Nord Stream 2: il Gasdotto tra Russia e Germania

Ultimato il 6 settembre del 2021, con i suoi 1.230 Km di estensione sottomarina, il Nord Stream 2 rappresenta il più lungo gasdotto del mondo. Fortemente contrastato dai governi statunitensi di Trump e Biden, il Nord Stream 2, non ancora in funzione, è al centro delle notizie di attualità perché strettamente connesso alla crisi ucraina.

La Storia del Gasdotto

Nel 1997 il gas proveniente dai giacimenti russi circolava in Europa unicamente via terra, attraversando i territori di Ucraina e Bielorussia e conferendo a queste due nazioni potere negoziale nei confronti della Russia. La situazione geopolitica di fine millennio induce il Cremlino, in accordo con la Germania, a progettare un gasdotto che non attraversi i confini di Ucraina, Bielorussia e Polonia né i Paesi Baltici, con lo scopo di escludere questi stati da ogni diritto legato al transito delle condotte e scongiurare la possibilità di un’interruzione della fornitura di gas per loro volontà.

Il 4 maggio del 2011 viene ultimata la posa della prima conduttura del gasdotto Nord Stream, inaugurata nel novembre dello stesso anno alla presenza del presidente russo in carica, Dmitry Medvedev, della cancelliera tedesca Angela Merkel e dell’allora primo ministro francese Francois Fillon. A distanza di un anno, entra in funzione anche la seconda condotta del gasdotto.

In accordo con la Germania, la Russia pensa da subito di aumentare la cubatura di gas da trasportare in Europa realizzando un nuovo gasdotto che segua il medesimo percorso del Nord Stream. È l’inizio del progetto Nord Stream 2.

Il Percorso

Il punto di partenza del gasdotto Nord Stream 2 è in Russia, nella zona di Ust-Luga, nella regione di Leningrado. Attraverso le profondità del Mar Baltico, l’opera faraonica termina il suo percorso in Germania, nell’area di Greifswald, molto vicino al punto di sbocco del predecessore Nord Stream.

Nord Stream 2
Nord Stream 2: il gasdotto tra Germania e Russia

Il Costo della Realizzazione

Costato 11 miliardi di dollari, il Nord Stream 2 è costituito dall’assemblamento di tubi lunghi 12 metri con un diametro interno costante pari a 1.153 mm. Le sezioni, saldate tra loro, sono state posate sul fondale del Mar Baltico mediante una apposita nave. Ciascuna linea di condotte è composta da circa 100.000 tubi, rivestiti all’interno ed all’esterno da materiali altamente performanti. Internamente, il rivestimento serve a ridurre l’attrito per il transito del gas naturale. Esternamente, la copertura funge sia da protezione della condotta nei confronti degli elementi corrosivi che da peso aggiuntivo finalizzato alla stabilizzazione della condotta sul fondale.

Le Ripercussioni sull’Assetto Energetico Europeo e l’Opposizione degli USA

Una volta in funzione, il gasdotto Nord Stream 2, che si sviluppa lungo un percorso parallelo alle condutture del Nord Stream, consentirebbe alla Russia di trasportare annualmente in Germania 55 miliardi di metri cubi di gas naturale da smistare in Europa. Questi si aggiungerebbero all’aliquota di gas già fornita tramite il Nord Stream.

Unica proprietaria dell’infrastruttura sottomarina è la società russa Gazprom, a maggioranza statale, che detiene anche, attraverso la Nord Stream AG (in precedenza North European Gas Pipeline Company), il 51% del Nord Stream. Gli altri soci di Nord Stream AG sono Ruhrgas (15,5%), Wintershall (15,5%), N.V. Nederlandse Gasunie (9%) e Gaz de France-Suez (9%).

Per Mosca e Berlino, Nord Stream 2 è sempre stato un progetto conveniente, in grado di trasportare energia pulita in modo economico. Per gli Stati Uniti, invece, si tratta di un’idea scellerata che renderebbe la Germania “prigioniera della Russia”. Durante la sua presidenza, Donald Trump ha fortemente ostacolato la realizzazione dell’infrastruttura ed i suoi timori nei confronti dell’eccesso di potere geopolitico della Russia sull’Europa sono condivisi dal presidente Biden.

Il Nord Stream 2 e il Conflitto con L’Ucraina

La gigantesca opera sottomarina, sebbene ultimata a settembre dello scorso anno, è ancora inattiva per intoppi burocratici, “congelata” da un’agenzia federale tedesca. L’opinione di Dario Fabbri, analista geopolitico, è che il blocco della messa in esercizio sia legato agli interessi statunitensi, fortemente in disaccordo con l’asse di potere Mosca-Berlino che Nord Stream 2 rappresenterebbe. È così che il gasdotto si trasformerebbe in arma di ricatto nel contesto della crisi ucraina: la Germania, su pressione statunitense, potrebbe impedirne l’utilizzo fino al rientro delle truppe russe dal confine ucraino.

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