La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane ha toccato i 6.487,7 miliardi di euro nel 2025, un record storico. Ma il dato che interessa a chi lavora e risparmia è un altro: i conti correnti sono cresciuti solo dell’1,5% in un anno, mentre azioni e partecipazioni hanno guadagnato il 16,4%. La forbice si allarga, e restare liquidi sta diventando una scelta che costa.
Perché i conti correnti non bastano più?
Tra il 2024 e il 2025 i conti correnti sono saliti di 34,8 miliardi di euro, ma i depositi diversi dai conti sono scesi di 11,4 miliardi. In totale la liquidità delle famiglie è aumentata di appena 23,5 miliardi, il ritmo più lento tra tutte le voci del patrimonio.
Nel frattempo il valore di azioni e partecipazioni è schizzato a 2.077,2 miliardi, con un balzo di 292,9 miliardi in dodici mesi. Anche i fondi comuni (+58,1 miliardi) e le polizze assicurative (+46 miliardi) hanno corso. Chi ha lasciato i risparmi sul conto ha visto il proprio potere d'acquisto erodersi rispetto a chi ha investito.
La banca assume: 6.000 posti per chi sa gestire i patrimoni
La trasformazione non riguarda solo i numeri, ma il lavoro. Intesa Sanpaolo ha inserito nel Piano d’impresa 2026-2029 l’ingresso di oltre 6.000 giovani nell’organico, puntando su consulenza finanziaria e wealth management. Non è un caso isolato: l’intero settore bancario italiano sta spostando il baricentro dai mutui e prestiti tradizionali alla pianificazione patrimoniale.

Per il lavoratore dipendente o autonomo questo significa due cose. La prima: cresce l’offerta di consulenza accessibile, con figure come i Global Advisor nelle filiali commerciali. La seconda: il mestiere di consulente finanziario diventa una via d’ingresso stabile nel settore bancario, con reti in espansione anche all’estero.
Come è composta la ricchezza delle famiglie oggi
La fotografia del patrimonio 2025 restituisce un equilibrio in movimento tra prudenza e ricerca di rendimento:
- Azioni e partecipazioni: 2.077,2 miliardi (+113% dal 2020)
- Polizze assicurative: 1.174,4 miliardi (+46 miliardi sul 2024)
- Fondi comuni: 901,9 miliardi (+6,9% sul 2024)
- Conti correnti e depositi: 1.603,2 miliardi (+1,5% sul 2024)
- Titoli e obbligazioni: 523,6 miliardi (+111% dal 2020)
La liquidità resta la voce più grande dopo le azioni, ma il suo peso relativo cala anno dopo anno. Nel 2020 i conti e depositi valevano il 60% in più delle azioni; oggi il rapporto si è ribaltato.
Il messaggio per il risparmiatore è chiaro: il costo di non fare nulla è misurabile. Con l’inflazione ancora presente e i mercati che spingono in alto le attività finanziarie, tenere tutto fermo sul conto significa accettare una perdita secca di potere d’acquisto. La buona notizia è che la consulenza sta uscendo dai private banking d’élite per entrare nelle filiali di tutti i giorni. Verificare cosa offre la propria banca in termini di pianificazione patrimoniale non è più un’opzione per pochi: è la prima mossa di chi vuole smettere di rincorrere.
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