Oltre 14 negozi su 100 sono spariti dalle strade italiane negli ultimi quattordici anni. Non è solo un dato economico: è la luce che si spegne sotto casa, il servizio che manca a chi non può spostarsi, la strada che la sera diventa meno sicura. Confesercenti ha lanciato una raccolta firme nazionale per portare in Parlamento una legge che inverta questa tendenza, e la partita riguarda direttamente chi vive e lavora nei quartieri.
Cosa sono le Zone Economiche Speciali di Prossimità
Il cuore della proposta è l'istituzione delle ZES di Prossimità (ZESpro), aree a fiscalità agevolata dedicate ai negozi e ai servizi di vicinato. Dentro queste zone, le attività commerciali beneficerebbero di incentivi fiscali, semplificazioni burocratiche e contributi finanziari per avviare, mantenere o rilanciare l'attività.
L'obiettivo è trattenere e attrarre esercizi di prossimità nei centri urbani e nei piccoli comuni, proprio dove la desertificazione commerciale è più avanzata. La proposta prevede anche un Osservatorio nazionale per monitorare l'efficacia delle misure e un Fondo dedicato alla rigenerazione urbana del commercio.
Perché la chiusura di un negozio cambia la vita di tutti
Il presidente provinciale di Confesercenti Grosseto, Massimiliano Mei, mette in fila i danni collaterali di ogni saracinesca abbassata: «Quando un negozio chiude, si spegne una luce e si impoverisce un'intera comunità». Non è retorica.
Dal consiglio comunale di Padova, Nereo Tiso (Pd) ha ricordato che «per i cittadini con scarsa mobilità, anziani e disabili, il negozio rappresenta un punto di riferimento che negli ultimi anni è venuto a mancare, lasciando un vuoto che ha bisogno di essere colmato». Meno esercizi sotto casa significa più spostamenti forzati, più costi per le famiglie e meno presidi di socialità nei quartieri.

Fabrizio Di Sabatino, presidente provinciale di Confesercenti Pisa, aggiunge un altro tassello: «Ogni volta che chiude un negozio perde valore l'intera comunità: diminuiscono i servizi, si spengono le strade, si indebolisce la sicurezza».
Ecco cosa porta via, in concreto, la scomparsa del commercio di vicinato:
- Servizi di base meno accessibili, con aggravio di spesa e tempo per le famiglie
- Sicurezza urbana ridotta: strade vuote significano meno controllo sociale informale
- Isolamento per anziani, disabili e chi non ha mobilità autonoma
- Perdita di identità e qualità della vita nei centri storici e nei borghi
- Occupazione locale in calo, senza ricambio generazionale
Come e dove firmare (c'è tempo fino al 25 novembre)
Per trasformare la proposta in legge servono 50.000 firme in tutta Italia. La scadenza è fissata al 25 novembre 2026.
Ogni cittadino maggiorenne può firmare in due modi:
- Online, sul portale del Ministero della Giustizia (sezione "Referendum e iniziative popolari"), autenticandosi con SPID o Carta d'Identità Elettronica (CIE)
- Di persona, nei banchetti organizzati da Confesercenti o presso gli Uffici Elettorali dei Comuni che hanno aderito
Le tappe già in calendario: a Marina di Grosseto il 29 luglio, a Grosseto il 30 luglio, a Orbetello il 1° agosto, a Pisa il 27 luglio in Largo Ciro Menotti e a Pontedera il 28 luglio. Diverse amministrazioni comunali — da Serravalle Pistoiese a Montese, passando per Belpasso e Padova — hanno già messo a disposizione moduli cartacei o approvato ordini del giorno a sostegno.
Una firma, un effetto concreto
La proposta non riguarda solo i commercianti. Riguarda chiunque viva in un quartiere e voglia continuare a trovare servizi, relazioni e sicurezza sotto casa. Claudio Del Sarto, responsabile provinciale di Confesercenti Pisa, lo dice chiaramente: «Più firme raccoglieremo, più forte sarà la voce che porteremo al governo per chiedere interventi concreti e non più rinviabili». La scadenza del 25 novembre dà meno di quattro mesi per raggiungere quota 50.000. Ogni firma conta esattamente una firma — né più né meno — ma cinquantamila firme sono il lasciapassare per portare il testo in Parlamento.
Fonti
- Confesercenti.it
- Confesercenti.it
- Comune di Belpasso
- PadovaOggi
- PisaToday
- Il Resto del Carlino
- LatinaToday
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