Come Cancellare un Protesto: La Procedura da Seguire Step-by-Step

Purtroppo, dati i ritmi lavorativi serrati, dimenticanze o problemi economici, a chi fa impresa può capitare di trovarsi iscritto al registro dei protesti. Naturalmente, questo può capitare anche a privati cittadini, i quali magari per non lasciare scoperta la rata di un mutuo, o per improvvise spese mediche, si trovano costretti a lasciare andare a vuoto un assegno, con tutti i problemi legali, di natura penale e creditizia, che questo comporta. Ma cos’è un protesto di preciso? Inoltre, è possibile cancellarlo? In questo guida, un piccolo vademecum su come cancellare un protesto bancario derivante dall’emissione datata di un assegno scoperto.

Cos’è un protesto bancario

L’assegno è un titolo di credito con il quale un soggetto si prende la responsabilità di pagare domani una data somma per la fruizione di un bene o l’acquisto di un oggetti i servizio. Se l’assegno, alla data dell’incasso da parte del creditore, è scoperto (ovvero non è possibile coprirlo con i fondi presenti sul conto corrente) si viene protestati.

Da un punto di vista giuridico\sostanziale, il protesto dell’assegno, del vaglia cambiario o delle tratte è una procedura pubblica che indica che un determinato soggetto che ha messo tale titolo di credito non è riuscito a pagarlo alla data di scadenza. La legge prevede in linea generale 3 cause per cui l’assegno va in protesto, ossia il difetto di provvista, la mancata autorizzazione o l’irregolarità dello stesso.

  • Difetto di provvista indica, formalmente, la mancata di fondi nel conto corrente del soggetto che ha emesso il titolo: fondamentalmente, questo avviene quando il creditore si reca in banca per riscuotere l’assegno ma questo viene respinto;
  • la mancata autorizzazione avviene quando l’assegno è presentato o emesso dopo la chiusura di un conto corrente. In tal caso, il correntista viene iscritto alla centrale di allarme bancaria per il comportamento che costituisce addirittura reato;
  • infine, il titolo di credito è irregolare quando presenta un errore voluto nella sua composizione, ossia firma falsificata, cifre illeggibili, matrice cancellata o post datato. E’ bene dunque stare bene attenti quando si consegna o si riceve un assegno.
come cancellare un protesto
Come cancellare un protesto

Come si viene iscritti all’elenco dei protestati

Una vola che il creditore si rende conto del problema, oppure si rende conto della mancanza di fonti, deve a suo carico e onere, inviare una lettera formale al debitore, mettendolo al corrente del problema ed intimandolo a correre ai ripari nel minor tempo possibile; in assenza di risposta, si procede regolarmente alla denuncia, eseguibile presso gli uffici competente, del protesto: gli ufficiali incaricati scriveranno il nome del soggetto inadempiente nel registro di protesto, ossia il registro dei cattivi pagatori. Questa registrazione, posti i casi in cui a questa seguono vicende penali ben più gravi, consiste nell’impossibilità di richiedere qualsiasi tipo di prestito, mutuo o rateizzazione ad un banca: questa verificherà la nostra fedina creditizia e ci negherà l’accesso a qualsiasi tipo di credito, anche se nel frattempo siamo diventati virtuosi e solventi.

Come cancellare il protesto

Rispetto al passato, dove ricevere un protesto poteva significare avere seri e difficilmente rimovibili problemi, è possibile oggi cancellare un protesto bancario, mettendo una toppa alla situazione. Naturalmente, qui entrano in gioco anche altri fattori come la situazione di recidiva, oppure la possibilità di influenze delittuose. Se vieni protestato per la prima volta, però, è possibile stare più tranquilli. Innanzitutto, solitamente tutta la procedura avviene davanti ad un tribunale o giudice di pace, tuttavia è possibile ricorrere anche agli uffici comunali appositi, qualora presenti.

Innanzitutto, il primo step per cancellare un protesto è saldare la somma, compresa di more, al creditore: questo passo deve essere effettuato entro i 12 mesi dalla notifica presso il proprio domicilio: un protesto rimasto iscritto per più di 12 mesi è infatti quasi impossibile da cancellare, salvo impelagarsi in un lungo iter di comunicazioni con l’ufficio protesti che prevede anche l’acquisto di marche da bollo. Per dare sicurezza del saldo del titolo protestato, solitamente bisogna rivolgersi alla banca che ha per prima notificato l’assegno scoperto, facendosi rilasciare apposita ricevuta di pagamento.

Il secondo step per cancellare il protesto è recarsi presso il tribunale competenze per zona, portando con se tutta la documentazione attestante il pagamento. In base a quanto disposto dalla legge 108/1996, il Giudice esaminerà la documentazione per poter verificare se sussistono i requisiti per la cancellazione: la domanda va pagata con due marche da bollo da 8 e 14,62 euro, quest’ultima è il costo affinché il giudice emetta decreto.

Con il decreto, prende avvio il terzo step per cancellare il protesto: bisognerà recarsi all’ufficio protesti con il documento per vedere cancellato quanto iscritto a proprio carico. La procedura si svolge in 25 giorni dalla richiesta al tribunale, per questo motivo i tempi sono celeri: una volta ottenuta la cancellazione, non rimarranno tracce del protesto e si potrà tornare a richiedere il credito come prima.

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