L’utile di 1,32 miliardi di euro (+14,7%) non è solo un primato per Bper: è un segnale che arriva fino al portafoglio di famiglie e lavoratori. La banca emiliana ingrana la quarta anche sulle acquisizioni e mette gli occhi sui pagamenti e sulla banca depositaria di BFF Bank. In ballo ci sono servizi che toccano la quotidianità — dai bonifici agli incassi della Pubblica Amministrazione — e un acconto sul dividendo di 700 milioni in arrivo già a settembre.
Bper: un semestre da 1,32 miliardi e una cedola corposa
I conti del primo semestre 2026 mostrano una banca in salute. I ricavi core toccano i 3,56 miliardi, sostenuti da un margine di interesse di 2,21 miliardi e da commissioni nette per 1,35 miliardi. Il rapporto costi/ricavi scende al 41,4%, mentre il costo del credito resta contenuto (28 punti base). Tradotto per il risparmiatore: la solidità patrimoniale c’è e si riflette nella politica di remunerazione.
Il gruppo guidato da Gianni Franco Papa ha alzato i target al 2028 e ha fissato un payout pari o superiore all’85% nel quadriennio 2025‑2028, per un totale di circa 7,5 miliardi di euro tra dividendi cash e buyback. Il primo effetto concreto è l’anticipo sul dividendo di 700 milioni che sarà proposto a settembre.
Perché Bper guarda proprio a BFF Bank
Bper ha presentato a BFF Bank una manifestazione di interesse non vincolante per rilevare solo le attività legate a pagamenti e banca depositaria. Niente operazione sul capitale, quindi, ma una scelta mirata su due rami ad alta frequenza d’uso per imprese e professionisti che lavorano con gli enti pubblici.

BFF Bank arriva da mesi complicati: l’ispezione della Banca d’Italia ha imposto la riclassifica di 1,4 miliardi di crediti come deteriorati, zavorrando l’utile netto contabile a 51,4 milioni (-27%). Al netto delle partite straordinarie, però, l’utile adjusted cresce dell’8% a 81,3 milioni. La banca ha già venduto 3,1 miliardi di titoli di Stato, incassando una plusvalenza di 62 milioni, e ora ha un CET1 ratio pro-forma dell’11,1%.
La mossa di Bper arriva mentre altri pretendenti — tra cui la cordata Amco-Bpm — sembrano aver rallentato per questioni di prezzo. Il risiko, insomma, è ancora aperto.
Meno rischi, più servizi: cosa controllare se sei cliente
Per un lavoratore o una famiglia con conto corrente, mutuo o partita IVA, l’operazione può tradursi in due benefici potenziali: una piattaforma di pagamenti più robusta e una maggiore stabilità del servizio di incasso verso la PA. Bper ha già dimostrato di saper integrare rapidamente (l’assorbimento di Banca Popolare di Sondrio procede oltre le attese) e ha dichiarato investimenti continui in tecnologia e competenze.
Il rovescio della medaglia è la concentrazione: più servizi passano sotto lo stesso ombrello, più conviene confrontare condizioni e costi. Chi detiene azioni Bper, inoltre, si trova davanti a una banca che distribuisce ricchezza in modo aggressivo: il target di utile netto al 2028 è di 2,7 miliardi, con commissioni nette attese a 3 miliardi.
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