Data center AI da 4 miliardi in Piemonte: il cantiere che assume 2.000 persone e cosa cambia per chi cerca lavoro

Il maxi-investimento da 4 miliardi di euro per il «Cavour Hyperscale Campus» non è solo una partita tra big tech e governo. Per un lavoratore piemontese — o per chi è disposto a trasferirsi nel Vercellese — significa un’opportunità occupazionale concreta, con fino a 2.000 posti in fase di cantiere e centinaia di impieghi stabili una volta che il data center sarà a regime. I numeri e le tempistiche ci sono: capire se e come questo progetto tocca il proprio percorso professionale è la prima cosa da fare.

Che tipo di lavoro posso trovare?

La fase di costruzione assorbirà in media 1.200 lavoratori, con picchi superiori alle 2.000 unità. Non si parla solo di tecnici informatici: un cantiere che riconverte l’ex centrale «Galileo Ferraris» di Trino (chiusa dal 2013) in un polo per l’intelligenza artificiale ha bisogno di elettricisti, operai specializzati, installatori di impianti di raffreddamento, addetti alla logistica.

Una volta completato, il campus garantirà 300-350 posti di lavoro altamente qualificati — ingegneri, sistemisti, specialisti di rete, tecnici della manutenzione delle infrastrutture critiche. A questi si aggiunge un indotto stimato in circa 1.000 ulteriori occupati: servizi di vigilanza, pulizie, manutenzione del verde, ristorazione, trasporti per un impianto che consumerà tra 300 e 400 megawatt, equivalente al fabbisogno di una grande città.

Il governatore Alberto Cirio e gli assessori Andrea Tronzano e Matteo Marnati hanno parlato esplicitamente di «sviluppo, occupazione qualificata e nuove competenze», sottolineando il lavoro fatto con il gruppo Techbau (715 milioni di ricavi) per accompagnare l’investimento.

Quando partono le assunzioni e dove candidarsi

Il cronoprogramma è già definito:

Data center AI in costruzione nel verde Piemonte, architettura moderna e grandi cantieri per l'intelligenza artificiale
Il Cavour Hyperscale Campus da 4 miliardi sorgerà nel Vercellese con oltre duemila posti di lavoro nella fase di costruzione.
  • Entro fine 2026: avvio della conferenza dei servizi
  • Entro fine 2027: rilascio dell’autorizzazione unica
  • Entro fine 2028: entrata in funzione del primo lotto

Tradotto in termini pratici: le assunzioni per la fase di cantiere inizieranno presumibilmente nella seconda metà del 2027, con il grosso della domanda di manodopera concentrato tra il 2027 e il 2028. Per i profili tecnici a regime, la finestra di recruiting si aprirà verso la fine del 2028.

La localizzazione a Trino, in provincia di Vercelli, significa che l’impatto sul mercato immobiliare e sulla domanda di alloggi in affitto sarà significativo per un’area che non è una metropoli. Chi valuta di candidarsi dovrebbe mettere in conto la necessità di trasferirsi o di affrontare un pendolarismo su distanze medio-lunghe, considerando che il sito si trova «a meno di un’ora da Torino».

Le bollette non dovrebbero risentirne (e c’è già un parco fotovoltaico)

Un impianto da 300-400 megawatt fa paura a chi pensa ai consumi energetici e ai possibili contraccolpi sulle tariffe elettriche domestiche. La Regione Piemonte ha assicurato che «seguirà con la massima attenzione tutte le fasi autorizzative affinché il progetto rispetti i più elevati standard ambientali» e favorisca «l’impiego delle migliori tecnologie disponibili».

Un elemento concreto a supporto: proprio accanto all’area dell’ex centrale è già attivo il più grande parco fotovoltaico del Nord Italia, realizzato da Enel Green Power con una potenza di 87,5 megawatt. Non basterà a coprire l’intero fabbisogno del campus, ma è un cuscinetto significativo che riduce la pressione sulla rete nazionale.

Cosa significa per chi cerca lavoro oggi

Quattro miliardi di investimento distribuiti su un’area industriale dismessa rappresentano un’operazione di rigenerazione che crea domanda di lavoro a più livelli: dalla manovalanza di cantiere ai tecnici specializzati, dai servizi di supporto fino ai profili STEM. Per chi ha competenze tecniche e vive nel Nord-Ovest, è un segnale da monitorare: le selezioni non sono ancora aperte, ma sapere con due anni di anticipo dove e quando arriverà la domanda di lavoro permette di farsi trovare pronti con le certificazioni e la formazione giuste.

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