Da agosto 2026 la pensione sarà più leggera per chi ha ricevuto la quattordicesima o l’importo aggiuntivo di 154,94 euro nel 2021-2022 senza poi presentare la dichiarazione dei redditi. L’Inps ha già spedito le raccomandate e applica le trattenute direttamente sul cedolino. Il recupero non arriva in un’unica soluzione ma a rate, e in alcuni casi è possibile contestarlo. Intanto, per chi percepisce una pensione svizzera da ex frontaliere, la partita si gioca su un altro tavolo: quello del conto su cui viene accreditata la rendita, con riflessi concreti su quello che si deve (o non si deve) dichiarare ogni anno.
Quattordicesima e 154 euro: perché l’Inps li chiede indietro
Le somme in questione sono state erogate negli anni 2021 e 2022 a pensionati per i quali non è stato possibile verificare la situazione reddituale. La causa? Dichiarazione dei redditi o modello Red non presentati entro la scadenza del 19 settembre 2025.
L’Inps ha completato le procedure di revoca e trattiene gli importi in più rate: 24 rate mensili per la quattordicesima e 12 rate mensili per l’importo aggiuntivo di 154,94 euro. L’impatto sul cedolino di agosto è il primo segnale visibile, ma il piano di recupero si estende su uno o due anni. Sul bilancio familiare significa una riduzione mensile concreta, che in un periodo di rincari generali può pesare più del previsto: ogni euro in meno può complicare la gestione delle bollette, della spesa o di un eventuale mutuo.
Alfred Ebner, segretario dei pensionati dello Spi/Lgr Cgil/Agb, invita a non subire passivamente il taglio: «In molti casi è possibile far valere le proprie ragioni». L’appello è di verificare subito la propria posizione tramite il sito Inps o rivolgendosi a un patronato: può darsi che la dichiarazione fosse stata presentata nei tempi corretti o che alcuni elementi sfuggiti all’Istituto giochino a favore del pensionato.
Cedolino di agosto: le voci da controllare subito
Il pagamento della pensione di agosto cade il primo giorno bancabile del mese. Prima dell’accredito conviene accedere all’area riservata sul portale Inps e controllare le voci del cedolino, per evitare spiacevoli sorprese sul conto corrente:

- Conguagli IRPEF: possono essere a debito o a credito e derivano dalle rettifiche sulla dichiarazione.
- Trattenute per recupero quattordicesima e 154,94 euro: sono elencate con causale analitica e rappresentano l’aggancio diretto al proprio bilancio mensile.
- Addizionali regionali e comunali: proseguono con la rateazione prevista e non vanno confuse con i recuperi straordinari.
Se l’importo netto è più basso del solito, la causale spiega l’origine della trattenuta. In caso di anomalie o discrepanze rispetto alla propria situazione reddituale, gli sportelli Inps e i patronati territoriali possono attivare le procedure di rettifica. Per chi fatica ad arrivare a fine mese, controllare subito significa guadagnare tempo prezioso per chiedere una sospensione o una rateizzazione più favorevole, se ne sussistono i presupposti.
Ex frontalieri e pensione svizzera: il nodo del conto corrente
Un capitolo che tocca il portafoglio di chi percepisce una pensione svizzera (AVS o LPP) accanto a quella italiana. Qui la variabile decisiva è dove viene accreditata la rendita estera, e la risposta determina obblighi dichiarativi molto diversi, con conseguenze dirette su quanto e quando si potrebbe dover pagare.
Tre scenari possibili:
- Accredito su conto italiano e pensione italiana sotto 8.500 euro lordi annui: nessun obbligo dichiarativo. La banca italiana applica una ritenuta del 5% a titolo d’imposta e la pensione italiana resta sotto la soglia della no tax area. Scelta comoda e senza adempimenti.
- Accredito su conto italiano ma conto svizzero ancora aperto oltre le soglie: scatta l’obbligo di presentare il modello Redditi PF per il solo quadro RW (monitoraggio fiscale). Le soglie sono 15.000 euro di saldo massimo nell’anno per il monitoraggio e 5.000 euro di giacenza media per l’IVAFE da 34,20 euro annui.
- Accredito su conto svizzero: obbligo di dichiarare la rendita nel quadro RM del modello Redditi PF e versare l’imposta sostitutiva del 5% con F24 usando il codice tributo 1242. Se il conto estero supera le soglie, va compilato anche il quadro RW. In questo caso ogni anno bisogna muoversi per tempo: l’imposta va autoliquidata e ogni ritardo fa maturare interessi.
La verifica si fa su due documenti che ogni contribuente può recuperare facilmente: l’estratto conto svizzero (saldo massimo e giacenza media) e la comunicazione della banca italiana che certifica la ritenuta del 5%. Con questi dati, CAF e professionisti abilitati possono chiudere la pratica in tempi rapidi, mettendo al sicuro la propria posizione fiscale.
Due controlli da non rimandare
L’estate 2026 concentra due operazioni distinte ma accomunate da un meccanismo: l’assenza di una dichiarazione dei redditi, o la sua incompletezza, innesca recuperi e obblighi che arrivano mesi o anni dopo. Per i percettori di quattordicesima il conto si materializza adesso, con trattenute spalmate su uno o due anni. Per gli ex frontalieri, omettere i quadri RM o RW significa non adempiere a un obbligo fiscale e rischiare di dover versare in futuro l’imposta dovuta, con i relativi interessi.
Chi ha ricevuto la lettera dall’Inps o ha una rendita AVS ancora accreditata su conto svizzero non dovrebbe sottovalutare la situazione: dedicare qualche ora a fare il punto sulla propria posizione è il modo migliore per mettere al sicuro le finanze personali e affrontare con più serenità i mesi successivi.
Fonti
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