Con il Provvedimento n. 200918 del 6 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha acceso i motori dell’interoperabilità direttamente nel cassetto fiscale. Il primo servizio disponibile riguarda le Certificazioni Uniche relative agli anni d’imposta 2024 e 2025. Per chi ha più di un rapporto di lavoro, una pensione o un incarico occasionale, la novità si traduce in procedure più rapide e, soprattutto, in un minor rischio di dimenticare un documento quando si prepara la dichiarazione dei redditi.
Cosa cambia con lo scarico massivo delle CU
Finora, per recuperare una Certificazione Unica dal cassetto fiscale bisognava accedere manualmente e scaricare un file alla volta. Il nuovo sistema permette invece l’acquisizione massiva e strutturata dei dati attraverso servizi di interoperabilità (API), facendo dialogare in automatico i software gestionali di contribuenti e intermediari con i sistemi dell’Agenzia.
In concreto, ogni utente registrato ai servizi telematici Entratel o Fisconline può entrare nell’area riservata del sito, consultare un catalogo dei servizi API e chiedere l’attivazione di quello che serve, accettando le condizioni d’uso. Il primo tassello è lo scarico in blocco delle CU 2024 e 2025. La data esatta di partenza sarà comunicata con un apposito avviso sul sito istituzionale.
La piattaforma tecnologica su cui gira l’interoperabilità era stata predisposta già con il Provvedimento n. 118366 del 4 aprile 2023, ma solo ora arrivano le regole operative piene, in attuazione del Decreto legislativo n. 1 del 2024 (riforma fiscale) che punta a potenziare i servizi online dell’Agenzia.

Una mano concreta per la dichiarazione dei redditi
L’impatto sul lavoratore o sul pensionato arriva indirettamente, attraverso il professionista a cui si affida. CAF, commercialisti e consulenti del lavoro potranno collegare il proprio gestionale alla piattaforma API e prelevare in un’unica sessione le CU di tutti i clienti per cui hanno una delega. Significa meno tempo speso a caricare documenti uno per uno, meno rischi di omissioni involontarie e, di riflesso, una compilazione più veloce e affidabile del modello 730 o Redditi.
Per chi ha più CU — ad esempio un dipendente con un secondo lavoro occasionale, o un pensionato che percepisce due trattamenti — il recupero integrato riduce la possibilità che sfugga un certificato, evitando future lettere di compliance o anomalie nel precompilato.
Non solo Certificazioni Uniche: la strada è tracciata
Il provvedimento del 6 luglio non si limita alle CU. L’impianto normativo prevede che in futuro il catalogo dei servizi di interoperabilità includa anche ruoli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione relativi ad atti impositivi emessi dalle Entrate, e via via altri documenti. Per il contribuente comune, questo significa un cassetto fiscale sempre più integrato con la vita amministrativa reale: un luogo dove i dati arrivano in automatico ai soggetti autorizzati, senza bisogno di cercarli a mano.
Nel frattempo, chi ha un profilo Entratel o Fisconline e gestisce personalmente i propri adempimenti può già iniziare a esplorare il catalogo API per attivare lo scarico massivo delle Certificazioni Uniche, appena il servizio sarà messo online con l’avviso promesso dall’Agenzia.
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