Il gruppo energetico italiano ha dato il via libera definitivo allo sviluppo del giacimento Cronos, al largo di Cipro. L’obiettivo è portare il primo gas sul mercato nel 2028, aggiungendo fino a 2,8 milioni di tonnellate annue di GNL all’offerta europea. Per le famiglie, significa una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti e una potenziale stabilizzazione dei prezzi dell’energia.
Quanto gas arriverà da Cipro e perché interessa le bollette
Il giacimento Cronos, nel Blocco 6, contiene 85 miliardi di metri cubi di gas (3 Tcf). Eni, operatore al 50% con TotalEnergies, ha confermato che la produzione raggiungerà un plateau di 14,1 milioni di metri cubi al giorno (500 milioni di piedi cubi standard). Il gas sarà trasformato in GNL nell’impianto egiziano di Damietta e destinato principalmente ai mercati europei. Eni commercializzerà 1,4 milioni di tonnellate annue di GNL, la metà del totale atteso (il restante 50% spetta al partner). Per i consumatori, ogni nuova fonte di approvvigionamento riduce la dipendenza da fornitori unici e può calmierare i rincari in bolletta, come quelli sperimentati durante le recenti tensioni energetiche.
La rotta del gas: dal giacimento all’Europa senza strozzature
Il gas estratto a Cipro viaggerà verso l’Egitto, sfruttando le infrastrutture già esistenti del giacimento Zohr. Lì verrà liquefatto a Damietta e caricato su navi metaniere. Questo percorso evita la costruzione di nuovi gasdotti transnazionali e accorcia i tempi di consegna. Il GNL potrà raggiungere via nave i terminali di rigassificazione europei, aumentando la flessibilità e la resilienza del sistema energetico, una garanzia in più per le famiglie esposte alla volatilità dei prezzi legata a strozzature geopolitiche.

Cosa dicono i vertici: sicurezza energetica come priorità
«L’iniziativa di Cronos fornisce un contributo concreto alla diversificazione e alla sicurezza degli approvvigionamenti di gas dell’Europa», ha dichiarato Claudio Descalzi, AD di Eni. Patrick Pouyanné, presidente di TotalEnergies, ha aggiunto che «questa nuova rotta del gas nel Mediterraneo contribuirà alla sicurezza energetica dell’Europa, diversificando le fonti di approvvigionamento di Gnl». Tradotto per i bilanci domestici: più gas disponibile da paesi stabili significa minore esposizione a crisi improvvise e, nel medio termine, tariffe potenzialmente più prevedibili.
Cosa manca per l’arrivo in bolletta
Il progetto è ancora in fase di sviluppo. La decisione finale di investimento è stata presa, ma la produzione commerciale inizierà nel 2028. I volumi aggiuntivi, circa 2,8 milioni di tonnellate annue di GNL, rappresentano una frazione del fabbisogno europeo. Non è la soluzione miracolosa per azzerare le bollette, ma è un mattone nella costruzione di un mercato del gas più stabile e meno ricattabile. Le famiglie possono monitorare l’evoluzione di questo e altri progetti per valutare se il percorso intrapreso porterà a un allentamento strutturale della spesa energetica.
Il vero guadagno per i consumatori non è uno sconto immediato nel 2028, ma la progressiva costruzione di un sistema energetico con più fornitori alternativi, capace di assorbire meglio gli shock e di restituire gradualmente potere d’acquisto. Cronos è il primo tassello di un hub del gas del Mediterraneo orientale che potrebbe cambiare le carte in tavola.
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