Pensione a 64 anni: chi perde fino a 365 euro al mese

Andare in pensione a 64 anni è già possibile, ma solo per una platea selettiva di lavoratori. La proposta della Lega di estendere il canale anche a chi ha contributi versati prima del 1996 allarga la platea in cambio di un ricalcolo contributivo dell'intero assegno: fino a 365 euro in meno al mese. Prima di considerarla una buona notizia, conviene capire tre cose: chi è coinvolto, quanto costa in busta paga e cosa bisogna controllare.

Chi può già andare in pensione a 64 anni

La pensione anticipata contributiva, disciplinata dall'articolo 24, comma 11, del D.L. n. 201/2011, nel 2026 richiede 64 anni di età, 20 anni di contribuzione effettiva (esclusa quella figurativa) e una prima rata non inferiore a tre volte l'assegno sociale, cioè 1.638,72 euro al mese. La soglia scende a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per chi ha due o più figli.

Il vincolo discriminante è il sistema di calcolo: possono accedere solo i lavoratori con carriera interamente contributiva, quindi chi ha iniziato a versare dopo il 1° gennaio 1996. Servono poi la cessazione del rapporto di lavoro dipendente e una finestra di tre mesi dalla maturazione dei requisiti.

La proposta per il sistema misto: quanto taglia l'assegno

L'estensione ai lavoratori con contributi anteriori al 1996 è al centro del confronto sulla Manovra 2027. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon stima 80mila pensionamenti aggiuntivi all'anno e un costo di 1,5 miliardi di euro per una sperimentazione triennale. In cambio, il lavoratore accetta il ricalcolo dell'intera pensione con il metodo contributivo.

Le simulazioni dell'Osservatorio previdenza CGIL su 40 anni di contributi (nove maturati entro il 1995) misurano una riduzione del 10,6%:

Grafico della perdita economica in pensione, con simboli finanziari decrescenti e calcoli previdenziali
Il ricalcolo contributivo della pensione anticipata a 64 anni comporta riduzioni mensili significative per molti lavoratori.
Retribuzione annuaPensione sistema mistoPensione con ricalcoloPerdita mensile
35.000 euro1.726,15 euro1.543,38 euro182,77 euro
50.000 euro2.465,93 euro2.204,84 euro261,09 euro
70.000 euro3.452,31 euro3.086,77 euro365,54 euro

La percentuale resta identica al variare dello stipendio, ma il valore assoluto della perdita cresce: nel profilo da 35mila euro si traduce in circa 2.376 euro l'anno, in quello da 70mila in circa 4.752 euro.

Il TFR da trasformare in rendita per raggiungere la soglia

Nel profilo da 35mila euro il ricalcolo porta l'assegno a 1.543,38 euro, sotto la soglia dei 1.638,72 euro: mancano 95,34 euro al mese. Per colmarli, la simulazione stima in circa 24.360 euro il TFR da trasformare in rendita. Il capitale rientra intorno agli 84-85 anni di età.

Va segnalato che il cumulo tra prima rata di pensione e rendita della previdenza complementare, introdotto dalla Legge n. 207/2024, è stato abrogato dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199: la strada per raggiungere la soglia con il secondo pilastro è oggi chiusa.

Cosa cambia dal 2027 e cosa verificare

I requisiti sono già destinati a salire per effetto dell'adeguamento alla speranza di vita: dal 1° gennaio 2027 l'età minima passa a 64 anni e 1 mese e la contribuzione a 20 anni e 1 mese; nel 2028 si arriva a 64 anni e 3 mesi e 20 anni e 3 mesi. Chi compie 64 anni nel 2027 è nato nel 1963: per avere 18 anni di contributi al 1995 avrebbe dovuto iniziare a versare a quattordici anni, quindi la platea della proposta ricade quasi interamente nel gruppo con la quota retributiva più contenuta.

Durigon rivendica la logica della scelta: "Andare in pensione prima è una scelta del lavoratore, lui può scegliere come e quando vuole". Il punto pratico per chi ci pensa: il calcolo va rifatto sulla propria posizione, perché la soglia si applica alla prima rata e non all'importo medio. La differenza individuale dipende dall'anzianità posseduta al 31 dicembre 1995 e dalla dinamica della retribuzione finale: il metodo retributivo valorizza la media degli ultimi anni, quello contributivo il montante versato lungo tutta la carriera.

Il vero costo dell'operazione non è il taglio mensile in sé, ma la sua permanenza: la riduzione si applica per tutta la durata dell'assegno, e nel profilo da 70mila euro vale oltre 4.700 euro l'anno per ogni anno di pensione.

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