Decreto Omnibus: fringe benefit, welfare e Pos, le novità per i lavoratori

Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Omnibus, uno dei 29 provvedimenti attuativi complessivi della riforma fiscale (il decreto è composto da 37 articoli). Per chi lavora, il provvedimento ridisegna tre capitoli che toccano il netto in busta paga, il perimetro dei benefit familiari e la vita quotidiana con i pagamenti digitali. Le nuove regole entrano in vigore da subito, alcune con effetto retroattivo, e conviene conoscerle prima della prossima dichiarazione dei redditi.

Auto aziendali: tassazione più pesante dopo cinque anni

La disciplina del fringe benefit auto viene agganciata a un criterio anagrafico: dopo il quinto anno dalla prima immatricolazione scatta una maggiorazione del 50% sul valore imponibile, indipendentemente dalla data di concessione al lavoratore. Restano confermati i coefficienti legati all'alimentazione: 10% per i veicoli elettrici, 20% per gli ibridi plug-in e 50% per tutte le altre motorizzazioni.

Chi utilizza un'auto aziendale a benzina o diesel con valore ACI di 20.000 euro vede il proprio imponibile fiscale salire da 10.000 a 15.000 euro lordi annui una volta superata la soglia dei cinque anni. La misura, pensata per spingere il rinnovo dei parchi auto aziendali, incide direttamente sul reddito tassabile del dipendente, che si troverà in busta paga un importo più alto su cui calcolare Irpef e addizionali. Dal 1° gennaio 2026 conta solo la data di concessione del veicolo al lavoratore, mentre viene esteso a tutto il 2025 il regime transitorio per le vetture ordinate entro il 31 dicembre 2024.

Welfare aziendale: addio al vincolo di convivenza

La novità che riguarda più da vicino i nuclei familiari è la cancellazione, con effetto retroattivo dal 2025, del requisito della convivenza per i familiari diversi da coniuge e figli. In concreto, un lavoratore potrà includere nel welfare aziendale un genitore, un fratello o un nipote fiscalmente a carico anche se non vive sotto lo stesso tetto. La modifica evita che migliaia di dipendenti perdano benefici già maturati e semplifica l'accesso a prestazioni come buoni spesa, rimborsi per assistenza e servizi di cura.

Smartphone contactless e monete d'oro su scrivania, fringe benefit dei lavoratori con skyline luminoso
Il decreto Omnibus ridisegna fringe benefit, welfare e pagamenti digitali, toccando il netto in busta paga dei lavoratori.

Pos e scontrini: scatta la tolleranza del 5%

Sul fronte dei pagamenti quotidiani, il decreto introduce una soglia di tolleranza del 5% sulle sanzioni in caso di divergenza tra scontrini e incassi elettronici. L'obiettivo è evitare penalità sproporzionate per disallineamenti di lieve entità, spesso dovuti a problemi tecnici dei terminali Pos. Per il consumatore la norma non cambia nulla al momento del pagamento, ma riduce il rischio che esercenti e professionisti scarichino sui prezzi finali il costo di sanzioni considerate eccessive rispetto all'errore commesso.

Concordato preventivo: sanatoria per gli autonomi

Per i lavoratori autonomi e i professionisti che hanno aderito al Concordato preventivo biennale per il periodo 2024-2025 e scelgono di rinnovarlo entro il 31 ottobre 2026 per il biennio 2026-2027, arriva un ravvedimento speciale. Le annualità 2020-2023 possono essere regolarizzate con un'imposta sostitutiva modulata sul punteggio ISA: 10% per chi ha un indice di affidabilità pari o superiore a 8, 12% tra 6 e 8, 15% sotto la soglia di 6. Per gli anni 2020 e 2021 è prevista una riduzione del 30% dell'importo dovuto, con un versamento minimo di 1.000 euro.

Chi rinnova ottiene anche la riduzione di due anni dei termini di accertamento e l'innalzamento delle soglie per l'esonero dal visto di conformità sui crediti fiscali. Un pacchetto di vantaggi pensato per rendere più conveniente la permanenza nel regime, che interessa centinaia di migliaia di partite IVA.

Il conto in busta paga: cosa controllare subito

L'impatto più immediato per i lavoratori si concentra sull'auto aziendale. Basta verificare l'anno di prima immatricolazione del veicolo in uso: se nel 2026 scatta il sesto anno solare, il fringe benefit 2027 subirà la maggiorazione del 50%. Per i veicoli a benzina o diesel, l'aumento dell'imponibile può tradursi in oltre mille euro di Irpef in più all'anno, anche senza alcun cambiamento del contratto o del modello assegnato.

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