L’indice UBS-CFA sulle prospettive economiche è schizzato a +10,0 punti a luglio 2026, il valore più alto da novembre 2025 e un balzo di 35 punti rispetto a giugno. Dietro il ritrovato ottimismo degli analisti, però, il mercato del lavoro racconta una realtà a doppia velocità: crescono le ore fornite dai lavoratori interinali, crollano le assunzioni a tempo indeterminato. Per le famiglie svizzere i segnali sono contrastati, ma alcune indicazioni su mutui, potere d’acquisto e risparmi vanno nella direzione giusta.
Mercato del lavoro a due velocità: temporaneo su, indeterminato giù
Nel primo semestre 2026 le ore prestate dai lavoratori temporanei sono aumentate dell’1,5%, archiviando tre anni di cali consecutivi, mentre i collocamenti a tempo indeterminato hanno subito un tonfo del 19,4%. È il riflesso di un’economia che resta cauta: tensioni geopolitiche, dazi americani e la guerra in Iran pesano sulle decisioni delle imprese, che preferiscono la flessibilità del personale interinale.
«La produzione industriale svizzera ha registrato all’inizio dell’anno un andamento positivo: la guerra in Iran ha rallentato, ma non arrestato questa evoluzione», spiega Marius Osterfeld, capo economista di Swissstaffing. «Ciò ha generato un aumento della domanda di lavoro temporaneo nel comparto dell’industria».
A complicare il quadro per chi cerca un impiego stabile c’è l’irruzione dell’intelligenza artificiale nel reclutamento: il 79% delle agenzie affiliate a Swissstaffing la utilizza per migliorare efficienza e selezione. Oggi per una posizione aperta arrivano spesso oltre 100 candidature, spingendo le aziende a dotarsi di strumenti automatici per gestirle – e allungando i tempi per chi punta a un contratto fisso.

Cosa aspettarsi da mutui, inflazione e franco
Per le finanze quotidiane delle famiglie, le attese emerse dal sondaggio UBS-CFA – condotto fra il 16 e il 23 luglio su 30 analisti – offrono qualche certezza. I tassi d’interesse a breve sono visti stabili dall’86,2% del campione; anche sul lungo periodo la quota più alta (60,7%) scommette sull’assenza di variazioni. Per chi ha un mutuo a tasso variabile o sta valutando un finanziamento, significa nessuna sorpresa all’orizzonte.
Sul fronte dell’inflazione, la maggioranza relativa (62,1%) prevede prezzi invariati, mentre il 20,7% si aspetta un rialzo e il 17,2% un calo: un equilibrio che non erode il potere d’acquisto. A questo si aggiunge la prospettiva di un franco più forte sull’euro (lo prevede il 51,7% degli analisti), che rende meno cari i beni importati e dà respiro alla spesa delle famiglie.
Per chi investe, il 62,1% degli interpellati stima un rialzo dell’indice SMI nei prossimi sei mesi, un segnale positivo per fondi pensione e portafogli azionari, anche se resta un 20,7% di pessimisti che teme una contrazione.
Un cauto ottimismo, ma la stabilità del lavoro fisso è rimandata
Le attese degli analisti restituiscono l’immagine di un’economia che evita scossoni su tassi e prezzi, due variabili decisive per i bilanci familiari. Ma il mercato del lavoro si sta riorganizzando: la spinta alla flessibilità e l’automazione dei processi di selezione premiano la rapidità di adattamento, mentre rimandano la sicurezza di un contratto a tempo indeterminato. Il 33% dei CEO delle agenzie di staffing prevede un aumento dell’attività nei prossimi mesi, ma l’evoluzione resta legata agli sviluppi geopolitici.
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