Addio ferrovia Aosta–Pré-Saint-Didier: il conto per famiglie e pendolari

Il nuovo Piano regionale dei trasporti della Valle d’Aosta cancella il recupero della linea Aosta–Pré-Saint-Didier. Fine della corsa per i 32 km di rotaie: al loro posto un sistema di autobus veloci. Per chi vive, lavora o studia nella vallata la scelta si traduce in un trasferimento forzato dal binario alla strada, con più traffico, più spese e meno alternative all’auto privata.

Pendolari e lavoratori: senza il treno, il traffico diventa un costo fisso

«Investire nel recupero della ferrovia avrebbe consentito di valorizzare un’infrastruttura esistente, riducendo il traffico stradale e le emissioni, senza gravare ulteriormente sulla viabilità locale», ha dichiarato Cristina Marchiaro, segretaria regionale della FILT CGIL Valle d’Aosta. L’introduzione dei bus rapidi (BRT), aggiunge, rischia di aumentare i mezzi in circolazione lungo la statale 26, già congestionata nei periodi di afflusso turistico.

Per chi ogni giorno si sposta da casa al lavoro il conto è semplice: senza un’alternativa su rotaia restano l’auto privata o i bus, ma se i bus finiscono imbottigliati nello stesso traffico dei veicoli individuali, i tempi di percorrenza si allungano. I costi per le famiglie sono carburante, manutenzione del mezzo, ore sottratte al tempo libero.

Binari di una ferrovia di montagna che terminano su una strada tra le vette della Valle d'Aosta
La Valle d'Aosta dice addio alla linea Aosta–Pré-Saint-Didier: al posto dei treni, autobus veloci e più traffico per i pendolari.

Turismo e spopolamento: quando la mobilità decide il reddito

La FILT CGIL considera la linea un’infrastruttura capace di sostenere il turismo e contrastare lo spopolamento delle vallate. Per le famiglie che traggono reddito da ospitalità, ristorazione o lavoro stagionale, collegamenti meno efficienti possono significare meno visitatori e minori opportunità economiche. Nelle aree montane la qualità del trasporto pubblico è anche un argine alla perdita di residenti: meno servizi, meno persone; meno persone, meno servizi.

Una scelta che pesa sulla bolletta familiare

Alleanza Verdi e Sinistra ha sottolineato che il Piano aggiunge 35 km di infrastrutture per la mobilità su gomma mentre abbandona 32 km di ferrovia, e ha chiesto un referendum regionale. Al di là della battaglia politica, il nodo per i cittadini è concreto: un modello di mobilità centrato sull’auto privata e sulla gomma si riflette su consumi di carburante, qualità dell’aria e, in prospettiva, sulla spesa sanitaria e ambientale che ricade sulla collettività.

Il destino della Aosta–Pré-Saint-Didier è una partita che tocca il portafoglio di chi abita il territorio. Recuperare la ferrovia significherebbe offrire un servizio prevedibile, potenzialmente più economico dell’auto e capace di assorbire grandi numeri senza intasare le strade. L’alternativa scelta dalla Regione lascia invece i lavoratori con un’unica strada – letteralmente – da percorrere ogni giorno.

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