San Francesco 4 ottobre 2026: quanto spetta in più in busta paga

Il 4 ottobre 2026 è il primo anno in cui la festa di San Francesco d'Assisi viene applicata come festività nazionale. Il calendario però non aiuta: la ricorrenza cade di domenica, quindi per chi riposa abitualmente quel giorno il riposo in più non arriva. Arriva invece una quota aggiuntiva in busta paga, il cui importo varia parecchio da contratto a contratto. Chi lavora nel settore privato deve controllare tre cose: CCNL applicato, sistema di retribuzione e situazione effettiva della giornata.

La festa è tornata nazionale con la legge n. 151/2025

La legge 8 ottobre 2025, n. 151, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, ha istituito la festa nazionale di San Francesco d'Assisi e ha inserito il 4 ottobre nell'elenco delle festività previste dalla legge 27 maggio 1949, n. 260. La ricorrenza era stata abolita nel 1977 con la legge n. 54: il 2026 segna quindi il ritorno, anche se la prima applicazione pratica cade in una domenica. Per il lettore lavoratore la conseguenza è diretta: non si guadagna un giorno libero, ma si apre il capitolo del trattamento economico della festività non goduta.

Stipendio fisso mensile: la quota in più arriva con il cedolino di ottobre

Chi ha una retribuzione mensile fissa trova normalmente le festività infrasettimanali già dentro lo stipendio, senza somme ulteriori. Quando la festività coincide con la domenica, invece, scatta una quota giornaliera aggiuntiva. Il criterio più diffuso tra i contratti collettivi è un ventiseiesimo della retribuzione mensile utile: con una base di 2.000 euro, 2.000 ÷ 26 = 76,92 euro lordi in più.

Il divisore non è però universale. Alcuni CCNL ne prevedono altri, e il calcolo va rifatto sul proprio contratto: chi riporta genericamente il "divisore previsto dal Ccnl" e chi indica il 26 come valore tipico descrivono la stessa regola, ma la sostanza per il lavoratore è che la cifra va verificata caso per caso. Attenzione anche alla base di calcolo: non è sempre corretto dividere per 26 il totale lordo del cedolino, che può contenere straordinari, rimborsi o altre voci escluse.

Pagati a ore: il conto è un sesto dell'orario settimanale

Chi è retribuito a ore ha diritto al compenso della festività anche se cade di domenica e non viene lavorata. Il criterio legale è un sesto dell'orario settimanale contrattuale: con 40 ore settimanali, 40 ÷ 6 = 6 ore e 40 minuti, indicate in cedolino come 6,67 ore. Con una paga oraria utile di 12 euro, il compenso è 12 × 40 ÷ 6 = 80 euro lordi.

Il CCNL può prevedere un trattamento diverso o più favorevole, per esempio il pagamento di otto ore. La distribuzione dell'orario su cinque giorni settimanali, da sola, non fa scattare automaticamente le otto ore. Per il lavoratore part-time il riferimento è l'orario settimanale individuale, non quello dei colleghi a tempo pieno.

Le simulazioni per livello e settore: da 38,84 a 52,70 euro lordi

La forbice tra i profili è ampia. La simulazione di Giuseppe Buscema, esperto della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro, riportata da Il Sole 24 Ore, indica questi importi lordi:

ProfiloCCNLImporto lordo in più
Commesso 4° livelloCommercio46,40 €
Impiegato 2° livelloCommercio49,62 €
Operaio D2Metalmeccanici industria51,62 €
Impiegato B1Metalmeccanici industria52,70 €
Operaio 5° livelloMetalmeccanici artigianato41,62 €
Impiegato 1° livelloMetalmeccanici artigianato47,38 €
Addetto livello 4SStudi professionali43,09 €
ImpiegatoStudi professionali47,31 €
Operaio 6° livelloPubblici esercizi38,84 €
Impiegato 1° livelloPubblici esercizi46,78 €

Tra il valore più alto (52,70 euro per l'impiegato B1 metalmeccanico industria) e il più basso (38,84 euro per l'operaio 6° livello dei pubblici esercizi) la differenza è di 13,86 euro, pari al 35,7% in più rispetto al minimo. Un divario che dipende dai minimi tabellari del CCNL, non dal meccanismo di calcolo, che resta lo stesso.

San Francesco 4 ottobre: festività di domenica, quanto spetta in busta paga
Calice di vino rosso con decorazioni e calendario del 31 dicembre. Foto di olia danilevich su Pexels

Turnisti, riposo settimanale e chi lavora domenica 4 ottobre

Chi presta servizio il 4 ottobre lavora in una giornata che coincide con una festività nazionale. Nel settore privato vanno considerati sia il trattamento della festività sia le ore lavorate, con le maggiorazioni previste dal CCNL. Il CCNL commercio, per esempio, prevede una maggiorazione del 30% per il lavoro festivo.

Non esiste una percentuale unica valida per tutti i settori. Maggiorazioni per lavoro domenicale, festivo, notturno e indennità di turno non si sommano automaticamente: il contratto stabilisce quali spettano e quando sono cumulabili. Lavorare il 4 ottobre non significa automaticamente fare straordinario, se il servizio rientra nel turno programmato.

Caso diverso è quello di chi lavora abitualmente anche la domenica ma ha il riposo settimanale proprio il 4 ottobre: non essendoci prestazione, non spettano le maggiorazioni sulle ore lavorate, ma va riconosciuto il trattamento della festività coincidente con la domenica e con il riposo. Non nasce automaticamente il diritto a un giorno libero in più: un eventuale recupero deve essere previsto dalla disciplina applicabile.

Part-time, assenze e pubblico impiego: quando le regole cambiano

Gli esempi numerici valgono per situazioni ordinarie. Per il part-time il calcolo segue l'orario individuale; nel part-time verticale o misto conta anche la collocazione della festività rispetto ai periodi di lavoro.

In presenza di malattia, maternità, infortunio, aspettativa o cassa integrazione il trattamento della festività va coordinato con quello dell'assenza, e non si può dare per scontato che gli importi ordinari spettino allo stesso modo.

Nel pubblico impiego contrattualizzato la quota aggiuntiva prevista per il settore privato non si applica automaticamente: la disciplina legislativa ha escluso, per questi rapporti, il compenso aggiuntivo per le festività civili nazionali che cadono di domenica. Per chi presta servizio il 4 ottobre nel pubblico, le regole vanno cercate nel CCNL del proprio comparto.

Cosa controllare nel cedolino di ottobre

Serve partire da tre elementi: CCNL applicato, sistema di paga (mensile o a ore) e situazione effettiva del 4 ottobre (lavoro o riposo). Chi non lavora può trovare una voce come "festività non goduta", "festività domenicale" o una denominazione equivalente; chi presta servizio deve verificare anche le ore e le maggiorazioni. Gli importi sono sempre lordi.

Un'ultima nota di prospettiva: il 2026 è un anno di rodaggio. Solo dal 2027 il 4 ottobre cadrà in un giorno feriale e la festa si tradurrà, per la generalità dei dipendenti, in un giorno effettivo di riposo in più. Per ora il lettore deve ragionare solo di soldi, non di tempo libero.

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