Il bonus spesa da 500 euro torna a essere attivato da ottobre 2026, ma per le famiglie di lavoratori il filtro più severo non è l'ISEE. Chi nel nucleo percepisce NASpI, Dis-Coll, cassa integrazione o un'altra forma di sostegno al reddito è escluso a priori dalla Carta Dedicata a te, anche con un indicatore sotto i 15.000 euro. E il decreto di riparto tra i Comuni non ancora pubblicato rischia di comprimere i tempi per fare il primo acquisto entro il 16 dicembre 2026, la scadenza che fa perdere il beneficio a chi non attiva la carta.
Requisiti ISEE e le esclusioni che pesano sui lavoratori
Il perimetro della misura è fissato dal decreto interministeriale firmato da Masaf, Ministero del Lavoro e Mef, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 178 il 3 agosto 2026. La Carta Dedicata a te spetta ai nuclei che, a quella data, soddisfano due condizioni: tutti i componenti residenti in Italia e un ISEE aggiornato non superiore a 15.000 euro annui.
Il requisito economico, però, non basta. Il decreto esclude i nuclei in cui sia presente un percettore di:
- Assegno di inclusione, carta acquisti o altre misure di inclusione sociale o sostegno alla povertà, a livello nazionale, regionale o comunale;
- ammortizzatori sociali o indennità di disoccupazione e integrazione salariale, tra cui NASpI, Dis-Coll, indennità di mobilità, fondi di solidarietà, Cig o simili.
È il punto più delicato per il lettore lavoratore: basta un solo componente del nucleo che percepisce questi trattamenti perché l'intera famiglia resti fuori dalla carta. Per questo un ISEE sotto i 15.000 euro è condizione necessaria, ma non sufficiente.
Come funziona la graduatoria e chi ha la precedenza
Le carte disponibili sono limitate e l'Inps procede per priorità decrescente:
- nuclei con almeno tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2012, con priorità agli ISEE più bassi;
- nuclei con almeno tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2008, sempre partendo dagli ISEE più bassi;
- altri nuclei composti da almeno tre persone, con lo stesso criterio.
La graduatoria è costruita intorno alle famiglie numerose: i nuclei più piccoli, a parità di ISEE, restano indietro. È previsto un solo contributo per nucleo familiare.
Nessuna domanda: come si riceve la carta
Nessuno deve compilare moduli né rivolgersi al Comune in anticipo. L'Inps predispone gli elenchi dei potenziali beneficiari e li trasmette ai Comuni, che effettuano le verifiche e consolidano le graduatorie; i dati passano poi a Poste Italiane, che emette la carta.
Qui le fonti divergono su un dettaglio pratico: QuiFinanza indica il ritiro presso gli uffici postali previa prenotazione, mentre Sky TG24 parla dei nuovi beneficiari "avvisati dal proprio Comune di residenza" e convocati per il ritiro. La sostanza non cambia: è il Comune a fare da tramite. Chi era già titolare della carta e conserva i requisiti riceve la ricarica direttamente sulla Postepay già in suo possesso.

Le scadenze da segnare subito
| Data | Cosa succede |
|---|---|
| Ottobre 2026 | Prima erogazione della quota 2026 |
| 16 dicembre 2026 | Primo pagamento obbligatorio, pena decadenza |
| Aprile 2027 | Erogazione della seconda quota |
| 1 aprile – 31 agosto 2027 | Ritiro e attivazione delle carte 2027 non ancora usate |
| 10 ottobre 2027 | Termine ultimo per utilizzare l'intero importo |
Il ritardo che stringe i tempi
Il decreto attuativo prevedeva che entro il 2 settembre 2026 arrivasse il provvedimento direttoriale del Ministero dell'Agricoltura con il numero di carte assegnate a ogni Comune. A metà settembre quel testo non risultava ancora pubblicato, e senza il riparto l'Inps non può avviare gli elenchi.
L'iter completo — 30 giorni per le graduatorie provvisorie Inps, 20 giorni per la conferma dei Comuni, 10 giorni per l'invio dei dati a Poste Italiane — può durare fino a 60 giorni. Se tutti gli attori usassero il tempo a disposizione, la carta non arriverebbe prima di metà novembre. La conseguenza concreta è che la scadenza del 16 dicembre si avvicina pericolosamente per chi è alla prima assegnazione.
Cosa si può comprare con i 500 euro
L'importo è vincolato all'acquisto di beni alimentari di prima necessità nei negozi convenzionati. Rientrano, tra gli altri:
- carni (suine, bovine, avicole, ovine, caprine, cunicole) e pescato fresco;
- latte e derivati, uova, tonno e carne in scatola;
- olio d'oliva e di semi, prodotti di panetteria, pasticceria, biscotteria e paste alimentari;
- riso, orzo, farro, avena, mais e altri cereali, oltre alle relative farine;
- ortaggi e frutta, anche surgelati o pronti al consumo;
- pomodori pelati, conserve, legumi, semi e frutti oleosi;
- alimenti per bambini e prima infanzia;
- zuccheri, miele, cacao, cioccolato, lieviti;
- acque minerali, aceto di vino, caffè, tè e camomilla;
- prodotti a marchio Dop e Igp.
Sono esclusi gli alcolici. I negozi aderenti possono applicare sconti dedicati ai possessori della carta.
Analisi: 1.177.597 carte valgono esattamente 588.798.500 euro
I numeri delle fonti si incastrano con precisione. Le carte assegnate per questa edizione sono 1.177.597 e ciascuna vale 500 euro: moltiplicando i due valori, il totale è 588.798.500 euro, la stessa cifra che il Corriere Adriatico riporta come stanziamento. La misura cresce di 20.418 nuclei rispetto alle 1.157.179 carte precedenti.
Su questa cifra, però, le due testate principali divergono: Sky TG24 colloca i 1.177.597 nuclei nella social card 2026, mentre il Corriere Adriatico li riferisce alle attivazioni del 2027. La differenza non è neutra, perché da essa dipende se il numero riguarda la quota che si incassa a ottobre o quella dell'anno successivo.
Per la famiglia lavoratrice, il vero crinale resta un altro: il vincolo sugli ammortizzatori sociali taglia fuori una platea che l'ISEE da solo farebbe rientrare. Due nuclei con lo stesso indicatore economico basso ricevono trattamenti opposti, a seconda che al loro interno ci sia o meno un percettore di NASpI o Cig: per il primo la carta non arriva, per il secondo sì. Chi pensa di rientrare nella misura dovrebbe quindi verificare due cose, non una: la validità dell'attestazione Isee e l'assenza, nel nucleo, di quei trattamenti.
Se le tempistiche annunciate tengono, il primo accredito arriva a ottobre 2026; se il decreto di riparto tarda ancora, la finestra per il primo acquisto si riduce a poche settimane — un rischio concreto soprattutto per chi deve ancora ritirare la carta fisica alle Poste.
Fonti
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