Pignoramento del Conto Corrente: Conseguenze, Tempistiche e Limiti

Purtroppo, soprattutto in conseguenza della difficile situazione economica e legata all’occupazione che mette in difficoltà sempre più persone, può accadere che a causa di debiti non saldati si vada incontro al pignoramento del conto corrente. Ma in che cosa consiste esattamente e cosa si deve fare in questi casi? Ecco tutto quello che devi sapere sull’argomento se ti trovi in una situazione del genere e non sai come comportarti.

Che cos’è il pignoramento del conto corrente

Il pignoramento di un conto corrente è una procedura amministrativa che viene eseguita per recuperare un credito insoluto. Di solito può essere eseguito sia verso un conto corrente postale che uno bancario ma è una procedura che parte quando il debitore non è titolare di beni mobili o immobili che può utilizzare come garanzia per il debito. Se il pignoramento di beni mobili o immobili fa riferimento all’art. 502 del Codice Civile, quello del conto corrente invece viene gestito alla stregua di tutti gli altri pignoramenti che sono classificati con la dicitura “conto terzi” e che comprendono anche il pignoramento del TFR, dello stipendio oppure della pensione. Si dice presso terzi perché si attiva in relazione a denaro che è depositato presso un soggetto diverso dal debitore, quindi la banca, il datore di lavoro oppure l’Inps.

pignoramento del conto corrente
Pignoramento del conto corrente

Conseguenze del pignoramento

La conseguenza diretta del pignoramento del conto corrente è che non puoi utilizzare il denaro che vi è depositato perché la somma viene bloccata dall’istituto di credito o dalle Poste per ordinanza del giudice. Non tutti i soldi, però, vengono bloccati ma solo quelli che corrispondono al valore del debito da estinguere. Proprio secondo questa logica, si possono aprire tre scenari differenti:

  • conto a saldo zero o negativo: non ci sono soldi da bloccare ma in caso di bonifico la somma corrispondente al debito viene pignorata;
  • conto con saldo uguale o inferiore al debito: il conto viene bloccato e gli eventuali bonifici ricevuti successivamente vengono altre sì bloccati;
  • conto con saldo superiore al debito: viene bloccata esclusivamente la somma corrispondente al debito da estinguere.

Il caso dei conti cointestati

Che succede, invece, se il conto che ti viene pignorato non è intestato esclusivamente a te ma anche a un’altra persona? Visto che in un caso del genere, ad esempio un conto corrente che è intestato a marito e moglie, si presume che entrambi i coniugi provvedano ad alimentarlo, allora può essere pignorata esclusivamente la metà del denaro presente, anche se l’equivalente non è sufficiente a coprire il debito da estinguere. Il secondo intestatario del conto può continuare ad utilizzare il denaro che fa parte del suo 50% senza alcuna limitazione, così come lo stesso debitore potrà impiegare eventuali somme eccedenti quella relativa all’importo del debito da saldare.

Tempistiche previste

Se ti trovi nella situazione di avere il conto corrente o quello postale pignorato, hai comunque la possibilità di difenderti e di provare a risolvere la situazione. Entro 60 giorni dal pignoramento del conto corrente, puoi presentare richiesta di rateizzazione del debito: se la domanda ti viene accettata, non dovrai fare altro che pagare la prima rata secondo le tempistiche previste e poi potrai provvedere alla richiesta di sblocco del tuo conto corrente. Di solito l’operazione di sblocco non è proprio immediata ma potrai ragionevolmente poter disporre del tuo denaro entro circa una decina di giorni dal momento in cui è stata approvata la richiesta.

Limiti del pignoramento

Anche se il pignoramento del conto corrente viene fatto in conseguenza al riconoscimento di un debito del suo titolare, quindi è giusto che si paghi quanto dovuto, ci sono però alcuni casi in cui la legge non può procedere al pignoramento oppure lo deve fare entro certi limiti. Ad esempio, nel caso in cui tu sia titolare di uno stipendio nonché unico sostentamento per la tua famiglia oppure sei hai diritto all’assegno di pensione sociale, il pignoramento potrà essere effettuato esclusivamente sulla somma che eccede il triplo dell’importo dell’assegno sociale: l’assegno sociale viene rivalutato di anno in anno ma il limite dovrebbe corrispondere a circa 1340 euro.

Ci sono conti correnti non pignorabili?

Probabilmente, se ti trovi in una situazione simile, ti starai chiedendo se esiste un tipo di conto corrente che non è pignorabile per legge. La risposta è no: oltre ad essere pignorabile sia il conto corrente che quello postale, subiscono la stessa sorte anche le carte/conto, il conto PayPal e quelli di deposito presso banche straniere in quanto vengono coinvolti in questo provvedimento tutti i depositi in denaro che sono intestati a nome del debitore. L’unica eccezione è quella relativa ad un conto sul quale confluiscano esclusivamente i soldi relativi ad una pensione di invalidità oppure all’assegno di accompagnamento ma spetta al debitore l’onere di dimostrare che non il denaro presente sul conto non proviene da altre forme di reddito.

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