Lunedì 6 luglio è cominciato con un’ora di coda in banchina per migliaia di lavoratori e studenti diretti a Milano. Un’anomalia alla linea elettrica della stazione Centrale, segnalata da RFI alle 9:10, ha bloccato la circolazione per oltre un’ora, allungando i tempi di percorrenza di 40 minuti per Alta Velocità, Intercity e Regionali. La situazione è tornata regolare alle 10:30, ma l’onda di ritardo si è scaricata su tutta la mattinata di chi si sposta per lavoro nel nodo meneghino.
Cosa è successo esattamente alle linee
Il guasto ha imposto verifiche tecniche sulla linea elettrica subito dopo il passaggio di un treno. Trenitalia ha comunicato che i convogli AV, Intercity, Eurocity e Regionali hanno accumulato fino a 40 minuti di ritardo, con alcune soppressioni e limitazioni di percorso. Il treno FR 9508 partito da Firenze Santa Maria Novella alle 7:55 e diretto a Torino Porta Nuova alle 11:11 ha fermato a Milano Porta Garibaldi anziché a Centrale.
Chi viaggiava sulla linea S5 di Trenord fra Varese e Milano ha subito i disagi maggiori: i ritardi hanno superato l’ora, con ripercussioni a catena anche sulle stazioni intermedie di Gallarate e Varese Nord. Due fonti (Il Giornale e Sky TG24) confermano che i passeggeri potevano utilizzare treni diretti ad altre stazioni milanesi per aggirare il blocco.

Pendolari e lavoratori: quanto è costato il lunedì nero
Per chi timbra il cartellino in ufficio o in fabbrica, un’ora persa in stazione significa permessi, giustificativi e riunioni saltate. I pendolari pavesi già raggiunti da ritardi sulla tratta storica (La Provincia Pavese) e i viaggiatori in arrivo da Varese hanno dovuto riorganizzare gli spostamenti in tempo reale, spesso senza informazioni chiare fino alle 10:10, quando la circolazione ha iniziato a riprendere.
Chi utilizza l’Alta Velocità per la tratta Roma-Milano ha incassato un doppio colpo: il guasto a Centrale si è sovrapposto ai lavori di sostituzione del cavalcaferrovia di Ponte al Pino a Firenze. I convogli Roma-Milano/Torino sono stati deviati sulla linea Tirrenica, con allungamenti fino a 180 minuti (tre ore) rispetto all’orario programmato. Un ulteriore inconveniente tecnico nei pressi di Follonica (Grosseto), segnalato alle 8:00 e risolto alle 9:50, ha aggiunto fino a 80 minuti di ritardo sui treni in transito sulla stessa direttrice.
L’effetto combinato è una giornata in cui arrivare a Milano da Roma, per lavoro o per rientro familiare, ha richiesto fino al doppio del tempo abituale.
Un lunedì da verifica: cosa fare se il treno accumula ritardo
Le vetture strapiene e le corse soppresse hanno spinto molti passeggeri verso le stazioni alternative di Porta Garibaldi e Rogoredo. Chi ha subito ritardi significativi deve conservare il biglietto e verificare sul sito di Trenitalia le condizioni per l’indennizzo automatico (scattano generalmente oltre i 60 minuti per l’AV e oltre 60-90 minuti per i Regionali, a seconda della linea) o per il rimborso in caso di rinuncia al viaggio. I ritardi superiori all’ora sulla S5 rientrano nella soglia più alta di tutela per i pendolari abbonati.
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