene interrotto, e questo ha aperto la possibilità di sbloccare ingenti risorse accumulate e pronte da utilizzare per il finanziamento di riforme in materia di ammortizzatori fiscali e per altre finanziarie.

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Bonus POS

Come è implementato il credito d’imposta

Dal 1° luglio 2021 ai titolari di partita IVA è aperto l’accesso al così detto Bonus Bancomat che è relativo alle cessioni di beni e prestazioni verso consumatori finali e anche nel caso di impiego di strumenti per il pagamento in formato digitale, a patto che siano collegati a registratori di cassa oppure di sistemi più evoluti per il pagamento elettronico e smaterializzato.

Il limite massimo per i singoli soggetti è di €160 per quanto riguarda il credito d’imposta ed è stato opportunamente suddiviso in un gruppo di misure per fasce di ricavo molto semplificative, per definire i differenti soggetti in un modo che snellisca le procedure e renda meno facile il tentativo di farsi ascrivere a una classe differente da quella di effettiva pertinenza.

Le suddivisioni vedono il 10% dell’importo speso per ricavi tra 1 e 5 milioni di euro, il 40% per chi invece si trova nella fascia tra 200 mila e 1 milione, infine un robusto il 70% per tutti quelli che si trovano in condizioni inferiori ai 200 mila euro di ricavo.

Come si accede al bonus POS

Il bonus POS si affianca a quello già attivo sull’impiego del Bancomat con una copertura dal 70 al 10% della spesa sostenuta per chi si dota di strumenti per il pagamento digitale, senza l’obbligo di acquisto del dispositivo ma aprendo anche a noleggi e altre forme. Inoltre, visto che sono previste notevoli semplificazioni per l’IVA per quanto riguarda anche i pagamenti con Bancomat e carte di credito l’imposta va dal 100 al 40% nel caso di noleggio, acquisto o utilizzo di strumenti di incasso di nuova generazione.

In particolare si tratta di quelli che permettono la memorizzazione e la gestione dei dati con invio diretto in formato sicuro attraverso l’impiego di Posta Elettronica Certificata (PEC) all’Agenzia delle Entrate per elaborazione e la controverifica. Ci sono limiti di spesa massima e per questo è stato stabilito un limite massimo di 160 euro per persona, con misure differenziate in base alle fasce di entrata.

Si tratta del 70% per i soggetti con un ricavo non superiore 200 mila euro per il periodo d’imposta precedente. Il bonus invece, ammonta al 40% per l’intervallo compreso da 200 mila e 1 milione di euro e del 10% per chi si trova in una fascia di valore compreso tra 1 e 5 milioni. Inoltre è previsto un credito di imposta di €320 per chi acquista, utilizza o noleggia sistemi POS ed è stato suddiviso in queste misure: il 100% per ricavi non superiori a 200 mila euro 70% da 200 mila e 1 milione e 4 % tra 1 e 5 milioni di euro.

Perché accedere al bonus

Il passaggio che porterà alla smaterializzazione totale della moneta è sempre più vicino e i controlli per chi non aderisce, giocoforza, saranno di sicuro più frequenti, perché la base si restringe. Tanto vale approfittare subito delle possibilità, senza lasciarsi sfuggire l’occasione di riassorbire almeno in parte le perdite dell’ultimo anno e mezzo, allontanando il rischio di ispezioni da parte delle fiamme gialle e cartelle fuori controllo.

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