Avere 47 palestre scolastiche a disposizione nei pomeriggi, contro le 32 dell'anno scorso, significa una cosa molto concreta per un genitore che lavora: più spazi vicino a casa dove i figli possono fare sport senza dover attraversare la città in auto. Il Comune di Palermo ha pubblicato l'avviso per la stagione 2026/2027 e le domande vanno presentate entro il 31 luglio 2026. Dietro la notizia amministrativa c'è un risvolto pratico che tocca tempo, logistica e portafoglio delle famiglie.
Cosa possono fare i nostri figli dopo la scuola
L'avviso non riguarda solo lo sport in senso stretto. Le palestre scolastiche messe a bando potranno ospitare anche attività per disabili e anziani, formazione per preadolescenti e adolescenti e iniziative ludico-ricreative o sociali aperte a tutta la cittadinanza. Il consigliere comunale Leonardo Canto ha parlato esplicitamente di "centri pomeridiani di aggregazione territoriale" dove i ragazzi possano passare i pomeriggi in modo strutturato.
Per un lavoratore con figli in età scolare, la differenza tra sapere che dalle 14 alle 18 il bambino è in palestra con un'istruttore, anziché a casa da solo o davanti a uno schermo, è il genere di variabile che cambia l'organizzazione familiare.
Quanto costa davvero
Le tariffe applicate restano quelle fissate dalla delibera di giunta del 2023. Significa che le società sportive che prendono in concessione gli spazi operano con costi calmierati, e questo si riflette sulle quote che poi chiedono alle famiglie. Non è irrilevante: affittare una palestra privata a ore ha costi ben diversi, che finirebbero inevitabilmente sulle rette mensili.

L'assessore allo Sport Alessandro Anello ha ricordato che la legge Berruto, entrata in vigore a maggio 2026, permette anche di affidare alle associazioni le palestre inagibili per riqualificarle, con contratti pluriennali in compensazione. Tradotto: più impianti recuperati vuol dire più posti disponibili nei quartieri, più vicino a casa, meno spostamenti.
Palestre di quartiere: il polo dell'aggregazione
La distribuzione territoriale dei 47 spazi copre praticamente tutta la città. Dall'istituto Colozza Bonfiglio di via Imera al Margherita Hack di via Terranova, passando per Cruillas, Uditore, Borgese Partanna Mondello, l'elenco è capillare. Significa che molte famiglie avranno una palestra accessibile a piedi o con pochi minuti di tragitto, abbattendo il costo logistico dello sport pomeridiano — quello che non compare nelle rette ma incide su benzina, tempo e organizzazione.
Il dato dell'aumento da 32 a 47 spazi in un solo anno segnala un'accelerazione. Non è una cifra marginale: sono 15 strutture in più che entrano nel circuito dell'uso extrascolastico, con un incremento vicino al 47% sull'offerta precedente. Se ogni palestra può ospitare due o tre società in fasce orarie diverse, il numero di corsi disponibili cresce più che proporzionalmente.
Il bando scade il 31 luglio 2026; le domande vanno inviate via PEC a sport@cert.comune.palermo.it. Le associazioni devono essere iscritte al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche e registrate sul Portale dello Sport del Comune. Per le famiglie, il passaggio chiave è arrivarci preparati: quando le società pubblicheranno i corsi, la scelta sarà più ampia e più distribuita sul territorio.
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