Canone RAI, cedolare secca, IRPEF: cosa fare entro il 30 giugno

Domani, 30 giugno 2026, si chiude un appuntamento fiscale che riguarda da vicino i cittadini privati: l'ultima finestra per bloccare le rate del canone RAI senza televisore, il versamento della cedolare secca sugli affitti e il saldo IRPEF. Chi manca la data del 30 giugno non perde tutto — per molte voci è possibile pagare entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40% — ma per il canone RAI non esiste una seconda possibilità: chi non presenta la domanda di esonero entro domani dovrà attendere il 2027 per smettere di pagare.

Canone RAI: ultime ore per bloccare le rate di luglio

Chi non possiede un televisore e non ha presentato la dichiarazione di non detenzione entro il 31 gennaio 2026 (per quest'anno slittato al 2 febbraio) può ancora chiedere l'esonero, ma solo per il secondo semestre. Presentando la domanda entro il 30 giugno, le ultime quattro rate da 9 euro mensili — luglio, agosto, settembre e ottobre — non verranno più addebitate in bolletta. Con un canone annuo di 90 euro ripartito in dieci rate, chi agisce entro domani risparmia 36 euro sulle rate restanti.

La dichiarazione di non detenzione va presentata attraverso uno di questi canali:

  • applicazione web sul sito dell'Agenzia delle Entrate (accesso con identità digitale);
  • PEC all'indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it, con dichiarazione firmata digitalmente;
  • raccomandata senza busta all'Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T., Casella Postale 22, 10121 Torino, allegando un documento di riconoscimento.

Chi non è intestatario di una fornitura elettrica residenziale non riceve l'addebito in bolletta: in quel caso il canone si versa con modello F24.

Chi supera il 30 giugno pagherà il canone per l'intero 2026 e potrà richiedere l'esonero al più presto per il 2027, presentando domanda entro il 31 gennaio. Il mancato pagamento da parte di chi è tenuto al canone espone a una sanzione amministrativa tra 103,29 e 516,45 euro. Un regime diverso vale per gli over 75 con reddito familiare entro 8.000 euro: quella esenzione si comunica una sola volta, senza scadenze periodiche.

Cedolare secca: saldo 2025 e primo acconto 2026 in scadenza

I proprietari di immobili che affittano con il regime della cedolare secca devono versare entro il 30 giugno il saldo per l'anno d'imposta 2025 e la prima rata dell'acconto 2026, pari al 40% dell'imposta complessivamente dovuta. Il sistema prevede tre aliquote:

Scadenze fiscali di giugno su una scrivania con calendario e monete d'oro illuminate dal tramonto, ultimi giorni per il canone RAI
Il 30 giugno è l'ultimo giorno utile per presentare la domanda di esonero dal canone RAI e versare la cedolare secca sugli affitti.
  • 10% per i contratti a canone concordato (formula 3+2) nei Comuni ad alta densità abitativa o colpiti da calamità naturali;
  • 21% per i contratti a canone libero (formula 4+4) e, limitatamente al primo immobile, per le locazioni brevi;
  • 26% per le locazioni brevi sul secondo immobile.

L'obbligo di versare l'acconto in due tranche non scatta per tutti. Il calcolo parte dal 100% dell'imposta liquidata per il 2025:

Imposta dovuta 2025Acconto 2026Quando versare
Fino a €51,65Nessun accontoSolo saldo nel 2027
Da €51,65 a €257,52Unica soluzione (100%)30 novembre 2026
Oltre €257,52Prima rata (40%)30 giugno 2026
Oltre €257,52Seconda rata (60%)30 novembre 2026

Con un'aliquota del 21%, la soglia dei 257,52 euro corrisponde a un'imposta maturata su circa 1.226 euro di reddito annuo da affitto: significa che chi affitta a più di circa 102 euro mensili rientra già nella fascia a due rate, e la prima scade domani.

Il pagamento avviene tramite modello F24, sezione Erario, con i codici tributo 1842 (saldo, anno di riferimento 2025), 1840 (prima rata acconto, anno di riferimento 2026) e 1841 (seconda rata o unica soluzione, anno di riferimento 2026). Chi è in cedolare secca non versa né imposta di registro né imposta di bollo sul contratto.

Se nel 2026 si adotta la cedolare secca per la prima volta, non esistono basi di calcolo storiche: non è dovuto alcun acconto quest'anno, e il primo versamento slitterà al saldo dell'anno successivo.

La finestra del 30 luglio: proroga con costi

Chi non riesce a versare entro il 30 giugno dispone di 30 giorni di tolleranza. Cedolare secca, IRPEF e le imposte sui beni immobili e sulle attività finanziarie detenuti all'estero (IVIE e IVAFE) possono essere versate entro il 30 luglio 2026 con l'aggiunta di una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

La maggiorazione è contenuta in termini assoluti — su 1.000 euro d'imposta corrispondono 4 euro — ma chi ignora del tutto la scadenza di luglio potrebbe ritrovarsi a saldare con sanzioni ben più pesanti. Per chi detiene partita IVA ed è soggetto agli Indicatori Sintetici di Affidabilità (ISA), o è in regime forfettario, la proroga ordinaria sposta la scadenza al 20 luglio 2026 senza maggiorazioni, grazie al Decreto Legge 22 maggio 2026, n. 89. Un ulteriore differimento è possibile fino al 20 agosto 2026, ma con una maggiorazione dello 0,80%.

Il canone RAI è l'unica scadenza senza rimedi

Tra tutti gli adempimenti in calendario questa settimana, il canone RAI si distingue per una ragione precisa: è l'unico dove la tolleranza del mese extra non esiste. Chi non ha ancora presentato la dichiarazione di non detenzione ha tempo fino a domani sera; chi non la presenta dovrà aspettare gennaio 2027 per ottenere l'esonero pieno. Per la cedolare secca e l'IRPEF, invece, la maggiorazione dello 0,40% è il prezzo di un mese in più — una cifra che per la maggior parte dei contribuenti privati vale meno del costo di un ritardo nella pianificazione della liquidità.

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