Per migliaia di contribuenti l’adesione alla rottamazione quinquies era solo il primo passo: il vero ostacolo era recuperare il piano dei pagamenti senza disporre di SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Da due giorni quell’ostacolo non c’è più. Il 7 luglio 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha attivato un servizio online che consente di ottenere la comunicazione delle somme dovute direttamente dall’area pubblica del sito, con pochi dati e senza alcuna credenziale digitale. La mossa arriva a tre settimane dalla scadenza della prima (o unica) rata, fissata al 31 luglio 2026, e punta a evitare che la mancanza di strumenti digitali faccia saltare i benefici della definizione agevolata.
Come ottenere la comunicazione senza SPID (e senza stress)
Il nuovo servizio è pensato proprio per chi aveva presentato la domanda di rottamazione attraverso l’area pubblica del portale, magari da casa o con l’aiuto di un familiare, e che non possiede credenziali SPID. Basta collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, compilare un modulo con codice fiscale, allegare un documento di riconoscimento in corso di validità e indicare un indirizzo email dove ricevere la comunicazione. Nessun login, nessuna password. La lettera, che contiene importi, piano delle rate e moduli di pagamento già precompilati, arriva direttamente nella casella di posta elettronica.
Chi invece aveva fatto domanda accedendo all’area riservata (con SPID, CIE o CNS) trova tutto nella propria sezione personale. Lo strumento appena rilasciato è un salvagente per chi quella comunicazione l’aveva già ricevuta via raccomandata o PEC, ma l’ha smarrita, oppure non è riuscito a leggerla. Il servizio copre anche richieste fatte da eredi, tutori o rappresentanti legali del contribuente.
Cosa c’è dentro la comunicazione: dalla rata alla scadenza
Il documento non è una semplice ricevuta: è il manuale d’istruzioni per pagare la rottamazione quinquies. Contiene:
- l’esito della domanda (accoglimento o rigetto);
- l’elenco dei carichi inseriti nella definizione agevolata;
- gli importi complessivi da versare, al netto di sanzioni e interessi;
- il calendario delle rate con tutti i moduli di pagamento pronti per essere stampati o salvati.
Chi ha optato per la dilazione può spalmare il debito fino a un massimo di 54 rate bimestrali in 9 anni, con un importo minimo di 100 euro a rata. Il primo appuntamento, in ogni caso, è il 31 luglio 2026: chi paga in unica soluzione versa tutto entro quella data; chi ha scelto la rateizzazione inizia a pagare la prima rata.

Le scadenze del 2026 da segnare subito
Per chi paga a rate, il calendario del 2026 è già scritto:
- 31 luglio 2026 – prima rata;
- 30 settembre 2026 – seconda rata;
- 30 novembre 2026 – terza rata.
A partire dal 2027 le rate successive cadono il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno. Le ultime tre rate, dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima, scadranno il 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio 2035. Numeri che danno una prospettiva di lungo respiro, utile per chi deve gestire debiti accumulati nel tempo senza farsi schiacciare da un’unica scadenza stringente.
Quali debiti rientrano e quanto si risparmia
La rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, copre i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Dentro ci finiscono:
- imposte dichiarate ma non versate;
- omessi versamenti di contributi INPS non derivanti da accertamento;
- sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada affidate dalle Prefetture.
Il vantaggio è netto. Si paga soltanto il debito residuo a titolo di capitale, più le spese di procedura esecutiva e i diritti di notifica. Vengono azzerati interessi, sanzioni, interessi di mora, sanzioni civili previdenziali e l’aggio della riscossione. Per le multe stradali, saltano anche maggiorazioni e interessi. In una cartella che per anni ha continuato a lievitare, la differenza tra il dovuto originario e la somma da pagare con la rottamazione può essere la ragione che fa scegliere a una famiglia di regolarizzarsi invece di restare esposta alle azioni di recupero.
Se vuoi pagare solo alcune cartelle
Non sempre conviene rottamare tutto. L’Agenzia mette a disposizione anche il servizio ContiTu, che permette di rimodulare il piano selezionando solo i carichi che si intende pagare in forma agevolata. Si ottengono nuovi moduli di pagamento con gli importi aggiornati, ripartiti sul numero di rate indicato in fase di adesione. I debiti esclusi dalla rimodulazione, però, tornano nella disponibilità dell’Agente della riscossione, che riprende a recuperarli con le modalità ordinarie.
Un’occasione che non ammette rinvii
Per il cittadino che ha cartelle ferme da anni, la rottamazione quinquies è uno strumento di pace fiscale con un costo certo e rateizzato. La barriera pratica più comune — non riuscire a ottenere la comunicazione perché privi di identità digitale — è stata abbattuta con una mossa che semplifica l’accesso a un diritto già riconosciuto. Resta un punto fermo: il 31 luglio non è negoziabile. Chi ha aderito e vuole conservare i benefici deve pagare la prima (o unica) rata entro quella data. Il servizio online senza SPID aiuta a sapere esattamente quanto e dove versare, ma non sostituisce il pagamento. Controllare subito la comunicazione, con pochi clic e un documento d’identità, è la prima mossa per non sprecare il vantaggio già ottenuto.
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