Ardea, 5.600 condoni in sospeso: cosa cambia per i proprietari

A distanza di decenni dalla presentazione, oltre 5.600 famiglie di Ardea aspettano ancora una risposta sul condono edilizio. Il Comune ha deciso di prolungare il supporto esterno agli uffici con una nuova gara da tre anni, puntando a ridurre i tempi di attesa. L’operazione non graverà sulle tasche dei cittadini: il costo del servizio è coperto interamente dagli oneri concessori versati da chi chiede la sanatoria.

Un arretrato di 5.605 pratiche: leggi e anni di attesa

Le domande di condono ancora inevase sono 5.605, su un totale di 15.500 presentate nel corso dei decenni. Di queste, 3.170 risalgono al primo condono del 1985, 1.095 alla sanatoria del 1994 e 1.340 al provvedimento del 2003. Significa che ci sono proprietari in attesa da oltre quarant’anni, con tutte le incertezze che questo comporta per il valore e la commerciabilità della casa.

Fascicoli e documenti di condono edilizio impilati su una scrivania comunale baciata dal sole, pratica di sanatoria in attesa da anni
Oltre 5.600 domande di condono edilizio giacciono inevase al Comune di Ardea, un arretrato che copre tre decenni di pratiche.

Perché l’esternalizzazione fa la differenza per il cittadino

I numeri parlano chiaro. Tra il 2019 e il 2020, quando l’istruttoria era gestita solo con personale interno, furono chiusi appena 410 procedimenti, con incassi per il Comune di 574 mila euro. Dal 2021, con l’affidamento a un operatore specializzato, il passo è cambiato: tra il 2022 e giugno 2026 sono stati rilasciati 1.711 titoli edilizi in sanatoria e le entrate da oneri concessori hanno superato i 6 milioni di euro. Nel 2024 sono state definite 504 pratiche, nel 2025 altre 456, e solo nei primi sei mesi del 2026 già 219. Per chi attende, si traduce in una risposta più rapida e nella possibilità di pianificare la regolarizzazione senza restare nel limbo.

Chi paga lo smaltimento delle pratiche

Il servizio non costerà nulla alla fiscalità generale. La delibera comunale precisa che la remunerazione del nuovo operatore sarà coperta dai proventi degli oneri concessori che i cittadini versano per ottenere il permesso in sanatoria. Il bando prevede un compenso “a corpo”, calcolato sul numero di pratiche lavorate o con un costo fisso per istruttoria, così da legare il pagamento all’effettiva produttività. Niente aggravi per le famiglie, insomma, e un incentivo a chiudere il prima possibile le posizioni ancora aperte.

I tempi reali: un conto approssimativo

Prendendo come riferimento la media delle pratiche definite nel biennio 2024‑2025 (circa 480 all’anno), per smaltire tutte le 5.605 domande pendenti servirebbero oltre 11 anni. La nuova gara triennale serve proprio a non disperdere l’accelerazione ottenuta con il supporto esterno e a dare continuità alle istruttorie. Chi ha una pratica in corso farebbe bene a verificare lo stato della propria posizione e ad assicurarsi che la documentazione sia completa: con più risorse dedicate, gli uffici possono chiudere rapidamente i fascicoli pronti, mentre le carenze documentali restano la prima causa di rallentamento.

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