Lavori in proprio e hai già aderito al concordato preventivo biennale? Al momento del rinnovo troverai un pacchetto di vantaggi che alleggeriscono adempimenti e costi vivi. Esenzione dal visto di conformità, accertamenti più brevi e una possibile sanatoria 2020-2024 da chiudere a flat tax ridotta: il menù in discussione in Parlamento tocca il portafoglio reale di artigiani, commercianti e professionisti. La scadenza per aderire è già scritta: 31 ottobre 2026.
Cosa offre il rinnovo: i tre "premi fedeltà"
Il governo ha delineato tre misure per chi decide di restare nel regime di patto preventivo con il Fisco. La prima riguarda l’esonero dal visto di conformità: servirà fino a 100.000 euro per i crediti IVA e fino a 70.000 euro per le imposte dirette e l’IRAP. Lo stesso tetto di 100.000 euro vale per i rimborsi IVA, che potranno essere ottenuti senza visto né garanzie.
A questo si aggiungono due interventi che incidono sulla tranquillità di chi pianifica i conti di famiglia. I termini degli accertamenti fiscali vengono ridotti di due anni, allontanando il rischio di verifiche a sorpresa. Scompaiono anche gli interessi sulle rate dei versamenti da dichiarazione dei redditi: un risparmio diretto per chi dilaziona le imposte.
La sanatoria 2020-2024: chiudere i conti a prezzo ridotto
Il disegno di legge in discussione al Senato proprio oggi, 28 luglio 2026, prova a riportare in campo il ravvedimento speciale. Lo strumento consente di regolarizzare le annualità dal 2020 al 2024 versando una flat tax sostitutiva calcolata sull'affidabilità fiscale del contribuente (punteggio ISA).

Il meccanismo è a doppio binario. La base imponibile da sanare si ottiene applicando al reddito dichiarato un incremento che va dal 5% per i soggetti con ISA pari a 10 fino al 50% per chi ha un punteggio inferiore a 3. Su questa base si applica un’imposta sostitutiva IRPEF/IRES graduata in base all’ISA: 10% per chi ha un punteggio superiore a 8, 12% per chi si colloca tra 6 e 8, e 15% per chi è sotto 6; a questa si somma un 3,9% fisso per l’IRAP, con un minimo di 1.000 euro per ogni anno regolarizzato. Le annualità COVID 2020-2021 godono di uno sconto del 30%.
Chi aderisce e paga – in unica soluzione o in massimo 10 rate mensili tra gennaio e marzo 2027 – ottiene anche uno scudo fiscale: su quegli anni non potranno più essere avviati accertamenti analitico-induttivi o presuntivi, salvo casi di decadenza dal concordato o reati tributari gravi.
Pos e registratori telematici: sanzioni più morbide per gli errori tecnici
Per i titolari di attività commerciali arriva anche un correttivo sulle sanzioni legate al collegamento tra Pos e registratori telematici. Il sistema ha fatto emergere 9,1 miliardi di euro di maggiore base imponibile nel primo semestre, ma il governo valuta un alleggerimento per gli errori meno gravi.
Le ipotesi sul tavolo: una soglia di tolleranza del 5% tra pagamenti elettronici e corrispettivi trasmessi, una sanzione di 20 euro per singolo errore (fino a un massimo di 500 euro l’anno) e una multa fissa di 200 euro per il mancato collegamento (con tetto annuale di 2.000 euro). Per i piccoli esercenti, la differenza tra una svista tecnica e una contestazione pesante può valere centinaia di euro.
Perché ti conviene fare i conti entro ottobre
Per un professionista con crediti IVA consistenti, l’esonero dal visto di conformità fino a 100.000 euro elimina un costo vivo e uno snodo burocratico che spesso rallenta i rimborsi. La vera partita, però, si gioca sulla sanatoria: se approvata, permetterà di chiudere cinque anni di possibile contenzioso con un esborso certo, rateizzabile e proporzionato alla propria storia fiscale. Il combinato di meno controlli, niente interessi sulle rate e pace fiscale sul passato disegna un pacchetto che va valutato bene prima del 31 ottobre, data che slitta al 2 novembre per effetto del calendario. Il ravvedimento speciale resta però subordinato alle coperture finanziarie: oggi in Senato inizia la discussione, ma senza fondi certi la misura resta una promessa.
Fonti
Indice dei Contenuti








