Dal 17 luglio 2026 il Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate mostra al cittadino anche gli avvisi di liquidazione e gli avvisi di accertamento parziale automatici, con i relativi provvedimenti di autotutela. È un salto nella trasparenza che tocca questioni concrete: dall’imposta di registro sull’acquisto della prima casa ai controlli automatici sulle dichiarazioni. Significa sapere subito, entrando con SPID nell’area riservata, se il Fisco ha qualcosa da contestare, senza dover aspettare una raccomandata cartacea né passare dallo sportello.
Cosa trovi di nuovo nella sezione “L’Agenzia scrive”
La novità sta dentro una sezione che molti contribuenti conoscono già per gli avvisi bonari e le comunicazioni sugli ISA. Ora L’Agenzia scrive accoglie due tipologie di atti che prima sfuggivano alla consultazione online diretta.
Gli avvisi di liquidazione riguardano le richieste dell’ufficio in materia di imposta di registro e agevolazioni: il caso più frequente per un privato è la liquidazione collegata all’agevolazione prima casa, quando l’Agenzia contesta i requisiti per l’aliquota ridotta. Gli avvisi di accertamento parziale automatici sono quelli emessi senza contraddittorio preventivo, frutto di incroci tra dati già in possesso dell’amministrazione.
Per ogni avviso compare anche lo stato dell’iter, che dice a colpo d’occhio se l’atto è stato notificato, pagato, impugnato o annullato in autotutela.
Come leggere lo stato del tuo avviso
La tabella degli stati è lo strumento più utile per orientarsi senza un intermediario. Permette di capire se è il momento di pagare, se si è ancora in tempo per il ricorso o se la partita è chiusa.

| Stato dell’avviso | Cosa significa per il cittadino |
|---|---|
| Notificato | L’atto è stato notificato: decorrono i termini per definire o ricorrere. |
| Definito con pagamento | Hai pagato imposta e interessi, sanzioni ridotte a un terzo. Rinuncia al ricorso. |
| Definito con pagamento sanzioni | Hai pagato solo le sanzioni ridotte; puoi ancora ricorrere su imposte e interessi. |
| Mancata opposizione | Non hai definito né presentato ricorso: l’atto si consolida. |
| Definito con adesione o pace fiscale | Chiuso tramite accertamento con adesione o definizione agevolata. |
| Annullato con autotutela totale | L’ufficio ha ritirato completamente la pretesa. |
| Presenza di autotutela parziale | L’importo dovuto è stato ridotto, ma l’avviso resta valido per la parte residua. |
| Presenza ricorso | C’è un contenzioso pendente. |
| Definito da ricorso | La sentenza è passata in giudicato. |
Ogni avviso è disponibile dal giorno successivo alla trasmissione della data di notifica nei sistemi dell’Agenzia, quindi la finestra per intervenire si apre subito.
Accesso, delega e assistenza: le tre leve per non sbagliare
Per entrare nel Cassetto fiscale bastano le credenziali SPID, CIE o CNS. Una volta dentro, il cittadino trova il quadro completo della propria posizione: dichiarazioni, rimborsi, versamenti F24, atti del registro e ora anche gli avvisi.
Chi non se la sente di interpretare da solo un avviso di liquidazione può delegare fino a due intermediari abilitati, con validità fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di conferimento. La delega si attiva e si revoca dall’area riservata, anche limitatamente a singoli servizi.
Per dubbi o anomalie restano attivi i canali di assistenza: il numero verde 800.90.96.96 da rete fissa, lo 06.97617689 da cellulare, oppure la prenotazione di un appuntamento in ufficio.
Fatture elettroniche per i privati: la consultazione è già realtà
Il Cassetto fiscale in senso stretto non contiene le fatture, ma dall’area riservata si accede al portale Fatture e Corrispettivi. Per i privati, dal 20 marzo 2024 la consultazione delle fatture elettroniche è disponibile senza alcuna adesione preventiva. I file restano visibili fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla ricezione da parte del Sistema di Interscambio.
Finora il Cassetto fiscale ha funzionato come uno specchietto retrovisore: dichiarazioni presentate, versamenti effettuati, rimborsi in arrivo. Con gli avvisi di liquidazione e accertamento parziale l’area riservata diventa un cruscotto di allerta: la contestazione appare online appena notificata, lo stato si aggiorna a ogni passaggio e il cittadino può decidere come muoversi prima che i termini scadano. Un controllo periodico, anche solo mensile, basta a evitare la sorpresa peggiore: un accertamento definito per silenzio, sul quale non si può più intervenire.
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