Con l’inflazione che continua a rodere il potere d’acquisto, lasciare la liquidità sul conto corrente ordinario significa vederla svalutare in silenzio. A luglio 2026 le banche offrono conti deposito e conti correnti remunerati con tassi che arrivano fino al 4% lordo annuo. Tradotto in cifre nette, una famiglia con 20.000 euro da parte può incassare oltre 550 euro in un anno senza assumere rischi di mercato. Le condizioni, però, cambiano molto da un prodotto all’altro, e il rendimento reale dipende da vincoli, durata delle promozioni e costi fiscali. Ecco cosa offre davvero il mercato e quali paletti controllare prima di aprire un conto.
Quanto rendono i conti deposito a luglio 2026
L’offerta più visibile è Conto Arancio di ING: tasso promozionale del 4% lordo annuo per i primi 12 mesi, fino a 50.000 euro di giacenza. Su 10.000 euro depositati, al netto della ritenuta del 26% e del bollo dello 0,2%, si ottengono 276 euro; su 20.000 euro il netto sale a 552 euro; sulla soglia massima di 50.000 euro si arriva a 1.380 euro. Il conto è non vincolato, ma la promozione richiede apertura entro il 30 luglio 2026 e accredito mensile dello stipendio oppure di almeno mille euro.
Buddy di UniCredit, che è un conto corrente remunerato, offre anch’esso il 4% lordo ma solo fino al 31 dicembre 2026 e su giacenza media non superiore a 50.000 euro. Aprendo il conto a luglio, gli interessi decorrono dal 1° agosto: nei cinque mesi promozionali un deposito di 10.000 euro rende 109 euro netti, 20.000 euro rendono 232 euro. La promozione è riservata a nuovi clienti e va attivata entro il 31 agosto.
Con BBVA si ottiene il 3% lordo per sei mesi su somme fino a 200.000 euro, senza obbligo di accredito dello stipendio nella fase iniziale. Su 10.000 euro il guadagno netto è di 93,9 euro; su 20.000 euro di 204,9 euro. Scaduti i sei mesi, le condizioni diventano variabili: da luglio a settembre 2026 il tasso base per chi ha 10.000 euro di giacenza è dell’1,25% lordo.
Trade Republic remunera la liquidità non investita al 3% lordo annuo, senza vincoli e con liquidazione mensile: su 10.000 euro il netto annuo è di 202 euro, su 20.000 è di 404 euro.
Per chi cerca tassi fissi su periodi più lunghi, Santander offre un conto deposito vincolato al 2,3% lordo (10.000 euro diventano 10.300 euro dopo due anni, 10.450 dopo tre) e un deposito libero al 2%. Sul fronte vincolato, Banca Aidexa propone il 3,3% lordo per 12 o 24 mesi (circa 224 euro netti su 10.000 euro) e Cherry Bank il 3,25% a 12 mesi.
I paletti da verificare: accredito stipendio e durata reale del tasso
Le offerte più alte sono quasi sempre promozioni a scadenza. ING applica il 4% per massimo 365 giorni; poi si scende al tasso base ordinario. Buddy interrompe la promozione a fine anno e va attivata subito. BBVA dopo sei mesi aggancia il tasso a condizioni variabili legate all’uso del conto e all’accredito della pensione o dello stipendio. Per un lavoratore dipendente con busta paga mensile, i vincoli di ING e Buddy sono gestibili; per chi ha entrate discontinue, BBVA e Trade Republic risultano più semplici perché non impongono l’accredito fisso.
Sul piano fiscale conta la differenza tra conto deposito e conto corrente: sul primo si paga un bollo dello 0,2% del controvalore (per giacenze sopra 5.000 euro), sul secondo un bollo fisso di 34,2 euro annui. Inoltre tutti gli interessi scontano la ritenuta del 26%.
Previsioni tassi interesse conti deposito 2026: la prudenza delle banche
Chi cerca indicazioni su una possibile previsione tassi interesse conti deposito 2026 nota un segnale chiaro: le banche spingono promozioni a termine breve (sei mesi, un anno al massimo) e le abbinano a tassi base molto più bassi. Questo comportamento suggerisce che gli istituti non si aspettano di mantenere questi livelli di remunerazione a lungo, anche se al momento non esiste una stima ufficiale condivisa dalle fonti di mercato. Per un risparmiatore, l’implicazione pratica è semplice: bloccare un tasso fisso garantito su due o tre anni, come fanno Santander o Aidexa, può essere più redditizio che rincorrere l’offerta con il numero più alto ma a scadenza ravvicinata.
Quale conto scegliere in base al proprio profilo familiare
Tre scenari concreti guidano la scelta.
- Famiglia con risparmio stabile e stipendio mensile: ING Conto Arancio massimizza il rendimento netto nel primo anno.
- Lavoratore con entrate variabili o partita Iva: Trade Republic e BBVA non richiedono accredito fisso e offrono liquidità immediata.
- Chi vuole certezza su due-tre anni senza sorprese: i vincoli di Santander o il tasso fisso di Banca Aidexa o Cherry Bank proteggono il rendimento anche se i tassi di mercato dovessero scendere.
Prima di aprire qualsiasi conto, verificate sempre durata effettiva della promozione, obblighi di accredito e impatto del bollo sul guadagno netto. Un 4% che dura pochi mesi può rendere, in cifra assoluta, meno di un 3% garantito per due anni.
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