Come Investire i Propri Risparmi

I risparmi che nel tempo riusciamo ad accumulare, soprattutto se cospicui, rischiano di subire una svalutazione a causa dell’inflazione. Per queste ragioni è assolutamente ragionevole avvalersi di strumenti di investimento idonei alle proprie esigenze al fine di incrementare il proprio risparmio o comunque renderlo sempre attivo e allo stesso tempo agevolare la circolazione dell’economia. Sono diversi gli strumenti che consentono di investire in sicurezza e con rischio minimo, scopriamo le migliori soluzioni di investimento.

Come Investire i Propri Risparmi
Come Investire i Propri Risparmi

Le Azioni

Una prima e importante forma di investimento è l’azione. Nello specifico, si tratta di un titolo finanziario rappresentativo di una quota di una società. Il possesso di almeno un’azione è la condizione indispensabile affinché si possa risultare proprietari di una Società, denominata anche con l’acronimo S.p.A. Con l’acquisto di un’azione si diventa a tutti gli effetti azionisti (in inglese shareholder) ovvero parte del cosiddetto capitale del rischio di un’impresa. Inoltre, l’investitore beneficia del dividendo, ciò significa che se l’azienda realizza e distribuisce utili, potrebbe ricevere una parte dei profitti aziendali. L’azionista può ricevere ricavi anche dalla vendita delle proprie azioni ad altri investitori. Le azioni possono essere vendute soltanto al momento dell’apertura della borsa e verranno rimborsate nel momento in cui l’azienda cesserà la sua attività. Le possibilità che consentono di investire in azioni sono varie, nella maggior parte dei casi è comunque necessario rivolgersi a dei servizi di piattaforme di investimento o una banca di fiducia.

ETF

Un altro tipo di investimento motlo noto è quello soprannominato ETF, acronimo di Exchange Traded Funds. Si tratta di fondi a basse commissioni negoziati in borsa. La loro caratteristica principale è quella di avere come unico obiettivo la possibilità di replicare fedelmente l’andamento e la rendita degli indici azionari e obbligazionari. Gli ETF sono stati riconosciuti come titoli a disposizione degli investitori in Italia partire dal 2002. Le caratteristiche che contraddistinguono questo tipo di investimento possono sintetizzarsi in cinque elementi essenziali. Il primo riguarda la semplicità, in quanto, come detto in precedenza, hanno un unico obiettivo ben definito basato di replica degli indici azionari e obbligazionari. La seconda caratteristica riguarda la trasparenza, perché consentono agli investitori di avere un quadro completo del profilo rischio/rendimento del proprio investimento dal momento che replicano un indice notorio di mercato. Terzo punto di forza concerne la flessibilità, gli ETF infatti non hanno scadenza e sono quotati in borsa in tempo reale. Quarta caratteristica è l’economicità, grazie alla loro politica di gestione, gli ETF abbattono i costi tipici della gestione attiva e quelli legati alla distribuzione. Ultimo elemento caratterizzante è l’abbattimento del rischio dal momento che gli ETF sono fondi il cui patrimonio è per legge di esclusiva proprietà dei possessori di quote/azioni di ETF. 

Fondi Comuni

I fondi comuni sono istituti di intermediazione finanziaria che hanno come obiettivo principale quello di investire il capitale del risparmiatore. Vi sono dei costi da sostenere per chi decide di fare tale investimento ma sono costi non esagerati. In particolare si tratta di un versamento che in genere è inversamente proporzionale all’entità del proprio investimento; poi vi è un costo sostenuto dal fondista per la gestione del fondo ed infine una commissione extra e quindi opzionale che viene versata solo se vi è una decisione del fondo che verrà corrisposta come premio quando il rendimento del fondo raggiunge una certa soglia. 

Le Obbligazioni

Tra le forme di investimento più conosciute ci sono anche le obbligazioni. Sono titoli di debito per il soggetto che li emette, mentre per chi li acquista si traducono in titoli di credito. Chi investe in obbligazioni acquista il diritto, alla scadenza, di avere rimborsato il capitale prestato con un tasso di interesse. Le obbligazioni più comuni sono i titoli di stato, ovvero i famosi BOT. Chi acquista un’obbligazione in una società diventa automaticamente un’obbligazionista. Le obbligazioni hanno una durata determinata che può oscillare dai pochi mesi fino a un massimo di dieci anni. Solitamente l’obbligazione viene considerata la forma di investimento più sicura perché il rischio finanziario è minore. L’unico rischio reale per chi investe in obbligazioni è il cosiddetto default dell’emittente. Infatti, se la società fallisce, potrebbe non riuscire a mantenere la promessa fatta agli obbligazionisti e quindi quest’ultimi potrebbero perdere tutto il capitale.

Titoli di Stato

I Titoli di Stato sono sostanzialmente delle obbligazioni che però vengono emesse periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per conto dello Stato, al fine di coprire il proprio debito e il deficit pubblico. I diritti di credito possono essere corrisposti al soggetto che sottoscrive il prestito mediante lo scarto di emissione che è data dalla differenza tra il valore nominale di un titolo e il suo prezzo di emissione o mediante il pagamento di cedole fissa o variabile. Alla scadenza dell’obbligazione lo Stato rimborsa il capitale iniziale. L’acquisto di questi titoli avviene sempre tramite una banca o un intermediario finanziario e vengono acquistati o tramite un’asta al momento della loro emissione o sul mercato secondario.

Risparmi Postali

I risparmi postali sono una modalità di risparmio che prevede molto semplicemente il deposito di denaro presso Poste Italiane e in cambio quest’ultima offre un tasso di interesse fisso o variabile. Esistono essenzialmente due tipi di deposito postale: il più comune è il libretto di risparmio, che consente di conservare i propri risparmi e di farli fruttare nel tempo. Non sono previsti costi di apertura nè di gestione fino alla somma di 100.000 euro. Un altro tipo di deposito postale sono i buoni fruttiferi. Sono titoli collocati da Poste Italiane ma emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Si tratta di un deposito che solitamente viene adoperato da chi intende custodire denaro risultante da fruttuosi investimenti al fine di ottenere un rendimento anche minimo. A parte la ritenuta fiscale pari al 12,50% degli interessi maturati, l’utente non deve sostenere altre spese o commissioni aggiuntive. I rendimenti dei buoni fruttiferi non arrivano subito ma solo dopo un pò di tempo a decorrere dall’apertura del deposito.

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