Mutui, rata variabile oltre 3%: cosa cambia per le famiglie

Il rialzo dei tassi deciso dalla Bce l'11 settembre 2026 ha un effetto immediato sulle tasche di chi ha un mutuo a tasso variabile: per un finanziamento da 120.000 euro in 20 anni la rata sale da 653 a 668 euro al mese. Quindici euro in più che, su base annua, valgono 180 euro. Per le famiglie il nodo non è solo il costo di oggi, ma il rischio che l'Euribor continui a salire e che il vantaggio del variabile sul fisso si assottigli fino quasi ad annullarsi.

La rata variabile sale di 15 euro al mese

La Bce ha portato il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e il marginale al 2,90%, con effetto dal 16 settembre. Il Tan medio dei mutui variabili a 20 e 30 anni, fermo al 2,80% ad agosto, è stimato salire al 3,05% dopo la stretta.

Sul mutuo da 120.000 euro in 20 anni la rata passa così da 653 a 668 euro. Il vantaggio mensile rispetto al fisso si riduce da 40 a 25 euro. Sull'intera durata del finanziamento, il risparmio sugli interessi scende da 9.600 a 5.900 euro.

A determinare la stretta è stata l'inflazione nell'eurozona, salita al 3,3% ad agosto, oltre l'obiettivo del 2%. «Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull'inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell'obiettivo per un periodo prolungato», si legge nel comunicato dell'Eurotower.

Fisso o variabile: il divario si assottiglia

Il tasso fisso medio ad agosto era al 3,46%, in rialzo dal 3,35% di luglio, e resta la scelta del 92,2% dei richiedenti secondo l'Osservatorio Mutui di Segugio.it. L'Osservatorio Facile.it-Mutui.it indica una quota del 93%: la differenza dipende dal panel di rilevazione, non dal segno della tendenza.

ScenarioTanRata mensile (120.000 €, 20 anni)
Variabile pre-rialzo2,80%653 €
Variabile post-rialzo3,05%668 €
Fisso3,46%693 €
Variabile con secondo rialzo3,30%683 €

Con un secondo rialzo entro l'inizio del 2027 il divario con il fisso scenderebbe a soli 16 punti base e il risparmio complessivo sui vent'anni si fermerebbe a poco più di 2.350 euro. Dieci euro al mese di differenza non bastano più a compensare il rischio di nuove strette.

Casa in miniatura con documenti di mutuo su scrivania illuminata naturalmente, tema dell'aumento dei tassi di interesse
L'aumento dei tassi della Bce impatta subito le rate mensili dei mutui a tasso variabile.

Mutui condominiali: quote più alte e piani da rivedere

Per un condominio con un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni la rata sale da 614 a circa 631 euro, 17 euro in più. A gennaio era di 578 euro: nel 2026 l'aumento accumulato arriva a 53 euro al mese, oltre 600 euro su base annua.

Un rialzo di un quarto di punto pesa da 9 euro al mese su un capitale residuo di 80.000 euro con 10 anni, fino a 28 euro su 200.000 euro in 30 anni. Per gli amministratori significa piani di spesa più solidi, maggiore attenzione alle morosità e tempi più lunghi per ottenere credito. Nei mutui a rata costante e durata variabile l'aumento non si vede subito sulla rata, ma allunga la vita del finanziamento.

Cosa controllare nei prossimi mesi

Le curve forward indicano l'Euribor a un mese in salita dal 2,32% al 2,69% entro fine 2026 e quello a tre mesi dal 2,65% al 2,90%. I futures aggiornati a inizio settembre spingono l'Euribor a tre mesi verso il 3,10% entro giugno 2027.

La Bce si riunirà il 29 ottobre e il 17 dicembre: l'esito di questi incontri dirà se la stretta è finita o se ne arriverà un'altra. Per chi ha già un variabile, la surroga resta un'opzione gratuita ai sensi dell'art. 120-quater del Testo unico bancario. «Per chi cerca oggi stabilità, il tasso fisso resta dunque la soluzione più indicata, mentre il variabile può essere valutato da chi è disposto ad assorbire possibili aumenti della rata», spiega Matteo Favaro, COO e Managing Director Financial Products Italy di MutuiOnline.it.

Sul mercato immobiliare gli effetti dei rialzi sulle compravendite arrivano con circa sei mesi di ritardo secondo le analisi storiche di Nomisma: i primi contraccolpi si vedrebbero nei primi mesi del 2027, soprattutto sulla prima casa.

Per una famiglia con un mutuo a tasso variabile il parametro da seguire non è la decisione della Bce in sé, ma l'Euribor a tre mesi: è quello che determina la rata, ed è quello che i futures danno in salita fino a metà 2027. Chi ha un margine di risparmio ridotto farebbe bene a verificare oggi le condizioni della propria surroga, prima che un eventuale nuovo rialzo riduca ancora il divario con il fisso.

Fonti

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here