La Federal Reserve ha alzato il tasso di riferimento di 0,25 punti percentuali, portandolo al 3,75%-4%: primo rialzo dal luglio 2023, deciso il 17 settembre 2026 con voto unanime. Per chi ha un mutuo o un prestito il messaggio è che il denaro resta caro. Per chi vive di stipendio, però, il dato più pesante è un altro: al 3,4% l'inflazione di agosto corre più veloce dei salari, cresciuti del 3,1%.
Stipendi contro prezzi: 0,3 punti di potere d'acquisto in meno
Il conto è elementare ma dice tutto: 3,4% di inflazione meno 3,1% di crescita salariale lascia un saldo negativo di 0,3 punti percentuali. L'aumento medio in busta paga non copre il rincaro del carrello. Buona parte di quel rincaro arriva dall'energia: il Brent è sopra i 107 dollari al barile, contro i circa 72 dollari di prima della guerra con l'Iran di febbraio, un balzo del 48,6% (107 meno 72, diviso 72). Negli Stati Uniti la benzina è salita di oltre il 45% dall'inizio del conflitto.

Mutui e prestiti: il fisso a 30 anni viaggia al 6,76%
Il rialzo non è un dettaglio per chi deve firmare un finanziamento. Nella settimana terminata il 10 settembre il tasso medio sul mutuo a tasso fisso trentennale negli Usa era al 6,76%, secondo Freddie Mac, e il rendimento del Treasury decennale resta vicino al 5%, dopo il 5,04% toccato all'inizio di questa settimana, il livello più alto dal 2007. A muovere le rate sono i rendimenti a lungo termine, più del tasso guida della Fed.
Trump contro la Fed: "abbassate i tassi, e fatelo subito"
Donald Trump vuole un tasso "pari o inferiore all'1%" e dopo la decisione ha scritto: "ABBASSATE I TASSI DI INTERESSE PER GLI STATI UNITI, E FATELO SUBITO!" Kevin Warsh, presidente della Fed, ha spiegato che l'inflazione è troppo alta e lo è rimasta per troppo tempo. Diane Swonk, capo economista di KPMG, riassume l'ambiguità per i bilanci familiari: "È questo il paradosso: un rialzo ora potrebbe far scendere i tassi a lungo termine più avanti". Gli investitori si aspettano tre rialzi: settembre, dicembre e marzo.
Cosa guardare adesso
Chi ha un mutuo a tasso variabile o un prestito in scadenza ha il primo motivo di attenzione: gli altri due rialzi attesi entro marzo alzano il costo del denaro. Chi risparmia può invece trovare rendimenti più alti sui titoli di Stato, ma solo se l'inflazione non si mangia il guadagno. L'unica variabile da monitorare è una: se lo stipendio recupera i 0,3 punti di potere d'acquisto persi ad agosto.
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