Lavori con la PA? Lo split payment durerà fino al 2029: ecco cosa devi sapere

Confermato dal Consiglio UE il 10 luglio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 luglio, il meccanismo dello split payment resterà in vigore fino al 30 giugno 2029. Per lavoratori autonomi, piccole imprese e artigiani che emettono fatture verso enti pubblici, la proroga garantisce stabilità normativa, ma impone di continuare a gestire i flussi di IVA separata e di attivare rimborsi prioritari per evitare crisi di liquidità.

Come funziona lo split payment per chi fattura alla PA

Lo split payment (scissione dei pagamenti) prevede che l’IVA dovuta sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi verso la Pubblica Amministrazione e alcuni enti e società a elevata partecipazione pubblica venga versata direttamente dall’acquirente in un conto bancario dell’erario, anziché essere incassata dal fornitore insieme al corrispettivo.

Il fornitore emette fattura con l’indicazione “scissione dei pagamenti” e non riceve l’imposta: questo può creare uno squilibrio di liquidità perché l’IVA assolta sugli acquisti non viene compensata con l’IVA incassata, generando spesso un credito IVA strutturale.

L’obbligo si applica non solo alle amministrazioni pubbliche in senso stretto, ma anche a fondazioni con fondo di dotazione partecipato per almeno il 70% da enti pubblici, società controllate dalla Presidenza del Consiglio o dai Ministeri, e società partecipate per almeno il 70% da pubbliche amministrazioni.

La proroga al 2029: date certe e nessuna interruzione

Con la decisione di esecuzione (UE) 2026/1728, adottata il 10 luglio 2026 e pubblicata il 15 luglio, l’Italia è autorizzata a mantenere il meccanismo dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2029, senza soluzione di continuità. Il precedente termine di scadenza era fissato al 30 giugno 2026.

Già il 30 giugno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva comunicato (comunicato n. 77) che gli operatori potevano continuare ad applicare la scissione dei pagamenti anche nelle more della decisione europea, garantendo la piena operatività delle fatture. Il Governo aveva chiesto una proroga fino al 31 dicembre 2029, ma il Consiglio UE ha concesso un rinnovo più contenuto, ancorando il termine al 30 giugno.

Scrivania con monete divise e calcolatrice, gestione dello split payment per fatture verso enti pubblici
La scissione dei pagamenti verso la pubblica amministrazione è prorogata fino al 2029 per lavoratori autonomi e piccole imprese.

Entro il 30 settembre 2027 l’Italia dovrà presentare alla Commissione europea una relazione sull’efficacia della misura e sulla situazione complessiva dei rimborsi IVA ai soggetti passivi. Un passaggio che potrebbe influenzare la valutazione di eventuali ulteriori estensioni.

Liquidità e rimborsi: come ottenere il rimborso prioritario dell’IVA

L’effetto più concreto per un professionista o un’impresa che opera in split payment è la possibile posizione creditoria IVA ricorrente. La norma riconosce ai fornitori soggetti alla scissione il diritto al rimborso prioritario dei crediti IVA maturati per effetto delle operazioni in split payment, entro il limite del credito derivante da tali operazioni.

Chi si trova in questa situazione può presentare domanda di rimborso: le istanze collegate allo split payment vengono trattate in via prioritaria rispetto ai rimborsi ordinari. Non è un automatismo, serve attivarsi. Monitorare periodicamente la posizione IVA e presentare l’istanza con i giusti presupposti è la leva per non immobilizzare liquidità per mesi.

Società quotate FTSE MIB: fuori dallo split payment dal 2025, attenzione alle fatture

Dal 1° luglio 2025 le cessioni di beni e servizi verso le società quotate nell’indice FTSE MIB sono escluse dallo split payment. Una modifica introdotta dalla decisione UE 2023/1552 e recepita in Italia con il DL 84/2025, che la proroga al 2029 non tocca.

L’Agenzia delle Entrate, con una FAQ del 27 giugno 2025, ha precisato che lo split payment si applica alle fatture emesse entro il 30 giugno 2025 verso tali società; per le fatture emesse da luglio 2025 in poi, l’IVA torna a essere versata con le modalità ordinarie (dal fornitore al committente).

Se lavori con una grande azienda quotata, verifica sempre la data di emissione della fattura e l’elenco aggiornato dei soggetti tenuti allo split payment disponibile sul sito del Dipartimento delle Finanze, per evitare errori e sanzioni.

Una certezza che va gestita

La proroga fino al 2029 dà prevedibilità a chi pianifica commesse e incarichi con la PA, ma il mix fra obbligo di fatturazione elettronica e scissione dei pagamenti richiede attenzione costante. L’accesso tempestivo ai rimborsi prioritari è lo strumento per bilanciare il mancato incasso dell’IVA. Con la scadenza della relazione Ue nel 2027, il destino dello split payment dopo il 2029 resta aperto, ma per i prossimi tre anni le regole non cambiano.

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