Air India volta pagina: cosa cambia per chi viaggia e lavora con il nuovo CEO Tewolde Gebremariam

Con oltre 2 miliardi di dollari di perdite nell'ultimo anno fiscale e un tragico incidente aereo che ha causato 260 vittime nel giugno 2025, Air India cambia guida in un momento drammatico. La nomina di Tewolde Gebremariam come nuovo amministratore delegato, annunciata il 5 agosto 2026, non è solo una partita a scacchi industriale: tocca le tasche, i piani di viaggio e la sicurezza di milioni di passeggeri e lavoratori indiani, e di chiunque voli con la compagnia di bandiera.

Quanto è sicuro volare con Air India oggi?

La domanda non è retorica per chi prenota un biglietto. L'incidente del volo Air India 171, un Boeing 787-8 Dreamliner precipitato dopo il decollo da Ahmedabad con 241 vittime tra le 242 persone a bordo e altre 19 a terra, ha scoperchiato carenze sistemiche nella cultura della sicurezza. Le autorità regolatorie hanno scoperto che la compagnia ha fatto volare un Airbus A320 senza un certificato di revisione dell'aeronavigabilità valido e ha saltato i controlli obbligatori sulle attrezzature di emergenza.

A dicembre 2025, la stessa Air India ha ammesso «la necessità di miglioramenti urgenti nella disciplina dei processi, nella comunicazione e nella cultura della conformità». La nomina di Gebremariam — che ha gestito la crisi del Boeing 737 MAX in Ethiopian Airlines nel 2019 — porta al vertice un dirigente con esperienza diretta nel ricostruire la fiducia dopo un disastro aereo. Per i passeggeri, la domanda pratica è: i biglietti economici valgono il rischio percepito mentre la cura dimagrante della sicurezza è ancora in corso?

Biglietti più cari o più economici? Il rebus delle rotte bloccate

Da aprile 2025, il Pakistan vieta lo spazio aereo ai vettori indiani. Sommate la guerra in Medio Oriente, e Air India è costretta a volare rotte più lunghe, cancellare voli e ridimensionare i servizi internazionali. I vettori stranieri si sono espansi, rubando quote di mercato.

Aereo di linea in salita verso un cielo limpido, simbolo del nuovo capitolo della compagnia aerea Air India
Tra perdite record e nuovo amministratore delegato, Air India cerca di voltare pagina puntando su sicurezza e fiducia dei passeggeri.

Per il lavoratore che vola a Londra per un contratto o per la famiglia che programma le vacanze, questo si traduce in un dilemma tariffario: la compagnia ha bisogno di riempire aerei e recuperare margini, ma le perdite record — 1,13 miliardi di dollari nel 2024-2025, salite a oltre 2 miliardi nel 2025-2026 — lasciano poco spazio a sconti sostenibili. Considerando che la flotta ha ordini per più di 500 aeromobili e che il retrofit delle cabine è in ritardo per carenza di sedili e componenti, l'esperienza a bordo sui vecchi widebody resterà disallineata rispetto al prezzo pagato ancora per diversi mesi.

Un turnaround da capogiro: chi ci guadagna (e chi no)

Gebremariam arriva da Ethiopian Airlines, dove ha quadruplicato i ricavi e quasi triplicato la flotta in oltre un decennio, senza aiuti statali durante la pandemia. Il presidente di Tata Sons, N. Chandrasekaran, lo ha detto senza giri di parole: Air India entra in una «fase critica di esecuzione ed espansione».

Cosa significa sul piano concreto per i lavoratori del settore? La filosofia del nuovo CEO, che «pone le persone al centro del successo organizzativo», si tradurrà in programmi di formazione e percorsi di carriera basati sul merito — promesse che contano per i 20.000 e più dipendenti diretti e per l'indotto aeroportuale. Per i passeggeri, invece, il nodo è la tempistica: il rapporto annuale della compagnia stima che il rilancio possa richiedere fino a un decennio. Chi prenota oggi, insomma, compra un biglietto per un cantiere aperto.

Il precedente CEO, Campbell Wilson, lascerà l'incarico il 30 settembre 2026. Nelle sue quattro stagioni alla guida, ha fuso Vistara, rinnovato il marchio e avviato la modernizzazione della flotta — ma non è mai riuscito a portare i conti in utile. Il mercato lo sa: Singapore Airlines, che detiene circa il 25% della compagnia, ha segnalato indicatori di possibile svalutazione dell'investimento, salvo poi concludere che non era necessaria.

L'arrivo di Gebremariam è un cambio di passo, non una bacchetta magica. Per chi vola, il vero test sarà nei prossimi 18-24 mesi: se la promessa di «eccezionale affidabilità operativa» e «calorosa ospitalità indiana» si tradurrà in puntualità e cabine moderne, o resterà uno slogan mentre le perdite continuano a erodere la capacità di investire in sicurezza e servizio.

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