Bonus Trasporti 2026: perché lo Stato ti dà fino a 400 euro (e cosa c’entrano le bollette)

Chi pensava a un nuovo bonus una tantum si sbagliava. Il Bonus Trasporti 2026 non è un’iniziativa estemporanea, ma una delle misure chiave del Piano sociale per il clima approvato dal governo il 4 agosto 2026. Il meccanismo è una partita a tre: l’Europa lancia una maxi-tassa sulle emissioni che farà salire benzina, diesel e gas, e Roma prova a sterilizzarne l’impatto sulle famiglie più esposte con un «conto mobilità» che può arrivare a 400 euro l’anno. La partita si gioca dal 2027 al 2032, e per una volta niente click day: si entra in graduatoria nazionale con un punteggio.

Quanto ci costerà davvero la nuova tassa europea

Il nuovo sistema Ets2, che scatterà nel 2028 dopo un rinvio di un anno, obbliga i fornitori di carburanti e gas a comprare quote di CO₂. Quei costi finiranno sui prezzi al consumo. Le stime elaborate da Today.it sui dati della Commissione Ue danno un’idea concreta dell’impatto:

Voce di spesaAumento con 46 €/t CO₂ (avvio)Aumento con 69 €/t CO₂ (2030)
Benzina (al litro)+10,7 centesimi+16,1 centesimi
Diesel (al litro)+12,1 centesimi+18,2 centesimi
Gas per riscaldamento (al metro cubo)+9,0 centesimi+13,5 centesimi

Tradotto in budget familiare: una famiglia con riscaldamento a gas e un’auto spenderà circa 180 euro in più all’anno già alla partenza dell’Ets2. Se in casa ci sono due auto e consumi di gas elevati, l’aggravio sfiora i 400 euro annui.

Il Bonus Trasporti nasce proprio qui: restituire a chi ha un ISEE fino a 20.000 euro una somma commisurata alla propria vulnerabilità.

Chi può prendere i 400 euro (e chi si ferma a 100)

Niente distribuzioni a pioggia. L’accesso è governato da una graduatoria nazionale con punteggio da 0 a 100, basata su tre fattori:

  • Condizione economica (fino a 60 punti): 60 punti sotto i 10.000 euro di ISEE, 45 punti tra 10.000 e 15.000, 25 punti tra 15.000 e 20.000. Sopra i 20.000 euro si è esclusi.
  • Distanza casa-lavoro o casa-studio (fino a 20 punti): 20 punti oltre i 30 km, 10 punti oltre i 10 km, 5 punti sotto i 10 km.
  • Altri fattori (fino a 20 punti): 10 punti se il nucleo familiare non possiede un’auto, 10 punti se si è avuto un abbonamento mensile o annuale al trasporto pubblico locale.

Chi è caregiver familiare, ha una disabilità certificata o deve sottoporsi a cure continuative che richiedono spostamenti frequenti ottiene direttamente 100 punti, il massimo della scala.

Tessera dei trasporti davanti a un tram elettrico in una strada luminosa, il Bonus Trasporti per la mobilità urbana
La tessera dei trasporti è il simbolo del Bonus Trasporti 2026, un conto mobilità fino a 400 euro l'anno per le famiglie.

La soglia minima per ricevere il bonus è 35 punti. Sotto quella cifra, nessun contributo.

Tre fasce, tre importi: ecco quanto arriva

L’importo dipende dal punteggio finale, con uno scatto netto tra le fasce:

  • Punteggio ≥ 80 punti: 400 euro all’anno.
  • Punteggio tra 55 e 79 punti: 200 euro all’anno.
  • Punteggio tra 35 e 54 punti: 100 euro all’anno.

Il bonus non è un voucher da spendere in un’unica soluzione. Sarà un conto individuale elettronico con validità di 12 mesi dall’emissione, utilizzabile per biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale, treni regionali, taxi, NCC e mobilità condivisa. Le domande andranno presentate su una piattaforma chiamata PMES (Piattaforma della Mobilità Ecosolidale), con alternative via QR code e assistenza telefonica per chi non usa canali digitali. Il decreto attuativo è atteso per marzo 2027.

Attenzione a una clausola: il Bonus Trasporti non è cumulabile con altri bonus trasporti erogati da Regioni o Comuni. Chi ha già un sostegno locale dovrà scegliere quale strada prendere.

Un punto scoperto: la durata degli importi pieni

Un dettaglio su cui le fonti non sono allineate riguarda la durata degli importi. Secondo Quifinanza.it, i 400 euro annui sarebbero garantiti solo per il biennio 2027-2028, per poi scendere a 200 euro nel 2029-2030 e a 100 euro nel 2031-2032. Le altre fonti non riportano questo scalettamento temporale. La differenza è sostanziale: chi pianifica di usare il bonus per coprire l’abbonamento annuale al treno deve sapere se potrà contare sulla cifra piena per l’intero periodo o se il contributo si dimezzerà dopo due anni. Il decreto attuativo di marzo 2027 dovrà chiarire questo punto.

Il conto da fare subito

Considerando i 180 euro di aggravio medio stimati all’avvio dell’Ets2 e il fatto che il bonus parte da un minimo di 100 euro e arriva a 400 solo per i profili più vulnerabili, la compensazione non è automatica né universale. Un lavoratore con ISEE appena sotto i 20.000 euro e un’auto di proprietà totalizza 25 punti (reddito) più al massimo 20 (distanza oltre 30 km) = 45 punti. Entra nella fascia da 100 euro: meno dell’aumento previsto su gas e carburanti.

Chi invece ha un ISEE sotto i 10.000 euro, vive a oltre 30 km dal lavoro e non possiede un’auto somma 60 + 20 + 10 = 90 punti: 400 euro pieni, che coprono interamente l’aggravio Ets2 e liberano margine per la spesa quotidiana. Conviene quindi simulare il proprio punteggio prima di marzo, per capire se il bonus sarà un rimborso integrale o solo un contributo parziale ai maggiori costi in arrivo.

Fonti

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