Credito d’imposta gasolio agricolo 2026: perché il nuovo bonus di 90 milioni tocca anche la spesa di casa tua

Le imprese agricole hanno ricevuto il via libera al credito d’imposta su gasolio e benzina per i mesi di marzo, aprile e maggio 2026. Nove imprese su dieci useranno quel bonus entro fine anno per alleggerire i costi di produzione. Meno visibile — ma più rilevante per chi fa la spesa — è il motivo per cui questa partita non è ancora chiusa: carburante e fertilizzanti pesano per metà dei costi di un’azienda agricola, e senza un intervento rapido quella pressione rischia di arrivare dritta sugli scaffali di frutta, verdura e cereali nei prossimi mesi.

Come funziona il credito d’imposta gasolio agricolo 2026 e cosa copre

Il decreto interministeriale firmato da Masaf e Mef a fine luglio 2026 rende operativo il contributo straordinario previsto dall’articolo 8-ter del Decreto Legge 38/2026. In pratica: le aziende agricole recuperano fino al 20% della spesa sostenuta per gasolio e benzina acquistati tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026, calcolata sull’importo delle fatture al netto dell’IVA.

La dotazione complessiva è di 90 milioni di euro. Ogni impresa può ottenere un credito nominale massimo di 50.000 euro, a condizione di possedere la qualifica di agricoltore attivo. Le spese ammesse includono i carburanti per trattori, macchine operatrici, motopompe per l’irrigazione e — novità rivendicata dalle organizzazioni agricole — il riscaldamento delle serre destinate a coltivazioni orticole. Restano fuori, invece, i contoterzisti: le imprese agromeccaniche che lavorano su incarico delle aziende agricole non possono accedere al bonus, una scelta che Unca ha già contestato pubblicamente.

Credito d’imposta gasolio agricolo 2026: scadenza, domanda e come richiederlo

Le domande viaggeranno esclusivamente sulla piattaforma telematica di Agea. L’Agenzia ha dieci giorni di tempo dal decreto per pubblicare le istruzioni operative complete e la finestra di invio resterà aperta per almeno 20 giorni, con termine ultimo fissato al 30 settembre 2026. Alla richiesta vanno allegate le fatture di acquisto del carburante: non servono quietanze di pagamento, ma è essenziale che la consegna del gasolio o della benzina sia avvenuta entro il 31 maggio.

Cesti di ortaggi e frutta fresca davanti a un trattore in un campo di grano al sole, simbolo dei costi del gasolio agricolo
Il costo del carburante agricolo pesa sulla filiera, dai campi fino ai prezzi di frutta e verdura in vendita.

Una volta raccolte le domande, Agea verificherà se il totale dei crediti richiesti supera il plafond di 90 milioni. In quel caso, l’aliquota effettiva del 20% verrà ridotta proporzionalmente per tutti i beneficiari. Il credito andrà poi utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026, senza possibilità di riporto all’anno successivo.

Per completezza, le imprese del settore agricolo che cercano ulteriori dettagli su credito d’imposta gasolio agricolo 2026 agenzia entrate e sul codice tributo, dovranno attendere le indicazioni ufficiali che Agea pubblicherà a breve insieme al provvedimento attuativo completo.

Perché il caro-gasolio agricolo pesa sul carrello della spesa

Tommaso Battista, presidente di Copagri, ha definito la misura «molto attesa dalle imprese agricole», ricordando che l’intervento inizialmente riguardava soltanto pesca e autotrasporto e che l’estensione al settore primario è arrivata dopo un pressing serrato. I numeri aiutano a capire perché il tema non resti confinato ai bilanci aziendali: gasolio e fertilizzanti rappresentano fino al 50% dei costi di produzione di un’azienda agricola. Quando il carburante sale, coltivare un campo di grano o mantenere una serra di pomodori costa di più. E quando il credito d’imposta copre solo una frazione di quell’aumento — 90 milioni complessivi, un’aliquota massima del 20% e un tetto di 50.000 euro a impresa — una parte del rincaro rischia di trasferirsi sui prezzi al consumo.

Andrea Tiso, presidente di Confeuro, ha parlato di «intervento necessario ma insufficiente» e ha aggiunto: «Serviva un piano più coraggioso e di più ampio respiro, capace di incidere realmente sul costo dell’energia e dei carburanti». Lo stesso giudizio arriva, da un’altra prospettiva, da Cia-Agricoltori Italiani, che nei giorni scorsi ha chiesto di prorogare il credito anche a giugno e luglio 2026 e di consentire la compensazione fino al 2027, proprio per dare respiro a bilanci aziendali sempre più schiacciati.

Considerando anche lo sconto sul gasolio di 17 centesimi tra accise e IVA in vigore fino al 6 agosto 2026, il quadro per le aziende agricole resta fragile. Parallelamente, il credito d’imposta sui fertilizzanti, con una dotazione di 40 milioni di euro e un’aliquota del 30% per gli acquisti di marzo-maggio 2026, è ancora in attesa del decreto attuativo. Due voci di costo decisive, due interventi che procedono a velocità diverse: per le famiglie che a settembre riempiranno il frigorifero con prodotti ortofrutticoli di stagione, la tenuta di questo doppio binario farà la differenza tra un rientro senza scossoni e un autunno di listini in salita.

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