Vertenza TISG: revocati i licenziamenti per i 76 lavoratori Cmr

Il 30 luglio 2026 la Cmr Group Srl ha ritirato la procedura di licenziamento collettivo che minacciava 50 dei suoi 76 dipendenti in appalto presso The Italian Sea Group (TISG) a Marina di Carrara. L’intesa è arrivata dopo un confronto diretto con la committenza e ha scongiurato lo sciopero già proclamato dalla Fiom Cgil, ottenendo anche il pagamento immediato degli stipendi arretrati. Per decine di famiglie apuane la notizia è un sospiro di sollievo, ma i sindacati avvertono: la partita sulla tenuta occupazionale è tutt’altro che chiusa.

Garanzie occupazionali e rientro in cantiere lunedì 3 agosto

L’accordo raggiunto il 30 luglio tra Cmr e TISG ha congelato ogni ipotesi di licenziamento e ha assicurato che le spettanze salariali saranno corrisposte entro la stessa giornata. I 76 lavoratori torneranno regolarmente in cantiere lunedì 3 agosto, come auspicato da Cgil e Fiom di Massa Carrara. Lo sciopero e il presidio davanti ai cancelli di viale Colombo sono stati immediatamente sospesi.

Cmr ha ribadito in una nota la «fiducia nel confronto responsabile» e nella collaborazione con TISG, riconoscendo la disponibilità della committenza «nell’interesse della continuità delle attività e della tutela dei lavoratori». In concreto, questo significa che nessuna delle 76 maestranze dell’appalto perderà il posto, almeno nell’immediato.

I sindacati: «Salvi per ora, ma l’appalto è genuino?»

La revoca dei licenziamenti è stata accolta come un successo dalle organizzazioni sindacali, ma senza abbassare la guardia. Il segretario provinciale della Cgil, Nicola Del Vecchio, ha puntato il dito contro la governance di TISG: «Soltanto dopo la minaccia di sciopero si è arrivati al ritiro dei licenziamenti. La continuità sbandierata da Costantino non è più reale e tutto grava sui lavoratori. Di fatto il piano di rilancio passerà da ingenti licenziamenti e questo non è sostenibile».

Yacht in costruzione nel cantiere navale italiano, gru e luce del mattino sul porto di Marina di Carrara
Dopo il ritiro dei licenziamenti, nel cantiere di Marina di Carrara i lavoratori si preparano al rientro.

La Cgil e la Fiom sollevano anche un dubbio sulla genuinità dell’appalto: il fatto che Cmr abbia ritirato i licenziamenti subito dopo l’incontro con TISG «lascia presagire» un’eterodirezione da parte del cantiere. In altre parole, l’autonomia formale dell’azienda appaltatrice sarebbe molto più fragile di quanto dichiarato, con TISG a decidere, nei fatti, la sorte dei dipendenti dell’indotto.

Del Vecchio è arrivato a chiedere apertamente un passo indietro di Giovanni Costantino: «Credo che l’interesse di Costantino non sia né l’occupazione né la continuità aziendale, ma tiri a campare arrivando a una vendita spezzatino del cantiere. Ipotesi che noi rigettiamo del tutto».

Il nodo irrisolto: la crisi TISG e le incognite dopo Ferragosto

La tregua raggiunta si innesta su uno scenario che resta critico. Il Tribunale di Firenze ha revocato lo scudo che proteggeva gli armatori dalle cause legali, prendendo atto che il cantiere non completerà tutti i superyacht ma concentrerà le forze solo su un numero ristretto di commesse. Chi ha commissionato un’imbarcazione che TISG ha deciso di non portare a termine potrà rescindere il contratto e incassare le fideiussioni.

Per i lavoratori dell’indotto, il ridimensionamento apre interrogativi concreti: se le commesse si riducono, anche la necessità di manodopera in appalto potrebbe contrarsi nei prossimi mesi. Dei 76 addetti Cmr, 50 avevano già ricevuto la lettera di licenziamento: quasi due terzi dei posti di lavoro erano appesi a un filo. La revoca li ha salvati, ma il quadro potrà consolidarsi solo con un piano industriale che garantisca volumi produttivi adeguati.

Prima di Ferragosto è atteso un tavolo istituzionale in Regione Toscana. Da quell’incontro dipenderà la possibilità di trasformare una vittoria difensiva in una prospettiva stabile per le famiglie che vivono del cantiere. Senza garanzie solide, la vertenza rischia di riesplodere in autunno, colpendo ancora le stesse persone.

Fonti

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here