Poche ore fa abbiamo raccontato degli aumenti in busta paga per 403mila dipendenti pubblici locali: risorse stanziate per far funzionare la macchina amministrativa. Adesso una notizia diversa mostra cosa succede quando quei soldi, invece di arrivare a destinazione, rischiano di sparire. Un dipendente amministrativo del Tribunale di Milano ha tentato di dirottare 985mila euro dal Fondo Unico Giustizia verso un falso beneficiario. Per il contribuente è un segnale concreto: il FUG si alimenta con i beni confiscati alla criminalità, denaro che dovrebbe tornare alla collettività e finanziare, tra le altre cose, la stessa Giustizia. L'anomalia è stata scoperta prima che il trasferimento andasse a buon fine, ma il caso solleva domande su tutele e controlli che toccano tutti.
Il meccanismo del raggiro amministrativo
Il funzionario, con oltre vent'anni di servizio al settimo piano del Palazzo di Giustizia, avrebbe compilato un modulo di restituzione fasullo a nome di una terza persona, chiedendo la restituzione di una somma che in realtà era stata già confiscata al termine di un procedimento per reati economici. I soldi erano destinati al Fondo Unico Giustizia e lì sono rimasti: Equitalia Giustizia, l'ente che gestisce i fondi confiscati, ha subito segnalato l'incongruenza ai vertici del Tribunale. "L'attività investigativa si è resa necessaria a seguito di una segnalazione di Equitalia Giustizia", spiegano in una nota congiunta Ezia Maccora e Fabio Roia, presidenti dell'Ufficio Gip e del Tribunale di Milano.
Il 16 luglio 2026 sono scattati perquisizione e sequestro di documenti e dispositivi nell'ufficio del dipendente, ora sotto sigilli. Il funzionario — attualmente in ferie — potrebbe rispondere di falso ideologico. Ma le verifiche di Procura e Tribunale si estendono ora a tutta la gestione amministrativa delle somme in sequestro, per capire se negli anni ci siano state altre irregolarità.
Perché il Fondo Unico Giustizia riguarda ogni cittadino
Il FUG non è un capitolo astratto del bilancio statale. È alimentato dai beni sottratti alla criminalità organizzata e alle attività illecite: patrimoni che lo Stato recupera e destina al finanziamento della giustizia e di altri servizi pubblici. Ogni euro che scompare da quel circuito è un taglio diretto alle risorse per la sicurezza e l'efficienza dei tribunali.

I numeri danno la misura del fenomeno. Nei giorni scorsi i sindacati hanno firmato un accordo che stanzia 989 milioni di euro annui per i rinnovi contrattuali degli enti locali: investire sul personale pubblico serve a garantire servizi migliori. Il tentativo di sottrazione da 985mila euro equivale, in proporzione, a circa lo 0,1% di quella cifra. Non è una perdita che azzera un contratto nazionale, ma è la spia di un rischio concreto: se i controlli interni non tengono, a pagare il conto sono i cittadini, due volte — prima con le tasse e poi con un servizio giustizia meno efficiente.
Il lato positivo: il sistema di allerta ha funzionato
La vicenda milanese ha un risvolto che attenua l'allarme: il meccanismo di segnalazione ha retto. Equitalia Giustizia ha rilevato l'anomalia in tempo reale, il Tribunale ha verificato che non esisteva alcun provvedimento giudiziario di restituzione e ha girato il caso alla Procura. Non risultano, allo stato, ulteriori alert da Equitalia Giustizia.
Resta il nodo dei controlli interni preventivi. Che un dipendente con accesso diretto alle procedure possa confezionare un ordine di restituzione falso, senza che i sistemi amministrativi interni lo intercettino prima dell'invio a Equitalia, suggerisce una falla organizzativa che i vertici del Tribunale stanno ora esaminando. Per il lavoratore contribuente, la trasparenza di questi processi non è un tecnicismo da addetti ai lavori: è l'unica garanzia che le risorse destinate alla giustizia non vengano distratte.
La vicenda milanese, per ora solo un tentativo sventato, ricorda che ogni euro sottratto al Fondo Unico Giustizia è un euro in meno per la sicurezza e i servizi. Per chi ogni giorno paga le tasse e si aspetta un'amministrazione pubblica efficiente, il corretto funzionamento dei controlli amministrativi è una garanzia concreta su come vengono spesi i suoi soldi.
Fonti
- Indagini su un dipendente dell'ufficio gip di Milano
- Anomalie su una confisca di denaro
- Sottratti soldi al Fondo giustizia
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