Precari ATA: oltre 6 lavoratori su 10 restano a termine, il contratto stabile è ancora un miraggio

Per l’anno scolastico 2026/2027 il Ministero ha autorizzato 12.222 assunzioni a tempo indeterminato su 34.970 posti vacanti in tutta Italia. Significa che oltre 22 mila persone continueranno a lavorare con contratti a termine: circa due terzi dei precari restano tali, e nella maggior parte dei profili la percentuale è ben più alta. La recente condanna della Corte di Giustizia europea per abuso di precariato non ha smosso la logica del turnover.

Quanti posti restano scoperti: il 65% del fabbisogno è in mano alle supplenze

Il rapporto tra assunzioni stabili e posti effettivamente necessari è impietoso. A livello nazionale la copertura si ferma al 35% (12.222 immissioni in ruolo su 34.970 vacanze), quindi il 65% dei posti22.748 — sarà gestito con supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche. Il dato regionale non cambia la sostanza: in Calabria 159 assunzioni su 449 posti (35,4%), in Puglia 808 su 2.272, in Molise 63 su 179 (35,2%), in Emilia-Romagna 1.131 su oltre 3.100.

La forbice tra organico di diritto e organico di fatto si allarga. In Puglia, per esempio, ai 1.464 posti residui si aggiungeranno 1.713 supplenze in deroga, per un totale di 3.177 incarichi a termine, 574 in più rispetto allo scorso anno. Chi sperava in una stabilizzazione vede aumentare il numero dei colleghi con cui condividere la stessa precarietà.

Cosa vuol dire per chi lavora: stipendio che copre a malapena le spese, niente mutuo, vita in attesa

Un assistente amministrativo o un collaboratore scolastico con contratto a termine si trova ogni anno a cambiare sede, senza poter contare su un reddito certo. L'anzianità di servizio perde progressivamente di valore. USB Pubblico Impiego lo descrive così: "Oltre a ricevere a fine mese uno stipendio che a fatica copre il minimo indispensabile per se stesso e per quello della sua famiglia, i precari della scuola e soprattutto gli ATA si trovano anno dopo anno a cambiare sede, sperando che ci sia ancora una posto dove essere chiamati".

Senza un contratto stabile è praticamente impossibile accedere a un mutuo, pianificare un affitto a lungo termine o qualsiasi progetto familiare. La distanza tra un impiego di ruolo e un incarico annuale, ricorda la Uil Scuola Calabria, "non è soltanto una questione contrattuale", ma incide sulla possibilità di "programmare la propria vita".

Aula scolastica con banchi e sedie vuoti a rappresentare i posti scoperti del personale ATA, precariato nella scuola
I banchi vuoti raccontano i posti che restano scoperti: per il personale ATA il contratto stabile resta un miraggio.

Le figure più sacrificate: operatori agrari e cuochi quasi del tutto esclusi

Il piano assunzioni colpisce in modo diseguale i diversi profili. In Calabria, su 13 posti disponibili per operatori dei servizi agrari non è stata autorizzata nemmeno una immissione in ruolo (0%). I cuochi ottengono appena 2 assunzioni su 18 posti vacanti (11,1%), gli assistenti tecnici 14 su 59 (23,7%), gli assistenti amministrativi 27 su 86 (31,4%). Persino i collaboratori scolastici, la figura più numerosa, vedono solo 96 stabilizzazioni su 245 posti (39,2%): quasi sei posti su dieci restano scoperti.

ProfiloPosti vacantiAssunzioni autorizzate% coperta
Funzionari/EQ (ex DSGA)1717100%
Assistenti amministrativi862731,4%
Assistenti tecnici591423,7%
Collaboratori scolastici2459639,2%
Operatori servizi agrari1300%
Cuochi18211,1%
Infermieri33,3%

Dati riferiti alla Calabria, ma il rapporto è simile in tutte le regioni.

La sentenza europea c'è, ma il precariato resta

Il 13 maggio 2026 la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha condannato l'Italia per violazione della direttiva 1999/70/CE proprio sul mancato rispetto della parità di trattamento economico dei lavoratori a termine. Una sentenza che arriva dopo anni di abuso dei contratti a tempo determinato nella scuola. Monica Ottaviani, segretaria generale FLC CGIL Emilia-Romagna, sintetizza così: "Non possiamo accettare che dopo le reiterate condanne della Corte di Giustizia europea per abuso di contratti a termine lo Stato continui a mantenere un precariato che rasenta o supera il 30%".

Per il singolo lavoratore la pronuncia europea rappresenta comunque un punto di riferimento: i sindacati stanno già monitorando le procedure di immissione in ruolo e offrono assistenza diretta a chi resta escluso, anche alla luce del principio di non discriminazione ribadito dalla Corte.

Cosa può fare un precario ATA adesso

La strada maestra resta la prossima Legge di Bilancio, su cui i sindacati puntano per ottenere assunzioni su tutti i posti effettivamente vacanti e il passaggio a organico di diritto di molti posti oggi considerati "di fatto". Nel frattempo, chi è in graduatoria ha un'unica certezza: conviene seguire l'evoluzione delle immissioni in ruolo e farsi assistere dalle organizzazioni sindacali, che promettono supporto sulle procedure e sostegno a chi resta escluso. La continuità di reddito e la possibilità di progettare il futuro, per migliaia di lavoratori ATA, dipendono da quanto si riuscirà a scardinare la logica del turnover.

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