Il titolo Ferrari è salito del +7% in tre sedute e oggi 28 luglio 2026 viaggia sopra i 336,5 euro, dopo aver toccato i 337,20 euro nella mattinata. La spinta arriva dal programma di buyback da 3,5 miliardi di euro che la casa di Maranello sta eseguendo con regolarità. Per chi non segue i listini, sembra una notizia da addetti ai lavori. Invece tocca un meccanismo che incrocia i risparmi di molti lavoratori italiani, specie quelli con un fondo pensione o un PIP che investe in azionario europeo.
Cosa sta facendo Ferrari coi suoi stessi titoli (e perché ti riguarda)
Ferrari sta ricomprando massicciamente le proprie azioni sul mercato. Il piano complessivo vale 3,5 miliardi di euro fino al 2030, strutturato in tranche da 250 milioni ciascuna. L'ultima mossa comunicata: acquistate 57.800 azioni su Euronext Milan, parte della seconda tranche ora in corso.
Un buyback agisce su tre leve:
- Utile per azione più alto – meno azioni in circolazione, stesso utile: chi possiede quote del fondo che ha Ferrari in pancia vede salire il valore della propria fetta.
- Domanda garantita – con Ferrari che compra ogni giorno, il titolo ha un "pavimento" che assorbe le vendite. Meno rischio di crolli improvvisi.
- Segnale di fiducia – un'azienda che spende miliardi per ricomprare se stessa sta dicendo al mercato: valiamo più di quanto ci quotate.
Tradotto per un lavoratore: se il tuo fondo pensione negoziale (tipo Cometa, Fonchim, Solidarietà Veneto) o il tuo PIP aperto ha una componente azionaria con esposizione al lusso europeo, una parte di quel +7% finisce indirettamente nel tuo montante.

Il rally tecnico: cosa dicono i numeri
Il grafico daily di Ferrari mostra tre elementi precisi al 28 luglio:
- Prezzo a 336,5 euro, rimbalzato dai minimi di 314-315 euro di fine luglio.
- Rottura sopra la media mobile veloce a 10 giorni (327,25 euro) e sopra quella lenta a 21 giorni (329,00 euro).
- Massimo precedente del 7 luglio poco sotto i 350 euro.
In pratica il titolo ha ritrovato direzione dopo settimane di consolidamento. La combinazione "buyback attivo + segnale tecnico rialzista" attira fondi che seguono il momentum, generando una spirale che tende ad autoalimentarsi.
Cosa controllare se hai un fondo pensione o un PAC
Non serve correre a smontare il portafoglio. Ma tre verifiche sono utili:
- Guarda l'esposizione geografica del tuo fondo: se la scheda costi e rendimenti indica una quota significativa in "Europa large cap" o "lusso", Ferrari potrebbe esserci dentro.
- Confronta il rendimento di periodo: un +7% su tre sedute è un dato da trader, non da cassettista. Se il tuo fondo è a gestione passiva, ha semplicemente cavalcato il rialzo.
- Non confondere il buyback con una cedola: il beneficio per te è indiretto (aumento del valore della quota), non un bonifico. Arriverà quando riscatti o quando andrai in pensione.
Il buyback Ferrari da 3,5 miliardi sta funzionando da ammortizzatore in una fase in cui il FTSE MIB fatica a tenere i 52.148 punti e le borse europee restano appese ai tassi BCE. Avere in portafoglio titoli con un compratore strutturale garantito per i prossimi cinque anni non è una polizza anti-perdita, ma riduce la volatilità in modo misurabile.
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