Crisi Evergrande: le Cause e le Conseguenze che Fanno Tremare i Mercati

Evergrande affonda alla Borsa di Hong Kong, la notizia ufficiale è arrivata ore fa. Il secondo sviluppatore immobiliare cinese ha subito una problematica battuta d’arresto con un -13,78% in borsa ceduto a 1,94 dollari di Hk, ai minimi da ben 11 anni. Venerdì aveva annunciato di voler lavorare attivamente con i creditori offshore: puntava ad un piano di ristrutturazione dei debiti, sottolineando a chiare linee di non avere garanzie sui fondi necessari a far fronte ai suoi obblighi. 

L’Evergrande Group è per vendite la seconda azienda di sviluppo immobiliare in Cina. Ha sede nella provincia meridionale del Guangdong e vende appartamenti per lo più ai ceti medio-alti. Ha decine di attività sussidiarie, tra le quali investimenti nel settore delle automobili elettriche, ma anche nello sport (soprattutto con il calcio) e nel settore viaggi. Nel 2017 le azioni sono cresciute di 3-4 volte, portando il presidente a diventare uno degli uomini più ricchi della Cina con circa 21miliardi di patrimonio personale.

Andando a ritroso, a metà novembre il presidente di Evergrande, Xu Jiayin, aveva venduto beni personali per un valore di oltre 7 miliardi di yuan (1,1 miliardi di dollari) per sostenere la compagnia ormai in difficoltà da tempo. Xu aveva già liquidato diverse case a Hong Kong, Guangzhou e Shenzhen, oltre ad alcuni jet privati. La manovra del presidente ha permesso di usare il suo denaro come cuscinetto per attutire la caduta vertiginosa: sono stati utilizzati per mantenere le operazioni di base commerciali e per pagare gli stipendi del personale. 

Ad oggi è ufficiale: la strategia attuata da Xu non è bastata e anche l’annuncio di voler lavorare con i creditori non convince i mercati. Quando Evergrande ha deciso di inviare la proposta di collaborazione con i creditori, il presidente è stato convocato dal governo del Guangdong, concordando l’invio di un gruppo di lavoro per supervisionare la questione della gestione del rischio

I Dati della Crisi e le Conseguenze 

Il down conclamato porta con sé debiti ancora non saldati. I media cinesi riportano che Evergrande deve ancora 82,5 milioni di dollari, ma attualmente non è in grado di far fronte alla spesa per il recupero debiti. Si parla di 300 miliardi di dollari di debiti coperti cedendo il 13,78%, mandando lo sviluppatore immobiliare cinese sotto tutela del governo del Guangdong. La crisi che ha messo in difficoltà Evergrande proveniva dal problema liquidità che dilaniava nel settore immobiliare cinese ormai da tempo. Non riuscivano più a garantire i rimborsi anche per via della manovra dell’ultimo anno indetta dalle autorità cinesi. La normativa del governo volta a frenare l’impennata a lungo termine di speculazione e indebitamento aveva tagliato tante vie d’accesso al denaro impedendo così le imprese ad ampio raggio di Evergrande. 

Il 6 dicembre 2021 è ormai scaduto il coupon obbligazionario di 82,5 milioni di dollari: se il governo ha evitato il fallimento totale a questo punto non è detto che la situazione volgerà in positivo. Evergrande ha anche riferito di aver ricevuto solleciti dai creditori per il pagamento di debiti per 260 milioni. Tutto ciò continua ad alimentare i timori: il default avrebbe pesanti ripercussioni anche considerando l’aiuto della Banca Centrale cinese e la manovra del governo. Le conseguenze verrebbero pagate dall’interno comparto immobiliare: una vera catastrofe per l’economia cinese considerando che nell’ultimo ventennio il settore immobiliare contribuiva ad un terzo del Pil del paese. 

Evergrande
Crisi Evergrande: le Cause e le Conseguenze che Fanno Tremare i Mercati

I timori di un vero e proprio crack hanno scatenato le vendite in Borsa ancora una volta: il titolo Evergrande ha chiuso le contrattazioni in calo del 19,56%. La Banca centrale cinese ha approvato la mossa del governo del Guangdong, definita come “Misura per assicurare lo sviluppo stabile e sano del mercato immobiliare” e la tutela “Di diritti e interessi legittimi dei titolari di alloggi” ma dall’altra parte ha anche mosso pesanti critiche a Evergrande, i cui rischi sarebbero dovuti “Alla cattiva gestione e all’espansione espansione cieca”.

I rischi a breve termine delle singole società immobiliari non influiranno sulla normale funzione di finanziamento, secondo la PBoC (banca popolare cinese), “A medio e lungo termine”, sottolineando che “Di recente, le vendite di immobili nazionali, l’acquisto di terreni, il finanziamento e altri comportamenti siano gradualmente tornati alla normalità”. È da sottolineare, infatti, che molte società immobiliari cinesi hanno iniziato a riacquistare obbligazioni estere e alcuni investitori hanno anche iniziato ad acquistare obbligazioni in dollari statunitensi di società immobiliari cinesi. È comunque prevedibile che il governo cinese non farà ricadere tutto il peso delle responsabilità della Evergrande sulle famiglie che hanno aperto un mutuo, piuttosto si prenderà la responsabilità di risanare le ingenti perdite dei nuclei familiari.

Dalla Crisi Evergrande alle Ripercussioni sulla Borsa: le Previsioni per il Futuro

La domanda generale verte su quali saranno le conseguenze per il resto del mondo della Finanza. Fare previsioni è un azzardo, ma da una parte è già chiaro che il resto del mondo starebbe cercando un modo per evitare di continuare a perpetrare questa dipendenza dall’impero economico cinese e, dall’altra, all’orizzonte si profila già il default di Kaisa Group (sviluppatore immobiliare integrato con sede in Cina): lo sviluppatore ha annunciato il fallimento di un’offerta su uno swap sul debito da almeno 380 milioni. 

La crisi di Evergrande sembra quindi l’effetto di una concatenazione di cause più grandi legate alla macroeconomia cinese, ai diritti dei lavoratori, alle regole blande sul fisco e sulla sicurezza, così come spiega la Sunshine 100 China Holdings: “La crisi è dovuta a problemi di liquidità derivanti dall’impatto negativo di una serie di fattori tra cui l’ambiente macroeconomico e il settore immobiliare”. La Banca Centrale ha però anche osservato, in merito ai bond offshore, che “Il mercato obbligazionario estero in dollari è fortemente orientato al mercato, con investitori relativamente maturi e solide capacità di screening, e vi sono chiare normative e procedure legali per la gestione delle questioni correlate”. Insomma, la situazione è incerta ma la Banca sta cercando con il supporto del Governo di arginare il problema proponendo strategie in grado di scongiurare la catastrofe

È difficile fare pronostici su ciò che avverrà nel futuro più prossimo, anche per gli stessi esperti. L’unica cosa certa è che attività come quella di Evergrande dovranno ristrutturare da zero il modo di lavorare e investire nel settore immobiliare. Arrivati a questo punto è chiaro che le tecniche utilizzate nel settore finanziario cinese fino a questo momento non sono più valide, soprattutto per la presa di posizione delle autorità competenti, che hanno preso in mano la situazione ormai da un anno per gestire il problema dell’indebitamento senza limiti.

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