Piano di Accumulo (PAC): Cos’è, Come Funziona, Come Scegliere il Migliore

Il Piano di accumulo (PAC) è una soluzione di risparmio che permette di investire in fondi comuni (o ETF) piccole somme del proprio capitale, stabilite in base alla capacità economica del sottoscrittore. Nei periodi segnati da crisi e difficoltà economiche sono in molti a chiedersi se conviene davvero puntare su questo peculiare sistema di risparmio, che permette di rateizzare il proprio investimento e suddividerlo in rate da versare periodicamente. Vediamo allora come funziona il Piano di Accumulo e quali sono i vantaggi o i rischi nell’utilizzare un simile strumento finanziario.

Cos’è il Piano di Accumulo

Il Piano di Accumulo è uno strumento che consente, a chi lo sottoscrive, di sfruttare una strategia di investimento che non richiede di versare un’ingente somma di denaro in un’unica soluzione e che permette di suddividere il capitale in rate da corrispondere periodicamente. Le scadenze sono generalmente fissate al mese o al trimestre, ma possono anche essere semestrali o annuali.

Questo strumento finanziario può rivelarsi particolarmente utile per i lavoratori salariati che possono permettersi di conservare solo piccole somme o per tutti coloro che intendono iniziare ad accumulare risparmio, cercando al tempo stesso di ottenere della rendita dal mercato. I fondi comuni in cui vengono versate le rate dei PAC sono gestiti e amministrati dalla società intermediaria con la quale si sottoscrive il Piano di Accumulo.

Piano di Accumulo
Piano di Accumulo (PAC): Cos’è, Come Funziona, Come Scegliere il Migliore

Come Funziona e Com’è Strutturato

La caratteristica fondamentale del Piano di Accumulo è data dall’opportunità di poter investire il proprio capitale in una soluzione rateizzata, permettendogli di generare interessi e consentendo al sottoscrittore di risparmiare effettuando conferimenti adatti al suo budget. Contestualmente queste somme possono essere impiegate anche per distribuire il rischio sul mercato ciclico della borsa

Bisogna considerare che il Piano di Accumulo non richiede la sottoscrizione di coperture assicurative o polizze (spesso particolarmente gravose), a differenza di quanto previsto per i prestiti o per altri strumenti finanziari come mutui e cessioni del quinto: queste ultime permettono infatti di ottenere liquidità immediata, ma vincolano il sottoscrittore a restituirle in un determinato periodo di tempo e maturano interessi che obbligano a versare somme maggiori rispetto a quelle ricevute tramite finanziamento. Chi sottoscrive un Piano di Accumulo, pertanto, gioca d’anticipo: piuttosto che ottenere un capitale immediato e sostenere gli interessi delle rate da restituire, i PAC consentono di iniziare risparmiare con largo anticipo e di avere immediatamente disponibili, al momento del bisogno, le somme precedentemente versate. 

Il Piano di Accumulo, in ogni caso, non è uno strumento finanziario gratuito e prevede alcuni costi di gestione da corrispondere alla società intermediaria che amministra i fondi comuni. Le somme versate dai sottoscrittori dei piani di accumulo vengono infatti reinvestite da organismi terzi che gestiscono i fondi di investimento collettivo: ciò consente al capitale di generare interessi. La maggior parte dei Piani di Accumulo prevede infine il diritto di recesso, che può essere esercitato senza incorrere nel pagamento di penali e senza dover sostenere costi aggiuntivi. 

Durata, Costi e Guadagni Potenziali

Il Piano di Accumulo può avere durata variabile a seconda del contratto che si decide di sottoscrivere: il limite minimo è generalmente fissato a un anno, mentre quello massimo raggiunge i 40 anni. Anche il versamento delle rate viene modulato a seconda delle esigenze del sottoscrittore: le stesse possono essere corrisposte con cadenza mensile, bimestrale, trimestrale, quadrimestrale, semestrale e annuale (quest’ultima soluzione corrisponde generalmente alla tredicesima prevista dai contratti di lavoro dipendente). 

Il contratto di sottoscrizione, inoltre, prevede alcune tipologie di costi standard necessari per la gestione e mantenimento del Piano di Accumulo. Tra questi figurano i costi di sottoscrizione (che variano in base al fondo di investimento scelto), i costi di chiusura anticipata (che diminuiscono progressivamente col trascorrere del tempo), le spese di gestione e i diritti fissi (trattenuti al versamento di ogni singola rata). Ogni diversa tipologia di Piano di Accumulo offre differenti margini di guadagno: più questi ultimi sono elevati, più aumentano le soglie di rischio sopportate dall’investitore.

Vantaggi e Rischi

Il Piano di Accumulo offre numerosi vantaggi e tra questi si può sicuramente menzionare l’elevata flessibilità tipica di questo strumento di risparmio: la possibilità di decidere la durata dell’investimento, la soglia di rischio e il numero di rate da corrispondere rendono i PAC quasi del tutto personalizzabil. Dal momento che le rate vengono corrisposte a scadenze fisse, inoltre, il PAC elimina il rischio della stagionalità dato dalle fluttuazioni dei mercati e consente di realizzare un risparmio costante. Altro punto a favore dei PAC è dato dal fatto che il sottoscrittore non deve gestire personalmente il capitale investito, dal momento che quest’ultimo confluisce in un fondi comuni amministrati dalle società intermediarie e dagli organismi terzi preposti al reinvestimento e controllo di tali somme. 

Il Piano di Accumulo, tuttavia, non è esente da rischi e, a fronte di una certa sicurezza di guadagno, presenta anche alcuni svantaggi. Bisogna infatti considerare che spesso i costi di gestione sono elevati e a questi bisogna sommare i diritti fissi previsti per il versamento di ogni singola rata (scegliere una rata annuale può essere la soluzione migliore per abbattere quest’ultima tipologia di spesa). Il costo di sottoscrizione, ad esempio, dev’essere versato all’atto della firma per il 25 o 30% del suo ammontare e l’importo rimanente viene suddiviso contestualmente alla corresponsione delle rate. Qualora il mercato dovesse seguire per troppo tempo un andamento ribassista, infine, si potrebbe incorrere in guadagni davvero miseri. 

Come Scegliere un Piano di Accumulo

Prima di scegliere un Piano di Accumulo è necessario analizzare diversi fattori fondamentali: vi sono infatti moltissime tipologie di PAC e non è semplice trovare la soluzione realmente corrispondente alle proprie esigenze. Ogni PAC corrisponde ad una diversa destinazione dei fondi: alcuni investono in azioni, altri in fondi bilanciati o in altri settori di mercato. Bisogna dunque prediligere i mercati più convenienti, nei quali si prevede un andamento rialzista. 

La scelta del PAC deve inoltre considerare l’indice di rischio cui si va incontro, il quale è proporzionalmente legato ai maggiori profitti realizzabili. Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, si debba recedere dal Piano di Accumulo è inoltre consigliabile scegliere una soluzione che non preveda penali o commissioni di uscita. A tal proposito è necessario informarsi adeguatamente su tutti i costi previsti dal PAC, in modo da non appesantire eccessivamente l’importo delle rate da versare. 

Considerazioni Finali

Grazie al Piani di Accumulo è possibile realizzare investimenti sul mercato riducendo al minimo i rischi legati alla volatilità dello stesso. La strategia, tuttavia, non garantisce in alcun modo che l’investimento vada a buon fine e potrebbe accadere che, anche a distanza di anni, gli interessi maturati non raggiungano livelli soddisfacenti. Ciò nonostante questi strumenti finanziari restano un’ottima soluzione per tutti coloro che intendono di realizzare un risparmio sul lungo periodo e non vogliono rinunciare immediatamente all’intero importo necessario per ottenerlo.

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