Sciopero rifiuti 9 luglio: cosa fare (e perché i lavoratori incrociano le braccia)

Giovedì 9 luglio 2026 i servizi di raccolta rifiuti si fermano in gran parte della Toscana e ad Alghero. Per le famiglie significa bidoni non svuotati e possibili cumuli di immondizia in piena estate, con tutto ciò che comporta in termini di igiene e decoro urbano. Per gli operatori ecologici è l’esplosione di una rabbia covata tra turni usuranti, stipendi sbagliati e standard di sicurezza giudicati inaccettabili.

Cosa cambia per chi deve gestire i rifiuti di casa

L’astensione riguarda l’intera giornata di giovedì 9 luglio. In Toscana, CGIL, CISL, UIL e Fiadel hanno proclamato uno sciopero regionale che tocca i 65 comuni serviti da Plures Alia nelle province di Firenze, Pistoia e Prato. Ad Alghero, lo sciopero è stato proclamato da Fiadel e dalla rappresentanza sindacale unitaria. I servizi essenziali saranno comunque garantiti: raccolta dei rifiuti pericolosi, pulizia di ospedali, case di cura, mense, stazioni, caserme e mercati.

Per tutto il resto — il porta a porta domestico, lo spazzamento ordinario — non ci sono certezze. Geofor, che gestisce il servizio in alcuni comuni toscani, invita i cittadini a esporre regolarmente i contenitori seguendo il calendario normale, perché il livello di adesione allo sciopero è imprevedibile. Se i mastelli non vengono ritirati, vanno riportati all’interno dell’abitazione e ripresentati al turno successivo previsto per quella frazione di rifiuto.

Tradotto in pratica: chi parte per le vacanze o ha la raccolta programmata proprio il 9 luglio rischia di ritrovarsi sacchi e bidoni pieni fino al giorno dopo, quando Plures Alia attiverà le misure per normalizzare il servizio il più rapidamente possibile.

Bidoni e cassonetti della raccolta rifiuti in una strada toscana illuminata dal sole, sciopero dei servizi di igiene urbana
I cassonetti restano pieni nelle strade dei comuni toscani coinvolti nello sciopero della raccolta rifiuti del 9 luglio.

La rabbia dei lavoratori: «Stipendi sbagliati e rischi ogni giorno»

Ad Alghero lo sciopero è stato proclamato dal dipartimento regionale igiene ambientale della Fiadel e dalla Rsu. I tentativi di conciliazione con l’azienda, il prefetto e il Comune sono falliti. In una nota, i rappresentanti sindacali scrivono:

«Abbiamo avuto fin troppa pazienza. Abbiamo sopportato stipendi sbagliati, turni ingiusti e, soprattutto, abbiamo rischiato ogni giorno la nostra pelle lavorando da soli in condizioni di sicurezza inaccettabili».

La denuncia tocca condizioni di isolamento operativo e criticità organizzative che, se confermate, configurano un quadro di precarietà strutturale dentro un servizio pubblico essenziale. Lo sciopero durerà 24 ore, dalla mezzanotte alla mezzanotte del 9 luglio, nel rispetto delle fasce di garanzia minime.

La protesta non è isolata: in Toscana le stesse sigle hanno proclamato uno sciopero regionale che abbraccia l’intero comparto dell’igiene ambientale. Il nodo è lo stesso — un servizio che regge sulla fatica quotidiana di lavoratori che si sentono lasciati soli.

Il cittadino che oggi trova il bidone pieno e il marciapiede sporco vede solo la superficie di un meccanismo che funziona quando chi lo fa funzionare è messo nelle condizioni di lavorare. Lo sciopero del 9 luglio è il sintomo di un equilibrio logoro: da una parte il diritto a una città pulita, dall’altra un lavoro che troppi operatori giudicano insostenibile.

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