Rottamazione quinquies: rate più leggere con ContiTu e il pignoramento che non si ferma da solo

Per chi ha aderito alla Rottamazione quinquies la prima rata è scaduta il 31 luglio 2026, ma un ritardo non fa ancora decadere la sanatoria. La vera novità per le famiglie e i lavoratori con cartelle pesanti è la possibilità di alleggerire il piano senza buttare via lo sconto, usando ContiTu. Attenzione però: se avete un pignoramento dello stipendio in corso, la semplice adesione alla pace fiscale non lo blocca automaticamente.

Come funziona ContiTu e perché le rate non scendono mai sotto 100 euro

Il servizio ContiTu permette di escludere intere cartelle dal piano di pagamento della Rottamazione quinquies, ricalcolando le rate in base al debito che si decide di mantenere nella definizione agevolata. Si può usare fino a 10 volte.

Il vantaggio è immediato: l’importo complessivo scende e ogni rata diventa più leggera. C’è però un vincolo: la legge fissa una rata minima di 100 euro. Se, eliminando alcune cartelle, la suddivisione originaria produce rate inferiori a tale soglia, il numero effettivo delle rate viene ridotto e il piano si accorcia. In pratica, il debito residuo viene spalmato su meno rate, ma il singolo versamento non scende mai sotto i 100 euro.

Quello che si perde è lo sconto sulle cartelle escluse: sanzioni, interessi e aggio tornano dovuti e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può riprendere le procedure di riscossione ordinarie per quelle somme. Non è una cancellazione del debito, ma una rinuncia alla definizione agevolata su quelle posizioni.

Saldare in ritardo non è fatale, ma il pignoramento continua se non si interviene

Per chi ha scelto il pagamento rateale, la Rottamazione quinquies diventa inefficace solo dopo due rate non pagate, anche non consecutive, oppure dopo il mancato versamento dell’ultima rata. Chi non ha onorato la prima scadenza del 31 luglio può rimediare versando la prima e la seconda rata entro il 30 settembre 2026.

Scrivania luminosa con cartelle fiscali, busta bianca e penna, pace fiscale sulle cartelle esattoriali
La Rottamazione quinquies alleggerisce le rate delle cartelle esattoriali, ma i pignoramenti in corso non si fermano da soli.

Rischio concreto per i lavoratori dipendenti: l’adesione alla sanatoria non sospende automaticamente i pignoramenti dello stipendio già avviati. Lo dimostra il caso di un 62enne di Stra (Venezia), che ha regolarizzato il proprio debito con rottamazione e rateizzazione, ma l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha continuato a prelevare un settimo dello stipendio. Carlo Garofolini, presidente dell’associazione consumatori Adico, denuncia: «Il nostro assistito continua a subire illegittime trattenute dal proprio stipendio […] a fronte della ristrutturazione del proprio debito e del pagamento delle rate relative alla rottamazione. Per noi questo comportamento non fa altro che creare un ulteriore distacco fra il cittadino e l’Agenzia delle Entrate e Riscossione». L’Adico ha inviato due diffide senza ottenere risposta e valuta azioni giudiziarie.

La lezione per chi ha in corso un pignoramento o un’esecuzione forzata è semplice: non basta aderire alla rottamazione. Serve presentare un’istanza di sospensione o farsi assistere per bloccare le trattenute, altrimenti si rischia di pagare due volte.

Rottamazione locale: da ottobre si possono sanare multe, IMU e TARI

La Manovra 2026 ha dato a Regioni e Comuni la possibilità di aderire alla Rottamazione quinquies locale per i debiti affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Il viceministro Maurizio Leo ha dichiarato che «già circa 1.000 Comuni hanno aderito». Tra gli enti che hanno detto sì ci sono Roma, Napoli, Genova e moltissimi centri medi e piccoli come Marino, Maiori, Fiumicino; la Regione Umbria ha esteso la misura al bollo auto non pagato (cartelle dal 2000 al 2021), stimando un beneficio per 5‑7 mila famiglie.

Per i cittadini, la finestra per presentare la domanda va dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. La procedura è soltanto telematica, nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove dal 15 ottobre saranno visibili i carichi definibili. Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali, con interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027.

Le prossime scadenze per non perdere i benefici

Per la Rottamazione quinquies nazionale, le rate successive a quella di luglio scadono il 30 settembre e il 30 novembre 2026. Dal 2027 il calendario diventa bimestrale: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Le scadenze si sovrappongono a quelle della vecchia Rottamazione quater e, dal 2027, anche ai piani della rottamazione locale: una vera giungla di date che rende facile un errore.

Perché conviene agire subito se c’è un’esecuzione in corso

Il caso di Stra mostra un cortocircuito: la legge riconosce lo sconto e spalma il debito, ma non impone all’Agente della riscossione di fermare le procedure esecutive già partite. Chi subisce un pignoramento dello stipendio o un fermo amministrativo e intende aderire alla rottamazione deve presentare un’istanza di sospensione, possibilmente con l’assistenza di un professionista o di un’associazione di consumatori. In caso di risposte tardive o silenzi, l’azione giudiziaria diventa l’unica strada per non pagare il debito due volte.

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