Detrazioni 730/2026: il tetto per redditi sopra 75.000 euro, guida per famiglie

Il sistema delle detrazioni fiscali è cambiato strutturalmente. Con la guida "Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026", pubblicata il 26 giugno 2026 dall'Agenzia delle Entrate, i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro devono fare i conti per la prima volta con un plafond massimo: non più ogni spesa a sé, ma un tetto complessivo che varia in base a reddito e numero di figli a carico. Per una famiglia con due figli e reddito tra 75.000 e 100.000 euro la soglia massima di detrazioni arriva a 11.900 euro; senza figli, scende a 7.000 euro.

Come funziona il nuovo tetto: reddito e figli decidono il plafond

L'art. 16-ter del TUIR, in vigore dal 1° gennaio 2025, non taglia le detrazioni in modo lineare: il tetto individuale si ottiene moltiplicando un importo base per un coefficiente legato ai figli fiscalmente a carico.

Per redditi tra 75.000 e 100.000 euro l'importo base è 14.000 euro; per chi supera i 100.000 euro, scende a 8.000 euro. Il coefficiente sale con i figli:

Situazione familiareCoefficienteTetto (75k–100k €)Tetto (oltre 100k €)
Nessun figlio a carico0,57.000 €4.000 €
1 figlio a carico0,79.800 €5.600 €
2 figli a carico0,8511.900 €6.800 €
3+ figli o 1 figlio disabile114.000 €8.000 €

La logica è perequativa: i carichi familiari espandono il margine di detrazioni fruibili. Chi non ha figli e guadagna oltre 100.000 euro dispone di un plafond di soli 4.000 euro, una soglia che si consuma rapidamente sommando interessi su un mutuo firmato nel 2025, polizze nuove e altre spese ordinarie.

Chi ha un reddito fino a 75.000 euro non è toccato dalla riforma e continua ad applicare le detrazioni secondo le regole ordinarie.

Le spese che restano fuori dal tetto

Non tutte le voci detraibili entrano nel calcolo del plafond. L'art. 16-ter, comma 4, TUIR esclude espressamente alcune categorie che restano detraibili per intero a prescindere dal reddito:

  • Spese sanitarie: la detrazione del 19% sulla parte eccedente 129,11 euro di franchigia non subisce alcun taglio. Per molte famiglie è la voce più rilevante — visite, esami, medicinali e dispositivi medici restano completamente fuori dal conteggio.
  • Detrazioni forfetarie: la detrazione fissa di 1.100 euro per il mantenimento di cani guida di persone non vedenti, ad esempio, non concorre al tetto.
  • Mutui contratti entro il 31 dicembre 2024: chi ha firmato il finanziamento per la prima casa prima dell'anno d'imposta 2025 non vede gli interessi passivi erodere il proprio plafond.
  • Contratti assicurativi stipulati entro il 31 dicembre 2024: le polizze vita o infortuni preesistenti restano escluse.
  • Rate di spese edilizie per lavori ante 2025: chi sta ancora detraendo le quote di una ristrutturazione avviata nel 2022 o di un ecobonus 2023 non vede quelle rate conteggiare nel nuovo limite.

Un mutuo firmato dal 2025 in poi è invece dentro il plafond: chi ha comprato casa quest'anno deve includere gli interessi passivi nella somma soggetta al tetto.

Guida Agenzia delle Entrate su detrazioni e bonus 2026: istruzioni per la dichiarazione dei redditi
Immagine generata con intelligenza artificiale.

Ristrutturazioni 2025: nel calcolo entra solo la rata annuale

Chi ha avviato lavori edilizi nel 2025 riceve una tutela specifica. L'art. 16-ter, comma 5, TUIR stabilisce che nel plafond complessivo rileva solo la rata annuale della detrazione, non l'intera spesa sostenuta.

Un esempio concreto: una spesa di 90.000 euro per una ristrutturazione avviata nel 2025, con detrazione ripartita in dieci anni, porta nel calcolo del tetto solo 9.000 euro — un decimo dell'importo totale. Il plafond per tutte le altre spese dell'anno rimane sostanzialmente intatto, e la stessa rata di 9.000 euro entrerà nel computo nei nove anni residui.

Il vantaggio concreto di avere figli a carico

I numeri della tabella rendono evidente il peso fiscale della struttura familiare. Per chi supera i 100.000 euro di reddito, un solo figlio a carico vale 1.600 euro di detrazioni in più rispetto a chi non ne ha — 5.600 contro 4.000 euro — e si traduce direttamente in 1.600 euro di IRPEF in meno. Tre o più figli, oppure un figlio con disabilità, portano il tetto al suo massimo di 8.000 euro: il doppio rispetto alla soglia senza figli, calcolato applicando il coefficiente 1 anziché 0,5 all'importo base di 8.000 euro previsto dalla norma.

Per i redditi tra 75.000 e 100.000 euro il divario è ancora più ampio: da 7.000 euro senza figli a 14.000 euro con tre o più figli a carico, sempre il doppio, ottenuto applicando i coefficienti 0,5 e 1 all'importo base di 14.000 euro. Una famiglia numerosa in questa fascia di reddito mantiene quindi pieno accesso alle detrazioni per le spese ordinarie dell'anno.

Cosa verificare prima di inviare la dichiarazione

Per chi supera 75.000 euro di reddito complessivo, la dichiarazione 2026 richiede un passaggio aggiuntivo: sommare tutte le detrazioni teoricamente spettanti (escluse quelle fuori dal tetto) e confrontarle con il proprio plafond individuale.

Una novità di compilazione da non sottovalutare: nel Quadro E del 730/2026 compare la nuova casella «Riordino delle detrazioni non automatizzato». Barrandola, il contribuente sceglie autonomamente l'ordine in cui imputare le spese al calcolo del tetto — una scelta che può incidere concretamente sulla detrazione finale e che conviene valutare con il CAF o un commercialista.

Chi ha reddito superiore a 120.000 euro affronta anche una seconda limitazione, prevista dall'art. 15, comma 3-bis, TUIR: alcune detrazioni si riducono progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento di 240.000 euro. Le due limitazioni operano in sequenza — prima il plafond ex art. 16-ter, poi la riduzione progressiva.

La guida dell'Agenzia delle Entrate, disponibile nella sezione "Agenzia Informa" del sito istituzionale, copre 12 capitoli tematici — dalle spese sanitarie ai bonus edilizi, passando per istruzione, assicurazioni e contributi previdenziali — con esempi pratici e riferimenti normativi. Per una famiglia con reddito nella fascia 75.000-100.000 euro, capire quali spese restano fuori dal tetto può fare la differenza tra recuperare migliaia di euro o lasciarne parte inutilizzata.

Fonti

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