Pensione a 64 anni: il ricalcolo costa fino a 365 euro al mese

Chi esce dal lavoro a 64 anni accettando il ricalcolo interamente contributivo si ritrova un assegno più leggero del 10,6%, secondo le simulazioni dell'Osservatorio previdenza CGIL aggiornate al 6 settembre 2026. Per un lavoratore con 40 anni di contributi e una retribuzione annua di 35.000 euro la perdita è di 182,77 euro al mese. La proposta del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon aprirebbe questa strada anche a chi ha contributi versati prima del 1996: il conto, però, lo paga chi sceglie di anticipare l'uscita.

Il prezzo del ricalcolo contributivo

La penalizzazione non è fissata per legge: nasce dalla quota di carriera oggi calcolata con il metodo retributivo, che il ricalcolo cancella. Le tre simulazioni CGIL condividono la stessa struttura — 40 anni di contributi, nove maturati entro il 1995 — e restituiscono la stessa percentuale su retribuzioni molto diverse.

Retribuzione annuaPensione sistema mistoPensione con ricalcoloPerdita mensile
35.000 euro1.726,15 euro1.543,38 euro182,77 euro
50.000 euro2.465,93 euro2.204,84 euro261,09 euro
70.000 euro3.452,31 euro3.086,77 euro365,54 euro

La perdita è permanente. Proiettata sull'attesa di vita a 82 anni usata dalla stessa CGIL, la rinuncia cumulata vale circa 42.800 euro nel profilo da 35.000 euro e circa 85.500 euro in quello da 70.000.

Un dettaglio che il confronto politico non espone: moltiplicando la perdita mensile per 13 mensilità si ottengono esattamente i valori annui indicati dalle simulazioni. 182,77 × 13 = 2.376 euro, 261,09 × 13 = 3.394 euro, 365,54 × 13 = 4.752 euro. La penalizzazione colpisce anche la tredicesima.

Nel profilo da 35.000 euro il ricalcolo porta l'assegno a 1.543,38 euro, sotto la soglia di 1.638,72 euro che nel 2026 corrisponde a tre volte l'assegno sociale: mancano 95,34 euro al mese. Per colmarli servirebbe cedere circa 24.360 euro di TFR, un capitale che rientra in circa vent'anni se la rendita è erogata su tredici mensilità.

I bonus fiscali sullo scivolo arrivano da ottobre

L'INPS ha sbloccato le agevolazioni fiscali per chi riceve un indennizzo di accompagnamento prima dell'uscita definitiva. Con il messaggio numero 2829 del 2026 l'ente chiarisce che le somme erogate per sostituire il reddito da lavoro mantengono la stessa natura fiscale dello stipendio: i benefici spettano quindi a chi percepisce l'Ape sociale, l'isopensione, gli assegni straordinari dei fondi di solidarietà bilaterali dei comparti bancario e assicurativo (se a tassazione ordinaria) e le indennità dei contratti di espansione.

Aumento età pensionabile e bonus pensionistici
Coppia anziana che collabora ai laptop nello studio domestico. Foto di Yan Krukau su Pexels

Restano esclusi i trattamenti pensionistici diretti, le pensioni di vecchiaia o anticipate e gli assegni della previdenza complementare. Le due misure: una somma non imponibile tra il 4,8% e il 7,1% per redditi fino a 20.000 euro e una detrazione decrescente tra 20.000 e 40.000. Il pagamento è automatico dalla mensilità di ottobre 2026, con gli arretrati dal 1° gennaio 2026. Chi teme di superare i tetti per altri redditi può rinunciare online, evitando il conguaglio di fine anno.

Chi può già andare in pensione a 64 anni

Oggi la pensione anticipata a 64 anni è riservata a chi rientra interamente nel sistema contributivo, cioè chi ha iniziato a versare dopo il 1° gennaio 1996. Servono 20 anni di contribuzione effettiva, esclusa quella figurativa, e una prima rata non inferiore a tre volte l'assegno sociale — soglia che scende a 2,8 volte per le donne con un figlio e 2,6 volte con due o più figli. Il diritto decorre tre mesi dopo la maturazione dei requisiti e richiede la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.

Dal 2027 i paletti si spostano: l'età sale a 64 anni e 1 mese e la contribuzione a 20 anni e 1 mese, per arrivare a 64 anni e 3 mesi e 20 anni e 3 mesi nel 2028.

La proposta per il sistema misto

L'estensione ai lavoratori con contributi anteriori al 1996 vale, secondo le stime INPS citate da Durigon, circa 80mila pensioni in più e 1,5 miliardi di euro l'anno per una sperimentazione triennale. Le ricostruzioni divergono sulla cadenza della platea, indicata ora come numero complessivo ora come flusso annuo. "Andare in pensione prima è una scelta del lavoratore, lui può scegliere come e quando vuole", ha detto il sottosegretario.

La manovra 2027 dovrà fissare anzianità minima, soglia di importo, decorrenza e coperture. Il nodo resta il ricalcolo: la finestra si apre, ma il prezzo implicito è tutto nell'assegno.

Per il lavoratore che ci pensa, il numero da controllare è uno: la distanza tra la prima rata ricalcolata e la soglia di tre volte l'assegno sociale. Se il calcolo impone di cedere il TFR per colmarla, l'uscita a 64 anni smette di essere un anticipo e diventa un prestito che si ripaga verso gli ottantaquattro-ottantacinque anni.

Fonti

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here