Un picco di 900 parti per bilione di composti organici volatili nell'aria, sette volte e mezzo sopra i valori di fondo. Sono i numeri che i tecnici di Arpa Piemonte hanno registrato oggi pomeriggio nelle aree più vicine all'incendio divampato alla Globo Service System di Orbassano. Il rogo, scoppiato nella tarda mattinata del 23 luglio 2026 in un impianto di trattamento rifiuti tra via La Torre e via San Luigi, è stato dichiarato sotto controllo intorno alle 14. Ma la colonna di fumo nero che ha tagliato il cielo per ore ha acceso un timore concreto: cosa è finito nell'aria che migliaia di persone stanno respirando?
Cosa dicono i primi rilevamenti dell'aria
I tecnici Arpa hanno piazzato la strumentazione portatile direttamente sul perimetro dell'incendio e nei pressi dei recettori sensibili — abitazioni, scuole, strutture frequentate da persone — in un raggio di 500 metri. I valori sono inequivocabili nella loro geografia: si passa dai 900 ppb (parti per bilione) misurati nella zona di massima ricaduta del fumo, ai 250 ppb rilevati presso i recettori sensibili, contro un valore di fondo naturale di 120 ppb.
Tradotto: più ci si allontana dal punto dell'incendio, più la concentrazione di inquinanti cala. Ma il fatto che a 500 metri il dato resti comunque il doppio del normale è il motivo per cui Arpa ha prelevato due campioni con la tecnica del canister — uno vicino al rogo, uno a 300 metri di distanza presso un recettore sensibile — per le analisi di laboratorio. Quelle diranno molto di più della strumentazione portatile.
L'analisi: quanto è anomalo il dato dei 900 ppb
Partiamo dai numeri certi. Il valore di fondo in zona è 120 ppb. Il picco misurato è 900 ppb, cioè 7,5 volte superiore. Ai 500 metri di distanza, dove vivono e lavorano le persone, il dato scende a 250 ppb, comunque 2,1 volte sopra la norma.

Cosa significa in pratica? I composti organici volatili sono una famiglia ampia di sostanze, alcune innocue a basse concentrazioni, altre potenzialmente irritanti o tossiche. La strumentazione portatile dà un'indicazione complessiva, ma non distingue la composizione chimica del fumo. Per sapere se dentro quei 250 ppb ci sono benzene, diossine o sostanze meno aggressive serve aspettare i risultati dei canister.
Un elemento rassicurante: il rapido smorzamento dei valori man mano che ci si allontana dall'epicentro suggerisce che la colonna di fumo si è innalzata senza ristagnare al suolo in modo esteso. Le sei squadre dei Vigili del Fuoco intervenute da tutta la cintura torinese hanno contenuto le fiamme in circa due ore e mezza, e al momento non risultano persone ferite o intossicate.
Cosa succede ora e cosa deve sapere chi vive in zona
Arpa ha comunicato che nelle prossime ore «seguiranno le verifiche del caso sulle matrici ambientali fino a fine emergenza». Vuol dire che il monitoraggio dell'aria continuerà, e che i risultati delle analisi di laboratorio sui due canister saranno il vero spartiacque per capire se ci sono rischi residui per la popolazione.
Per chi abita o lavora tra Orbassano e Beinasco, il consiglio operativo è semplice: seguire gli aggiornamenti ufficiali di Arpa Piemonte e dei Comuni coinvolti, che stanno pubblicando informazioni sui canali social. Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento. Se i campioni dovessero rivelare sostanze pericolose, le autorità locali hanno già la mappatura dei recettori sensibili e sapranno dove intervenire con eventuali restrizioni. Per ora, i numeri dicono che il picco è stato circoscritto nello spazio e nel tempo — ma è la chimica, non la statistica, a dare l'ultima parola su un incendio in un impianto di rifiuti.
Fonti
- Vasto incendio alla Globo Service System di Orbassano
- Incendio a Orbassano: i controlli
- Ecodelchisone.it
- Torinotoday.it
- Fiamme in una fabbrica di smaltimento rifiuti
- Furioso incendio in una ditta di smaltimento rifiuti
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