Il conto del conflitto in Iran arriva dritto sul bilancio di casa. Tra l'inizio di marzo e il 30 settembre famiglie e imprese italiane hanno speso circa 16,5 miliardi di euro in più per l'energia rispetto ai prezzi medi di febbraio, e quasi la metà di quel conto — tra 7,4 e 7,6 miliardi — è carburante. Per un nucleo con due figli a carico significa 1.415 euro in più all'anno a parità di consumi, cioè circa 118 euro al mese sottratti ad altre spese.
Quanto pesa il caro energia su ogni tipo di famiglia
Le stime del Codacons, diffuse dall'Ansa e costruite sull'inflazione acquisita Istat per il 2026, traducono i rincari in cifre concrete per le diverse tipologie di nuclei. L'aggravio varia sensibilmente in base alla composizione familiare.
| Nucleo familiare | Spesa annua aggiuntiva |
|---|---|
| Pensionato che vive da solo | 667 euro |
| Single under 35 | 704 euro |
| Famiglia monogenitoriale | 976 euro |
| Coppia senza figli | 1.167 euro |
| Coppia con un figlio | 1.281 euro |
| Famiglia con due figli a carico | 1.415 euro |
Il conto cambia anche in base alla principale fonte di reddito. Per la famiglia di un disoccupato l'aggravio stimato è di 701 euro; sale a 936 euro se lo stipendio principale è quello di un operaio, a 1.259 euro per quadri e dirigenti e arriva a 1.616 euro per imprenditori e liberi professionisti. Il divario tra il pensionato solo e la famiglia con due figli supera quindi i 700 euro annui: un rincaro uniforme in percentuale produce effetti molto diversi quando cambia il paniere di consumi.
Bollette e pieno: le due voci che spingono il conto
Sul mercato elettrico il PUN Index GME medio di settembre si è collocato in via provvisoria intorno a 208 euro per megawattora, contro i 114,41 euro di febbraio: un aumento di quasi l'82%. È il dato che alimenta la voce energia elettrica, stimata tra 5,8 e 6 miliardi di extra costo, mentre il gas consumato direttamente da famiglie e imprese pesa tra 3 e 3,3 miliardi.
Alla pompa la benzina ha toccato il 21 settembre una media settimanale di 2,141 euro al litro, il valore più alto dal marzo 2022. Il gasolio è arrivato a 2,351 euro al litro nella rilevazione del 28 settembre, superando il picco della crisi energetica del 2022 e stabilendo un nuovo massimo storico nominale nella serie settimanale disponibile dal 1996.

Dove i prezzi sono più alti: Bolzano, Calabria, Sicilia
Il rincaro non è uniforme sul territorio. Nella rilevazione MIMIT del 30 settembre la Provincia autonoma di Bolzano registra i prezzi più elevati sia per la benzina (2,147 euro al litro) sia per il gasolio (2,360 euro).
- Benzina — Calabria 2,135 euro al litro, Sicilia 2,132, Basilicata 2,128, Campania 2,124, Sardegna 2,122
- Gasolio — Sicilia e Valle d'Aosta 2,342 euro al litro, Calabria e Sardegna 2,339, Lombardia 2,327
Il caso della provincia di Sondrio mostra l'effetto sui territori a forte pendolarismo: secondo la Cgia di Mestre la spesa per benzina e gasolio passerà dai 192 milioni del 2025 a 230 milioni nel 2026, con un aggravio di 38 milioni e un incremento del 20,1%, contro una media nazionale del 20,4%.
Perché il quarto trimestre rischia di pesare più dei sette mesi precedenti
I 16,5 miliardi accumulati da marzo al 30 settembre equivalgono a circa 2,36 miliardi al mese di extra costo. Il solo mese di settembre ha però prodotto un conto aggiuntivo tra 4,6 e 5,2 miliardi — circa un terzo dell'intero aggravio — e il quarto trimestre, se i prezzi calmierati dei carburanti saranno prorogati e le quotazioni di elettricità e gas resteranno sui livelli di settembre, rischia di aggiungere oltre 16 miliardi: quasi il doppio del ritmo mensile registrato finora, per un totale che a fine 2026 potrebbe sfiorare i 33 miliardi.
Sul fronte dei carburanti le basi di calcolo non coincidono. La stima CNA di 7,4-7,6 miliardi copre i consumi da marzo a settembre e confronta i prezzi con febbraio 2026; la Cgia misura invece l'intero 2026 contro il 2025 e arriva a 13,66 miliardi a livello nazionale. Sono due fotografie diverse dello stesso fenomeno, non due versioni in conflitto: cambiano il periodo e il termine di paragone.
Le richieste: trasparenza sui prezzi e misure per le microimprese
"Il caro energia sta sottraendo miliardi ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle imprese", dichiara Dario Costantini, presidente nazionale della CNA. "Per le piccole aziende questi maggiori costi riducono i margini, frenano innovazione e occupazione e si trasferiscono inevitabilmente lungo le filiere produttive. Ogni furgone è diventato una bolletta viaggiante". La richiesta al Governo è triplice: maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, misure accessibili alle micro e piccole imprese e utilizzo dell'eventuale maggiore gettito fiscale prodotto dai rincari per alleggerire il costo dell'energia. "Gli interventi adottati hanno contribuito a frenare i prezzi negli ultimi giorni del mese, ma non possono sostituire una strategia strutturale", aggiunge Costantini.
Per chi ha un contratto energetico in scadenza nei prossimi mesi, il parametro da guardare prima della bolletta è il PUN di settembre: è da quel valore, più che dal prezzo alla pompa, che si costruirà la prossima offerta.
Fonti
- Italpress.com
- La guerra in Iran pesa su imprese e cittadini
- Caro carburanti, a Sondrio conto da 38 milioni
- Soldionline.it
- Ivg.it
- Caro energia: conto aggiuntivo da 16,5 miliardi
- Lagazzettadelmezzogiorno.it
- Soldionline.it
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