L'industria cremonese produce di più, assume di meno e mette in cassa integrazione il doppio dei lavoratori. Il primo trimestre 2026 consegna un quadro a due velocità che tocca direttamente il portafoglio delle famiglie: da un lato la manifattura cresce del 5,1% rispetto a un anno fa, dall'altro le ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate schizzano a 736.860, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2025.
Non è un dettaglio tecnico: significa lavoratori a casa con reddito ridotto mentre le aziende producono di più, probabilmente grazie all'export e a processi più efficienti che richiedono meno manodopera.
Industria: più produzione, meno posti fissi
I numeri dell'Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro raccontano una forbice che si allarga. Gli avviamenti nell'industria scendono al 24,2% del totale, la quota più bassa registrata nei primi trimestri dal 2022. In valori assoluti, sono oltre duecento assunzioni in meno rispetto al primo trimestre 2025.
Eppure la produzione cresce. Il rapporto lo definisce un quadro «a segnali divergenti» e avverte che serviranno i prossimi trimestri per capire se si tratta di una fase transitoria o di un riassetto strutturale. Per chi lavora o cerca lavoro nel comparto, la traduzione pratica è immediata: meno occasioni di impiego stabile in un settore che storicamente garantiva i contratti migliori.
Il tempo determinato resta la forma contrattuale dominante, con il 53,7% delle attivazioni. I contratti a tempo indeterminato salgono leggermente dal 17% al 17,8%, ma restano una minoranza. La somministrazione copre il 21,9% degli avviamenti.
Cosa cambia per chi cerca lavoro oggi
Il saldo tra assunzioni e cessazioni resta positivo: 4.835 rapporti in più tra gennaio e marzo 2026, anche se in calo di 276 unità rispetto all'anno precedente. Il Commercio e i Servizi assorbe oltre la metà degli avviamenti (53,7%), l'Agricoltura il 16,3% per effetto delle assunzioni stagionali di inizio anno, le Costruzioni si mantengono al 5,8%.

Le imprese prevedono circa 6.910 entrate per il trimestre aprile-giugno, il 4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Resta alta la difficoltà a trovare personale: quasi un'assunzione su due è di difficile reperimento.
Considerando i 14.574 avviamenti totali e il calo delle assunzioni industriali, emerge un mercato del lavoro che gira ma si sta spostando verso settori a minore stabilità contrattuale e retribuzioni mediamente più basse.
Un milione di euro per le imprese: quali ricadute sull'occupazione
La Camera di commercio di Cremona-Mantova-Pavia ha stanziato un milione di euro per il bando Investimenti 2026. Contributi a fondo perduto fino a 8.000 euro per micro, piccole e medie imprese che acquistano macchinari, impianti e attrezzature. L'investimento minimo è di 3.000 euro, il contributo copre il 50% delle spese.
«Il sostegno agli investimenti rappresenta una leva strategica per rafforzare la competitività del sistema produttivo», ha dichiarato il presidente Gian Domenico Auricchio. Per un lavoratore, il nesso è diretto: imprese più attrezzate e competitive possono stabilizzare l'occupazione. Il bando apre il 22 settembre e chiude il 7 ottobre, salvo esaurimento anticipato dei fondi.
L'avvocato Gagliardi, consigliere provinciale delegato al Lavoro, sintetizza così il momento: «Il presente Rapporto conferma la capacità di tenuta del mercato del lavoro cremonese, pur in presenza di alcuni segnali che richiedono attenzione».
Il punto per le famiglie è proprio nei segnali: la cassa integrazione che raddoppia mentre le aziende producono di più indica che la ripresa produttiva non si sta ancora traducendo in maggiore sicurezza economica per chi vive di lavoro dipendente.
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